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Perché Atlantia sfreccia in Borsa per Aspi

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L’accordo in vista per l’uscita progressiva di Atlantia da Autostrade per l’Italia (Aspi) fa sfrecciare il titolo del gruppo Benetton a Piazza Affari. Fatti, numeri, indiscrezioni e commenti

Atlantia sfreccia in Borsa, in vista dell’accordo con Cdp su Aspi (Autostrade per l’Italia).

Il titolo Atlantia, che non ha fatto prezzo in apertura, è entrato in contrattazione con un rialzo del 5% e ha poi accelerato ancora fino a toccare più 15,4%.

Dopo lunghi mesi di trattative, la svolta tra Cdp e Atlantia appare imminente.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, la famiglia Benetton starebbe lavorando con il governo per l’uscita di Atlantia con una soluzione in due tappe.

Il punto di arrivo prevede che Edizione, attraverso la sua controllata (al 30%) Atlantia, si sganci da Aspi, la concessionaria autostradale del gruppo Benetton, e questa trovi una nuova sistemazione, con l’ingresso con una quota importante di Cassa depositi e prestiti (controllata dal Tesoro).

Questa sarebbe solo una delle possibilità e il piano è ancora preliminare, sottolinea Radiocor: “I lavori sono in corso: oggi è previsto un incontro tra Palermo di Cdp e Bertazzo di Atlantia; domani è convocato un cda straordinario di Atlantia”.

L’operazione di realizzerebbe con lo spin-off da Atlantia di un veicolo con il 70% di Aspi (Atlantia ha l’88%) dove sarà effettuato un aumento di capitale da 6 mld riservato a Cdp e altri fondi.

I mezzi freschi in entrata nella società sarebbero poi usati per quattro miliardi – per pagare una parte di debito di Autostrade e il resto per comprare il rimanente 18% che Atlantia ha ancora nella societa’, post spin off.

L’operazione comporta una valutazione iniziale di Aspi pari a 11 miliardi di euro e dovrebbe essere completata nella primavera del 2021, aggiunge Radiocor.

“Questa soluzione non penalizzerebbe Allianz e Silk road, che hanno il 12% di Aspi – sottolinea Equita – sarà importante verificare se il Cda di Atlantia di domani prevederà anche questa fra le possibili soluzioni per lo spin-off di Aspi”.

Inoltre, mette in evidenza Equita, “non è chiara la quota di Cdp e dei fondi post-accordo in Aspi per capire quale sia la valutazione pre-money della società”.

A luglio erano circolate ipotesi di un aumento di capitale di 3-4 miliardi riservato a Cdp per il 33% di Aspi e che i fondi acquisissero direttamente da Atlantia una quota del 22%, con una valutazione implicita stimata da Equita in 6-8 miliardi pre-money (9-12 mld post-money).

“L’operazione così organizzata dovrebbe comunque permettere ad Atlantia di ridurre il debito nella holding (5 mld) e ai suoi azionisti di poter avere direttamente azioni Aspi, beneficiando teoricamente dell’entrata di Cdp, che permetterà una riduzione del rischio regolatorio”, spiegano gli analisti di Equita: “Dovranno essere comunicati dalla società la Rab e le tariffe per poter definire una valutazione di Aspi – aggiungono – la nostra valutazione di 15 euro per azione, che prevede uno sconto del 25% sulla fully evaluation, assume un valore implicito di Aspi a circa 6 mld”.

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