Mobilità

Liguria, tutti i perché dello scontro autostrade-governo sulle gallerie

di

Aiscat Mit

Fatti e approfondimenti sul caso delle gallerie autostradali in Liguria. L’articolo di Federica Simone

 

È scontro tra l’Aiscat e il Mit. L’Associazione italiana delle concessionarie autostradali critica la nuova circolare emanata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulle ispezioni in galleria, al centro del «caso Liguria». La norma, inserita nel decreto semplificazioni, integra la circolare del 1967 e vuole definire un quadro di regole tecniche valide per tutti i gestori sull’intero territorio nazionale.

«L’aggiornamento è del tutto confuso e inappropriato. Il ministero non solo agisce in ritardo, confermando la precedente assenza normativa, ma con la recente circolare si limita a introdurre la possibilità di utilizzare, durante i monitoraggi, tecnologie che siano validate da un ente universitario», tuona l’Aiscat. Per Massimo Schintu, direttore generale dell’associazione confindustriale presieduta da Fabrizio Palenzona, la ministra De Micheli deve ritirare la circolare e «fare chiarezza una volta per tutte», perché in questo modo non viene risolto il problema ligure.

IL NODO LIGURIA

La regione ligure è paralizzata da fine maggio a causa dei numerosi cantieri aperti da Aspi per la messa in sicurezza delle 147 gallerie da controllare e ispezionare. La concentrazione dei lavori, che devono essere conclusi entro il 10 luglio per rispettare la scadenza imposta dal Mit, ha provocato e sta provocando decine di chilometri di coda nelle autostrade liguri soprattutto in prossimità dello snodo di Genova.

CHE COSA DICE AISCAT

«L’auspicato e necessario aggiornamento normativo non supera quindi la particolarità del problema ligure — territorio dove lo scorso 29 maggio sono state imposte modalità di sorveglianza delle gallerie uniche in tutta Italia a carico di un solo concessionario — e non fornisce alcuna indicazione in merito alla necessità di programmare in modo sostenibile le attività di controllo sulla rete», spiega l’Aiscat in una nota.

DOSSIER ONDULINE

Secondo l’associazione il problema centrale è che la nuova circolare non solo non risolve il problema ligure, ma non evidenzia se «sia necessario smontare e rimontare o meno le onduline ogni tre mesi o una volta l’anno». Le onduline, cioè i rivestimenti presenti nei tunnel autostradali che servono a proteggere dalle infiltrazioni d’acqua, inizialmente dovevano essere smontate entro fine anno, ma un dietrofront del Mit ha anticipato la data al 30 giugno, creando ingenti disagi alla viabilità.

LE POSSIBILI SOLUZIONI

Le concessionarie autostradali compresa Autostrade per l’Italia avevano chiesto tramite Aiscat al dicastero retto da De Micheli di condividere preventivamente con i concessionari i nuovi standard da introdurre, poiché sono quest’ultimi a doverli poi applicare sul campo. L’associazione ricorda, inoltre, che «una normativa chiara era peraltro stata introdotta con le linee guida del Cetu (l’organismo di controllo delle gallerie del Governo francese) approvate dal Mit stesso e diffuse a tutti i concessionari lo scorso 20 maggio, subito prima che il Dicastero mutasse improvvisamente le regole per la sola Liguria e solo per Autostrade per l’Italia, gettando la regione nel caos». Per questo che l’Aiscat richiede con un’urgenza un incontro al ministero per definire una normativa più chiara per evitare di «estendere il caos ligure a livello nazionale». «Servono regole ben definite che stabiliscano in maniera inequivocabile tempi, modalità, destinatari e responsabilità».

LA VERSIONE DI AUTOSTRADE

Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia (Aspi) al Corriere della Sera oggi ha detto, ricostruendo la vicenda: “Il 29 maggio siamo stati costretti dal Mit a stravolgere il cronoprogramma di interventi sulle gallerie liguri che abbiamo in gestione. Si tratta di lavori che comprendono anche lo smontaggio e rimontaggio delle onduline, cioè i rivestimenti presenti nei tunnel autostradali che servono a proteggere dalle infiltrazioni d’acqua. A gennaio avevamo condiviso con il ministero nuovi standard di ispezione, elevandoli notevolmente rispetto a quanto fatto nel passato. Avevamo avuto l’ok da parte del Mit al modello francese Cetu, che già usiamo per gli interventi nella galleria del Monte Bianco. Questo modello è poi diventato un manuale operativo, che il ministero il 26 maggio ha inviato a tutte le concessionarie indicandolo come nuovo riferimento. Tre giorni dopo è stata data l’indicazione, solo ad Aspi e solo in Liguria, di smontare entro il 30 giugno tutte le onduline, quando nelle previsioni originarie era chiaro si dovesse fare entro fine anno. Da lì la corsa contro il tempo ad avviare cantieri e i disagi”.

IL RUOLO DEL MIT

A seguire il dossier al ministero è il super ispettore del Mit, l’ingegner Placido Migliorino, l’uomo incaricato da De Micheli di verificare l’operato di Aspi nella manutenzione di viadotti e gallerie, ha scritto giorni fa La Stampa: “Delle 200 già esaminate, una cinquantina presentava anomalie tali da rendere urgenti gli interventi di ripristino, oltre la metà già completati. In alcuni casi Migliorino e il suo staff hanno scoperto condizioni allarmanti dei rivestimenti delle gallerie liguri, riscontrando riduzioni dello spessore del 90 per cento: 7-8 cm residui, invece dei 90 previsti”.

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