Mobilità

Fca, tutti i piani di Marchionne su Jeep, Alfa Romeo e Maserati

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Addio alle auto di massa e priorità alle auto premium: Marchionne intende rivoluzionare la produzione di Fca prima del suo addio e ha idee su Alfa Romeo e Maserati. Domani la presentazione ufficiale del piano. Articolo di Giusy Caretto


Sergio Marchionne è pronto a lasciare Fca, ma prima di abbandonare il timone prova a lanciare la casa automobilistica verso il futuro, che secondo il Ceo dovrà essere costellato da Suv Jeep e auto di lusso Maserati. Saranno ridimensionati, come scrive Bloomberg, tutti gli altri marchi: alcuni modelli saranno cancellati dalla catena di produzione, altri ritirati da alcuni mercati.

Qualche indiscrezioni sulla strategia di Fca e di quello che dovrebbe essere l’ultimo grande atto di Marchionne alla guida di Fiat Chrysler Automobiles era stata già diffusa nelle ultime settimane, ma le voci si fanno sempre più insistenti in vista della presentazione ufficiale prevista per venerdì 1 giugno.

IL PIANO DI MARCHIONNE

Il piano di Marchionne focalizza le risorse di Fiat Chrysler su SUV Jeep e auto di lusso Maserati, su auto di nicchia promettenti. Il ceo non intende competere testa a testa con i giganti dell’auto come Volkswagen e Toyota nel mercato automobilistico di massa.

Mentre incombono importanti cambiamenti nel settore automobilistico (spina e guida autonoma su tutti), Marchionne teme per il futuro delle auto mainstream.

Fiat Chrysler dovrebbe fermare, entro l’anno, la produzione della Fiat Punto nella fabbrica di Melfi. Verrà bloccata, nello stabilimento di Mirafiori, la produzione di Alfa Romeo Mito.

LE NOVITA’ PER MIRAFIORI

A Mirafiori, stabilimento storico della Fiat, inaugurato dal dittatore fascista Benito Mussolini nel 1939, probabilmente, dovranno concentrarsi sulla produzione di un secondo SUV Maserati, che affiancherà il modello Levante già uscito dalle sue linee di montaggio. A Torino vengono prodotte meno di 50.000 auto all’anno rispetto a un picco di oltre 600.000.

COSA SUCCEDERA’ A POMIGLIANO

Nello stabilimento di Pomigliano, vicino a Napoli, Fiat Chrysler inizierà a produrre un piccolo SUV Jeep dopo che la produzione dell’utilitaria Panda sarà stata trasferita in Polonia, Tichy, dove oggi viene assemblata la 500. Saranno proprio la Panda e la 500 a rappresentare Fiat in Italia ed in Europa.

LA PRODUZIONE IN EUROPA

La produzione dell’Europa Occidentale, quindi, si sposta verso le auto premium, puntando all’incremento della vendita di auto Jeep in tutto il mondo. Fra i nuovi modelli Jeep figurano Wagoneer e Grand Wagoneer, l’inedita Wrangler pick-up, la Grand Cherokee pronta nel 2020 e, probabilmente, una new entry tutta da scoprire.

Dare priorità solo alcuni marchi potrebbe, secondo Marchionne, rendere la casa automobilistica italo-americana più appetibile nel caso di un deal.

FIAT SI RITIRA DA USA E CINA

Secondo il piano, poi, la società starebbe pensando al ritiro delle auto Fiat dai mercati del Nord America e della Cina, puntando maggiormente su Chrysler negli Stati Uniti.

Fiat, che è tornata negli Stati Uniti nel 2011, ha venduto circa 5.400 auto nei primi quattro mesi del 2018, il 45% in meno rispetto a un anno prima. In Cina, i modelli Fiat locali non riescono a spiccare il volo.

UN CATALIZZATORE PER IL TITOLO

Il nuovo piano di FCA, potrebbe essere un potenziale catalizzatore per una ripresa decisa del titolo, ha detto Giulio Pescatore, analista di HSBC a Londra, in una nota ai clienti.

D’altronde le azioni di Fiat Chrysler sono aumentate del 7% fino a 22,38 dollari a New York, qualche settimana fa, dopo che Bloomberg aveva annunciato i piani. Santander Consumer USA Holdings Inc., attuale partner finanziario di Fiat Chrysler, è invece sceso dell’8,6%.

14 ANNI DELL’ESECUTIVO

Il grande piano di Fca, che dovrebbe essere attuato, in gran parte, nell’era post-Marchionne, arriva al quattordicesimo anniversario dell’esecutivo che ha guidato la casa automobilistica dall’orlo della bancarotta al successo, incrementando il valore del gruppo più di 10 volte.

PREOCCUPAZIONI SINDACALI

I sindacati italiani hanno già espresso delle preoccupazioni in merito al piano e in merito alla mancanza di nuovi modelli. Il sindacato di Fiom Cgil ospita in queste ore la “giornata degli operai” nel centro di Torino.

“L’impegno per la piena occupazione in Italia non è stato ancora rispettato quest’anno”, ha dichiarato Federico Bellono, capo sindacale di Torino. “Non siamo convinti che ciò accadrà solo costruendo auto premium in Italia, in quanto i volumi sono inferiori”.

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