Mobilità

Perché De Micheli e Ricciardi si tamponano sul trasporto pubblico anti Covid

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de micheli - ricciardi trasporto pubblico

Scontro a distanza sulla sicurezza del trasporto pubblico tra il ministro e Micheli e Ricciardi, consulente del ministro della Salute. Fatti, parole e polemiche (interne al governo)

 

Non più di sei persone a cena, ma sì a 4 o 5 persone in un metro quadro sull’autobus.

La ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, parla solo di “percezione” di “insicurezza” riferendosi alla capienza del trasporto pubblico locale. Questa visione, però, non convince Walter Ricciardi (membro italiano nel board Oms e consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza). La questione trasporti preoccupa anche i sindaci d’Italia.

Andiamo per gradi.

LE PAROLE DELLA DE MICHELI

Partiamo dalle parole del ministro De Micheli. “Il rischio di contagio nel sistema del trasporto pubblico locale è bassissimo. I mezzi pubblici anche nei periodi di punta generalmente non superano la capienza tra il 70-75%”, ha detto la titolare delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, intervenendo a Mezz’ora in più su Rai Tre, programma domenicale di Lucia Annunziata.

PERCEZIONE DI INSICUREZZA

“Però visivamente e giustamente in termini di percezione della propria sicurezza personale, sui mezzi urbani che sono autobus, metropolitane che non hanno molte sedute ma si sta molto in piedi, è di insicurezza”, ha aggiunto la De Micheli.

SOLUZIONI IN CORSO

Nonostante la ministra tranquillizzi i cittadini sulla sicurezza dei trasporti pubblici, garantisce che il governo è a lavoro per un “sistema più flessibile per gli orari delle scuole superiori e un’ulteriore spinta alla flessibilità degli orari per il lavoro e l’implementazione dello smart working”.

“Queste tre misure alleggeriranno il trasporto pubblico locale. Inoltre aumenteremo i controlli per evitare i problemi tra persone che scendono e quelle che salgono”, ha aggiunto.

SCELTA CHE GARANTIVA DIRITTO A SALUTE E DIRITTO A MOBILITA’

A difesa della scelta, la De Micheli ha detto che la capienza all’80% del trasporto era “la scelta che in termini scientifici e organizzativi garantiva il più razionale equilibrio tra diritto alla salute e alla mobilità”.

“Ora è del tutto evidente che Regioni ed enti locali hanno tutti i poteri per applicare linee guida più restrittive di quelle fatte dal Governo, ma è del tutto evidente che dentro quell’accordo il Governo doveva dare quelle cose, in particolare risorse e norme ordinamentale”, ha detto oggi la ministra, intervenendo in videocollegamento all’iniziativa per celebrare i 40 anni della Filt Cgil.

LA PREOCCUPAZIONE DI RICCIARDI

Le parole della De Micheli, però, lasciano perplesso Walter Ricciardi, membro italiano nel board dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Sicuri?”, si è chiesto Ricciardi ad Agorà su Rai Tre, programma condotto da Serena Bortone: “Se la ministra De Micheli parla dell’alta velocità ha ragione, se si riferisce al trasporto pubblico locale no”, ha aggiunto Ricciardi.

CAPIENZA AL 50%

“Abbiamo sempre detto che su bus e metro la capienza non doveva andare oltre il 50%, e invece poi si è derogato all’80: ma a bordo è uno dei momenti in cui si è più a contatto e anche l’uso della mascherina protegge gli altri ma non se stessi. E’ un momento tipico di contagio”, ha aggiunto il consulente dell’Oms.

INTERVENTI MIRATI

E sempre Ricciardi, ad Agorà, invoca non solo una nuova politica per i trasporti ma misure urgenti e mirate per fermare i contagi nelle diverse città italiane.

“Le misure prese vanno bene per il Paese in genere, ma ci sono aree in cui la curva del contagio è esponenziale e lì servirebbero interventi proporzionali, mirati, chirurgici”, precisa Ricciardi.

“Non parlerei ad esempio di Lombardia, ma di Milano – prosegue – non di Campania ma di Napoli. E comincerei a preoccuparmi per Roma“.

LE PAROLE DI DECARO

Sulla questione trasporti, in contrapposizione a quanto deciso e fatto dal Governo, è intervenuto anche Antonio De Caro, sindaco di Bari e Presidente di Anci.

“Anche in tema di trasporti noi sindaci ci siamo trovati in una situazione simile a quella del coprifuoco: abbiamo chiesto di ridurre la capacità di carico dei mezzi aumentando l’offerta e di scaglionare gli orari di ingresso delle scuole superiori ma ci hanno detto che non si poteva fare né una cosa né l’altra e che noi sindaci dovevamo fare un tavolo di coordinamento con i dirigenti scolastici e convincerli a scaglionare gli orari”, ha detto a Radio Capital il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro.

SINDACI: DECONGESTIONARE TRASPORTO

“Noi chiedevamo di decongestionare, perché è vero che il Comitato tecnico scientifico dice che possiamo avere una capacità di carico fino all’80% ma questo significa avere quasi 5 persone ogni metro quadro. E’ chiaro che anche psicologicamente, se ai cittadini diciamo non più di sei persone a casa, distanziamento di un metro, le feste non si possono fare, massimo trenta persone se sono feste irripetibili, e poi si ritrovano tutti schiacciati nell’autobus, anche se c’è l’obbligo della mascherina, qualcuno si chiede sta succedendo qualcosa”.

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