Mobilità

Le sbandate di Conte e De Micheli sui trasporti pubblici: 2 visioni opposte

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mobilità e trasporto Covid

Per il presidente del Consiglio, Conte, per evitare assembramenti nel trasporto pubblico locale è stato approvato il Dpcm con le misure restrittive su scuola, bar e ristoranti. Invece per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, De Micheli, il rischio contagi su metro, treni locali e bus è bassissimo.

 

“Il governo ha confermato l’istituzione di tavoli permanenti per la soluzione delle criticità sui traporti. Il Mit sta valutando l’incremento del numero di corse” in contemporanea con gli orari dove “l’afflusso è maggiore”, ha detto il premier Giuseppe Conte nel corso del question time alla Camera.

“E’ evidente che ci sia un’oggettiva difficoltà di assicurare che le misure di sicurezza e distanziamento siano rispettate nel corso dell’intera giornata”, ha ammesso il presidente del Consiglio: “Ed è per questo che le misure del Dpcm sono finalizzate “ad alleggerire i flussi nei trasporti“, ha aggiunto.

Parole che denota una diversità di impostazione rispetto a quelle pronunciate ieri sera dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, nel corso della trasmissione Di Martedì condotta su La7 da Giovanni Floris.

“Noi dobbiamo trasportare 22 milioni di persone che vanno a lavorare e vanno a scuola (è il dato al 14 settembre, prima erano 30 milioni), se ci si contagiasse sul trasporto pubblico locale avremmo qualche milione di contagiati. I trasporti  finalizzati al lavoro sono diversi dall’occasione di socialità che si genera fuori da un bar o fuori da un ristorante”, ha detto De Micheli.

“Il tema è il tempo di permanenza delle persone sui mezzi: sul trasporto pubblico locale si rimane poco tempo, sui treni a lunga percorrenza si rimane ore”, ha aggiunto il titolare del dicastero dei Traspoerti.

“I trasporti finalizzati al lavoro sono diversi dalle occasioni di socialità che si generano fuori da un bar o ristoranti. Credo che la chiusura dei ristoranti o l’alternanza con la didattica a distanza non abbia niente di punitivo “, ha detto ancora il ministro, sottolineando alla fine che “non si possono chiudere i trasporti, perché le persone che prendono il tpl hanno bisogno di muoversi, per esigenze di natura primaria. Quindi cosa si fa? “.

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