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Perché Exor con Psa e Stellantis rottama la Fiat. L’analisi di Bragantini su Domani di Feltri

Exor Stellantis

Che cosa ha davvero in mente Exor per Fca con Stellantis? Ecco l’analisi dell’economista Bragantini pubblicata sul quotidiano Domani diretto da Stefano Feltri

 

“Da ieri, Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e Peugeot non sono più indipendenti, ma parte di una sola impresa: Stellantis. Dopo poco più di 120 anni finisce la storia Fiat”.

Così scrive oggi l’economista Salvatore Bragantini sul quotidiano Domani diretto da Stefano Feltri.

Exor è sì il primo azionista, ma il prospetto di ammissione al mercato di Stellantis, dovendo specificare chi ha comprato chi, specifica: «FCA and PSA’s management determined that PSA is the acquirer for accounting purposes and as such, the merger is accounted for as a reverse acquisition».

Insomma, aggiunge Bragantini (in passato editorialista di Sole 24 Ore, Corriere della Sera e Repubblica), “Exor ha venduto Fca a Peugeot, divenendo un importante azionista di questa, cosa peraltro evidente nella distribuzione del numero di posti (sei su undici ai francesi) e del potere nel CdA di Stellantis, che sarà guidata dal gran capo di Peugeot, Carlos Tavares”, ha scritto l’economista e docente all’università di Milano su Domani.

“Per Exor – secondo Bragantini – Ferrari vale, e conta, molto più di Fca. Se la prima è il gioiello della corona, la seconda è un asset disponibile in ogni momento a fronte dei futuri sviluppi, magari riguardanti l’eliminazione di capacità produttive eccedenti; in chiaro, la chiusura di impianti industriali resi superflui dalla fusione”.

Nel frattempo, oggi continuano gli acquisti su Fca a Piazza Affari all’indomani del via libera dell’assemblea dei soci alla fusione con Psa.

I titoli del gruppo italo-statunitense salgono dell’1,3% a 15,074 euro, con un massimo a 15,092 euro, quando il Ftse Mib è poco sopra la parita’ (+0,08%).

Ieri in chiusura Fca ha registrato un progresso dell’1,5%, sotto i minimi di giornata frenata dall’andamento generale del mercato. In progresso anche Peugeot alla Borsa di Parigi (+1,4%), dopo che anche gli azionisti del gruppo transalpino hanno approvato l’operazione che portera’ alla nascita di Stellantis, quarto produttore al mondo di auto per volumi e terzo per fatturato (secondo i conti 2019).

La finalizzazione della fusione è in programma per il 16 gennaio prossimo. I soci di Fca prima di tale data riceveranno un dividendo straordinario di 1,84 euro per azione, per un importo complessivo di 2,9 miliardi di euro. La distribuzione e’ soggetta ad alcune condizioni burocratiche che – secondo la società – verranno risolte entro il 13 gennaio prossimo e così potrà essere comunicata la data di versamento ai soci della cedola.

Come ricordano gli analisti di Fidentiis, agli azionisti di Fca e Psa potrebbero arrivare altri 500 milioni di euro di dividendo (o un miliardo per i soci di Stellantis).

A questo va aggiunta la distribuzione delle azioni di Faurecia ancora in possesso di Psa (pari al 39,3% del capitale) e dei 308 milioni di euro ottenuti dal gruppo francese quando il 29 ottobre 2020 ha venduto oltre 9 milioni di azioni della controllata attiva nella componentistica.

Infine, agli azionisti di Stellantis dovrebbe arrivare ancora valore dalla distribuzione della quota di Fca in Comau. Da ricordare, inoltre, che ieri a mercati chiusi sono stati pubblicati i dati sulle immatricolazioni di dicembre e dell’intero 2020 in Italia.

GLI APPROFONDIMENTI DI START MAGAZINE:

Fusione Fca-Psa: scenari, rischi e opportunità. Parla Bertone

Sarà la francese Psa a comprare Fca (altro che fusione alla pari)

Che cosa cambierà con Stellantis a Torino, Melfi, Pomigliano e Sevel. L’intervento di Benaglia (Fim-Cisl)

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DI SEGUITO BREVI STRALCI DELL’ANALISI DI BRAGANTINI SU DOMANI DIRETTO DA STEFANO FELTRI (qui l’analisi integrale sul quotidiano Domani):

Da ieri, Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e Peugeot non sono più indipendenti, ma parte di una sola impresa: Stellantis. Dopo poco più di 120 anni finisce la storia Fiat.

IL GRUPPO GLOBALE, POCO ITALIANO

Gianni Agnelli voleva un gruppo globale, centrato sull’auto, italiano certo, pur se dell’Italia quasi si vergognava, come di un parente povero che non puoi rinnegare.

Il suo erede designato John Elkann l’ha trasformato in un gruppo finanziario cosmopolita, controllato dall’Olanda e che paga le tasse a Londra. L’Italia non serve più, senza escludere, certo, i finanziamenti per 6,3 miliardi, garantiti dalla italiana Sace, a fronte delle vestigia industriali domestiche del gruppo.

La strategia resta quella di Marchionne; aumentare il peso della finanza e ridurre quello dell’auto, che richiede grandi capitali per finanziare gli investimenti. La transizione all’elettrico lo espone a rischi immensi: per gli effetti sul bilancio energetico complessivo, ancora da sviscerare, per problemi tecnici nel motore, nella distribuzione di potenza, nei freni, nella ricarica etc..

Su questo sfondo vanno viste le prospettive aperte dalla fusione Fca-Psa, partendo da una banale constatazione: il 30 per cento di Exor in Fca vale, pre-fusione, 11,4 miliardi di dollari, mentre il 30 per cento di Ferrari vale 5 miliardi in più.

A Ferrari la minaccia dell’elettrico non fa paura, nel mondo ci saranno sempre 10 mila ricconi disposti a spendere un piccolo capitale per comprare un’auto, magari anche elettrica, che non va guidata, ma solo mostrata; non davvero un auto, ma un investimento, anche perché  delle sue prestazioni non ci si può avvalere.

E la percentuale in Ferrari resta immutata, mentre Exor avrà il 14,4 per cento di Stellantis; qui gli altri principali azionisti saranno la Francia con il 6,2 per cento e la famiglia Peugeot con il 5,5 per cento.

CHI COMPRA CHI

Exor è sì il primo azionista, ma il prospetto di ammissione al mercato di Stellantis, dovendo specificare chi ha comprato chi, specifica:«Based on the assessment of the indicators under IFRS 3 and consideration of all pertinent facts and circumstances, FCA and PSA’s management determined that PSA is the acquirer for accounting purposes and as such, the merger is accounted for as a reverse acquisition».

In chiaro, Exor ha venduto Fca a Peugeot, divenendo un importante azionista di questa, cosa peraltro evidente nella distribuzione del numero di posti (sei su undici ai francesi) e del potere nel CdA di Stellantis, che sarà guidata dal gran capo di Peugeot, Carlos Tavares.

Per Exor Ferrari vale, e conta, molto più di Fca. Se la prima è il gioiello della corona, la seconda è un asset disponibile in ogni momento a fronte dei futuri sviluppi, magari riguardanti l’eliminazione di capacità produttive eccedenti; in chiaro, la chiusura di impianti industriali resi superflui dalla fusione.

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