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Stellantis, Volkswagen e non solo. Quanto piangono le case auto senza i microchip

Ned Curic

La carenza globale di microchip obbliga le case automobilistiche a ridurre la produzione e ne danneggia i risultati in Borsa. Tutti i numeri

 

La carenza di microchip, iniziata verso la fine del 2020 e probabilmente destinata a durare ancora a lungo, continua a penalizzare le performance in borsa dei produttori di veicoli.

La crisi tocca in realtà molti settori diversi – gli elettrodomestici e l’elettronica di consumo, per esempio -, ma l’industria automobilistica è stata colpita prima e più gravemente. Nell’impossibilità di accedere ai chip, le aziende hanno dovuto rallentare o addirittura sospendere la produzione negli stabilimenti. Con ovvie ripercussioni sulle vendite e sui risultati.

COME VANNO DAIMLER E VOLKSWAGEN

Come riporta l’agenzia Radiocor del Sole 24 Ore, l’indice Stoxx 600 Automobiles & Parts registra un -1,4 per cento, dovuto al calo delle vendite.

Alla Borsa di Francoforte, i produttori tedeschi Daimler e Volkswagen segnano rispettivamente un -1,73 e un -1,78 per cento: hanno dovuto ridurre l’orario di lavoro negli impianti e nei prossimi giorni – scrive Radiocor – “registreranno delle frenate produttive”.

LE PREVISIONI DI VOLKSWAGEN

Volkswagen ha detto al giornale tedesco Handelsblatt di credere che la carenza di chip sarà più lieve nel terzo trimestre del 2021 ma che comunque proseguirà nel lungo termine, per un paio di anni, visti i tempi necessari ad adeguare la capacità di produzione di microchip ai livelli di domanda. Secondo Murat Aksel, membro del consiglio di amministrazione dell’azienda, “al momento abbiamo raggiunto il punto più basso. Siamo di fronte alle sei settimane più dure”.

A marzo l’amministratore delegato di Volkswagen, Herbert Diess, aveva dichiarato che la carenza di chip aveva impedito la produzione di 100mila automobili.

LE PERDITE DI BMW E CONTINENTAL

Sempre alla Borsa di Francoforte, la BMW perde l’1,93 per cento, mentre Continental – produttore tedesco di pneumatici e parti auto – l’1,98 per cento: sono le performance peggiori del DAX 30, il segmento della Borsa di Francoforte che contiene i trenta titoli a maggiore capitalizzazione.

SCENDE STELLANTIS, SALE PIRELLI A MILANO

Alla Borsa italiana, il FTSE MIB – l’indice azionario principale – è tutto sommato stabile, con un -0,03 per cento. Il produttore di veicoli Stellantis (che controlla marchi come FIAT, Chrysler, Citroen, Opel, Peugeot e Alfa Romeo) perde però lo 0,95 per cento e CNH Industrial (multinazionale che realizza macchine agricole, veicoli commerciali e autobus) l’1,08 per cento. In controtendenza invece Pirelli, con il +0,47 per cento.

Al di fuori del FTSE MIB, Brembo, azienda italiana che sviluppa e produce freni, cala di un punto percentuale.

I NUMERI DELLA BORSA DI PARIGI

Alla Borsa di Parigi l’indice azionario CAC 40 guadagna lo 0,02 per cento. Ma Stellantis cala dello 0,7 per cento e Renault dello 0,4. Valeo, gruppo francese che produce componenti per automobili, perde invece il 2,15 per cento.

COSA FA E DICE STELLANTIS

Ieri Stellantis, quarto maggiore produttore di auto al mondo, ha annunciato la realizzazione di quattro diversi modelli di veicoli elettrici, di marchi diversi, in Italia, allo stabilimento di Melfi, dal 2024. Ma deve ancora prendere una decisione sul paese che ospiterà la sua terza fabbrica di batterie in Europa: ne possiede già una in Francia e una in Germania.

L’amministratore delegato Carlos Tavares ha fatto sapere che la società sta lavorando al suo piano aziendale e che lo presenterà entro l’anno in corso o all’inizio del 2022.

Nel primo trimestre del 2021 la crisi dei chip è costata a Stellantis una perdita produttiva di 190mila unità. Il direttore finanziario Richard Palmer ha detto che l’impatto della carenza di questi componenti si farà sentire soprattutto nel secondo trimestre dell’anno, ma potrebbe continuare anche nel 2022.

I PROBLEMI DI FORD E HYUNDAI NEGLI STATI UNITI

L’impossibilità di accesso ai microchip è un problema globale. Negli Stati Uniti, per esempio, la sudcoreana Hyundai Motor ha annunciato la sospensione delle attività in Alabama per una settimana.

Stando a quanto scrive oggi Reuters, sulla base delle informazioni ricevute da fonti anonime, Hyundai ha avviato dei negoziati con alcuni produttori sudcoreani di chip per rafforzare le proprie catene di approvvigionamento.

L’americana Ford aveva invece avvertito che la mancanza di chip avrebbe dimezzato la sua produzione di veicoli nel secondo trimestre dell’anno, parlando di una crisi che non verrà risolta prima del 2022.

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