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Perché i sindaci sbraitano contro il Dpcm di Conte. Pasticcio Conte-Lamorgese?

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italia zona arancione viminale

Le proteste dei sindaci contro il Dpcm del 18 ottobre di Conte e il colpo di coda del governo: nel decreto pubblicato – contrariamente a quanto annunciato e specificato dal presidente del Consiglio – non si menzionano i sindaci. Quindi chi e come deve decidere? Occhi puntati anche sul Viminale per il pasticcio…

Giallo sindaci nel Dpcm. Con precisazione (poco chiara) del Viminale. Ecco tutti i dettagli.

Sorpresa nel Dpcm del 18 ottobre pubblicato in Gazzetta Ufficiale: nella notte, infatti, la bozza del documento, illustrata la sera precedente dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante una conferenza stampa, è cambiata. Nella prima versione era prevista la facoltà dei sindaci di chiudere vie e piazze dopo le 21 (come ha annunciato Conte in tv), in presenza di assembramenti. Nella versione definitiva – forse causa proteste dell’Anci – è scomparso il riferimento ai sindaci.

La posizione del Viminale? “Con i Prefetti e nei Comitati Provinciali che si potranno valutare casi particolarmente delicati in cui risultasse necessario, opportuno e possibile chiudere al pubblico strade o piazze”, ha detto il sottosegretario all’Interno con delega agli Enti Locali, Achille Variati.

LA NUOVA VERSIONE DEL DCPM

Partiamo dalle ultimissime notizie. Nella versione definitiva del Dpcm è prevista la possibilità di chiudere strade e piazze in presenza di assembramenti, ma non è specificato chi può e deve farlo, e nemmeno come.

“Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”, recita il decreto.

L’ANNUNCIO DI CONTE

Facciamo un passo indietro. Domenica 18 ottobre, durante la conferenza stampa, confermando le indiscrezioni che circolavano nelle scorse ore, Conte ha annunciato che: “I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le 21 di vie e piazze dove si creano assembramenti, consentendo l’accesso solo a chi deve raggiungere esercizi commerciali o abitazioni private”.

LE PROTESTE DI DE CARO

Parole che hanno suscitato non poche polemiche. “Il governo ha voluto scaricare la responsabilità del coprifuoco sui sindaci: non è possibile che siano i sindaci a chiudere le piazze e le vie della movida. I sindaci non possono controllare, per questo abbiamo preteso che sparisse dal testo del Dpcm la parola sindaco”, ha detto Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci (l’associazione dei comuni italiani).

“Non ci piacciono le ordinanze-spot: se non possono esserci controlli, la norma è priva di senso. È stata commessa una scorrettezza istituzionale, non parteciperemo più a riunioni di regia perché tanto la presenza dei sindaci è inutile. Si incontrano i ministri con i presidenti di regione e decidono in autonomia. Il governo decide senza tener conto delle esigenze locali”. ha aggiunto Decaro.

IL TWEET DELLA RAGGI

Alle parole di Decaro sono succedute, a ruota, quelle di numerosi altri sindaci d’Italia. Tra le prime a protestare, su Twitter, c’è stata la sindaca Raggi: “I sindaci dovranno disporre chiusure e restrizioni Covid? Mancano dati, informazioni, forze ordine e strumenti adeguati alla richiesta.. Attendiamo di leggere Dpcm”, ha scritto il sindaco di Roma sulla piattaforma social.

GORI: MISURA INATTUABILE

Parla di inattuabilità anche Giorgio Gori, sindaco di Bergamo: “La norma inserita nel DPCM che attribuisce ai sindaci il compito dopo le 21 di chiudere piazze e vie a rischio di assembramento, oltre che costituire un evidente scarico di responsabilità sui comuni, è inattuabile con le sole (scarse) forze di polizia locale. Va tolta o cambiata”.

E sempre su Twitter, Gori aggiunge: “Per chiudere una piazza con cinque vie d’accesso servono almeno 10 agenti. Chi li ha? Poi però – dice il DPCM – bisogna consentire l’accesso agli esercizi commerciali e alle abitazioni. Come si controlla? E se la gente si sposta e si assembra nella via accanto? Inapplicabile. ”

DE MAGISTRIS: CERINO IN MANO AI SINDACI

“Il Presidente del Consiglio ha annunciato che i Sindaci potranno adottare coprifuoco parziali, di vie e piazze, dalle 21. Conoscendo la sensibilità istituzionale del Presidente Conte e la coesione che deve caratterizzare questo difficilissimo periodo che vive la nostra Repubblica, non posso credere che si sia deliberatamente e dall’alto, senza consultare sul punto i sindaci d’Italia, scelto di scaricare su di noi una decisione non praticabile”, ha invece commentato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

“L’effetto delle parole pronunciate dal Presidente del Consiglio davanti a milioni di italiane e italiani sarà quello di lasciare ancora una volta i sindaci con il cerino in mano. Lo Stato sceglie, quindi, di puntare il dito per nascondere quello che non si è fatto, in tante parti del Paese, per rafforzare la rete territoriale di sanità pubblica. Provo amarezza, sconforto e delusione per uno Stato che non ha la sensibilità, la volontà e la lungimiranza di mettere al centro i suoi cittadini e chi li rappresenta, a mani nude, sul territorio, con poche risorse umane e spesso senza un euro. Dopo 9 mesi dallo scoppio della pandemia è un segno di debolezza e mancanza di lucidità dello Stato non riuscire a garantire il controllo del territorio e scaricarlo sui sindaci che spesso non hanno né personale, né soldi, per pagare straordinari”, ha aggiunto de Magistris.

“Presidente Conte – chiede de Magistris – corregga il tiro, faccia il generale che sta vicino ai soldati che combattono sulla prima linea con pochi viveri e poche armi e che cercano, ogni giorno, di arginare epidemia sociale, economica e lavorativa e contenere l’avanzata del contagio criminale”.

OCCHIUTO: SCARICABARILE E DEMAGOGIA

Proteste su Facebook anche da parte del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto: “Non si risolvono i problemi con lo scaricabarile e con la demagogia”.

“In ogni caso a Cosenza in questo periodo in cui i contagi aumentano in modo esponenziale organizzeremo un servizio di Polizia municipale dopo le ore 21 per vigilare ed invitare i ragazzi ad evitare assembramenti in piedi, ma sempre senza eccessivi allarmismi e senza atteggiamenti da “sindaco sceriffo” che ho sempre rifiutato e disprezzato”, ha aggiunto Occhiuto.

occhiuto

DARIO NARDELLA

“So che la situazione è difficile ma lasciare sulle spalle di noi sindaci la scelta delle zone dove imporre e controllare il #coprifuoco è impossibile. Il Governo corra ai ripari subito e cambi questa regola. #dpcm #conferenzastampa”, ha fatto eco su Twitter il sindaco di Firenze Dario Nardella.

IL PROBLEMA TRASPORTI

Non solo chiusure strade e piazze. “Anche in tema di trasporti noi sindaci ci siamo trovati in una situazione simile a quella del coprifuoco: abbiamo chiesto di ridurre la capacità di carico dei mezzi aumentando l’offerta e di scaglionare gli orari di ingresso delle scuole superiori ma ci hanno detto che non si poteva fare né una cosa né l’altra e che noi sindaci dovevamo fare un tavolo di coordinamento con i dirigenti scolastici e convincerli a scaglionare gli orari”, ha aggiunto a Radio Capital il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro.

“Noi chiedevamo di decongestionare, perché è vero che il Comitato tecnico scientifico dice che possiamo avere una capacità di carico fino all’80% ma questo significa avere quasi 5 persone ogni metro quadro. E’ chiaro che anche psicologicamente, se ai cittadini diciamo non più di sei persone a casa, distanziamento di un metro, le feste non si possono fare, massimo trenta persone se sono feste irripetibili, e poi si ritrovano tutti schiacciati nell’autobus, anche se c’è l’obbligo della mascherina, qualcuno si chiede sta succedendo qualcosa”.

LA POSIZIONE DEL VIMINALE

“Col nuovo Dpcm lo Stato non abbandona i Comuni né li investe di responsabilità improprie: i primi cittadini, che sono autorità sanitarie locali, saranno ovviamente supportati in tutto dai Prefetti, negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico. Ed è proprio con i Prefetti e nei Comitati Provinciali che si potranno valutare casi particolarmente delicati in cui risultasse necessario, opportuno e possibile chiudere al pubblico strade o piazze”, ha detto il Sottosegretario all’Interno con delega agli Enti Locali, Achille Variati.

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