Mobilità

Sui monopattini elettrici si scazzottano M5S e Italia Viva

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Il Movimento 5 Stelle annuncia una retromarcia sull’equiparazione dei monopattini elettrici alle bici prevista da un emendamento voluto dai renziani di Italia Viva. Ecco che cosa succede nella maggioranza di governo

“Torna al via”. Come negli imprevisti di Monopoli, in tema di monopattini elettrici, il governo sceglie di tornare alla casella di partenza. E lo fa (o lo farebbe) senza ricevere bonus danarosi, come invece accade nel gioco da tavolo.

Il governo, secondo quanto annunciato dal sottosegretario ai Trasporti, Roberto Traversi (M5S), si appresta a fare un passo indietro nelle nuove norme dei monopattini elettrici, ma Italia Viva e Legambiente promettono battaglia. Andiamo per gradi.

LE PAROLE DI TRAVERSI

“Nel decreto Milleproroghe definiremo regole più chiare per la micromobilità, superando così quell’emendamento inserito nella Legge di Bilancio, che ha equiparato i monopattini alle bici, scardinando quanto di buono aveva fatto l’ex Ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli”, ha detto Traversi in un’intervista al Corriere della Sera.

LE NORME DEL MILLEPROROGHE

Secondo l’emendamento alla Manovra 2020, presentato dal senatore Eugenio Comincini (Italia Viva), i monopattini elettrici saranno equiparati alle bici elettriche nel Codice della strada. Questo significa che potranno circolare senza assicurazione (qui i dettagli).

“I monopattini che rientrano nei limiti di potenza e velocità” fissati dal Dm micromobilità elettrica del 4 giugno 2019 “sono equiparati ai velocipedi di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285”, recita il teso del Milleproroghe.

LE CRITICITÀ

Ma a 21 giorni dall’entrata in vigore delle nuove norme sui monopattini, il governo sta per fare dietrofront, con un emendamento al decreto Milleproroghe, ora all’esame del Parlamento.

Con l’introduzione delle nuove norme “è stato fatto un passo indietro perché l’equiparazione, per quanto comprensibile negli intenti a favore di una mobilità più green, ha delle criticità”.

SI TORNA ALLA SPERIMENTAZIONE?

L’esecutivo torna dunque alla casella di partenza. Alla sperimentazione. “I monopattini non sono pensati per la circolazione su strada ma oggi possono circolare sulle strade extraurbane dove le auto possono viaggiare sino a 90km/h e proprio per queste peculiarità e per gli ambiti in cui circolano serve un approccio prudenziale ed è opportuna una sperimentazione”, ha detto Traversi, che ha concluso con una frecciatina al senatore renziano Comincini: “Non si può modificare questo settore a colpi di emendamenti ma serve un processo più organico, e se le tempistiche coincideranno con la votazione del nuovo Codice della strada, valuteremo questa opzione”.

LA REAZIONE DI COMINCINI

Intanto infuria la polemica politica, con la risposta di Comincini, il senatore di Italia Viva che, col suo emendamento, aveva promosso l’equiparazione dei monopattini elettrici alle bici: “Se questa linea fosse confermata dai fatti, sarebbe una clamorosa retromarcia che schiaccerebbe le attese di cittadini e investitori: uno schiaffo al Parlamento, rigettando una decisione chiara e netta assunta dal potere legislativo solo poche settimane fa”.

CONFINDUSTRIA

Ad appoggiare eventuali nuove modifiche alle norme sui monopattini, è l’associazione di settore Ancma. “I nuovi strumenti di mobilità, come i monopattini elettrici, offrono soluzioni efficaci al bisogno di mobilità, al pari delle due ruote. Ma richiedono un’attenzione specifica alle regole di utilizzo e alle ricadute in termini di sicurezza”, ha detto il presidente di Confindustria Ancma, Paolo Magri.

LEGAMBIENTE

Comincini di Italia Viva, invece, trova l’appoggio di Legambiente: “Proprio ora che questa iniziativa ci avvicinava ai Paesi più avanzati dell’Unione, si vuole tornare indietro? È una follia e siamo pronti a scendere in piazza”, ha dichiarato il presidente dell’associazione ambientalistica Stefano Cianfani.

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