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Le sanzioni atterrano su Superjet (Sukhoi e Leonardo)

Superjet

La joint venture, costituita al 90% dai russi di Sukhoi e al 10% da Leonardo, con base a Tessera vicino a Venezia è finita nel mirino della Guardia di finanza su indicazione del Mef: congelati beni per 150 milioni di euro, tra cui 5 aerei. Atteso tavolo ministeriale nei prossimi giorni

 

Le sanzioni alla Russia per l’invasione in Ucraina mettono a terra SuperJet International.

Congelati beni per circa 150 milioni di euro, tra i quali 5 aerei, alla Superjet International Spa, joint venture, costituita al 90% dai russi di Sukhoi e al 10% da Leonardo. La compagnia con base a Tessera vicino a Venezia è attiva nel settore della produzione, allestimento e servizi di manutenzione di velivoli ad uso civile.

Oggi il Comitato di Sicurezza finanziaria del ministero dell’Economia ha emesso il provvedimento di congelamento — eseguito dalla Guardia di Finanza — nei confronti della ‘Pjsc United aircraft corporation’. Quest’ultima società è inserita nella black list e colpita dalla sanzioni Ue alla quale sono riconducibili i beni della Superjet International. Sukhoi è infatti parte della Pjsc United aircraft corporation (Uac) nata nel 2006 su iniziativa del governo russo.

Le quote aziendali di Leonardo sono invece libere, sottolinea l’Ansa.

Rimontano le proteste dei sindacati. Il congelamento dei beni segue infatti il blocco dei conti dell’azienda in Italia a scopo cautelativo. Così lo scorso aprile Superjet aveva lanciato l’allarme sull’impossibilità di pagare gli stipendi ai 144 dipendenti (attualmente in cassintegrazione). Pur avendo liquidità nei propri conti correnti, la società ha i conti congelati dal 25 marzo a causa delle sanzioni alla Russia decise dall’Ue.

Tutti i dettagli.

LA JOINT-VENTURE TRA LA RUSSA SUKHOI E L’ITALIANA LEONARDO

Quando nacque SuperJet, la ex Finmeccanica (tramite Alenia Aermacchi), attuale Leonardo, controllava la società con il 51% delle azioni. Dopodiché il gruppo ha diluito la sua partecipazione all’attuale 10%. Ora la società è controllata al 90% dai russi di Sukhoi.

COSA FA SUPERJET INTERNATIONAL

L’azienda produce il Superjet 100, un aereo da 75 o 100 posti per tratte regionali, destinato esclusivamente all’aviazione civile. Nella base di Tessera Superjet International allestisce, vende e ripara i gusci a un ritmo di 15 all’anno.

LE SANZIONI

Oggi sull’azienda è scattato dunque il congelamento dei beni a causa delle sanzioni Ue contro la Russia. Ma le sanzioni avevano già impattato Superjet International.

A fine aprile le banche avevano bloccato i conti dell’azienda in Italia a scopo cautelativo con conseguente impossibilità da parte della società di pagare gli stipendi ai dipendenti. Tuttavia, “il 5 maggio, Intesa Sanpaolo ha rivisto questa scelta, decidendo di propria iniziativa di mettere a disposizione le risorse necessarie per far avere ai lavoratori di Superjet gli stipendi in sospeso” riporta il Corriere.

PROTESTANO I SINDACATI

Ma al di là degli stipendi, i sindacati pretendono certezze per il futuro dei dipendenti.

“L’azienda Superjet International, che ricordiamo agisce e risponde alle norme del diritto italiano, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, pare che abbia ceduto ad un altra società una parte consistente di quote societarie in modo tale che la stessa non sia più controllata a maggioranza da una società russa, la Sukhoi Holding” comunica in una nota Claudio Gonzato, coordinatore nazionale aerospazio per la Fiom-Cgil.

“In queste giornate stanno avvenendo scelte e iniziative unilaterali da parte dell’azienda e degli organi istituzionali – continua Gonzato – senza una prospettiva d’insieme e senza che vi sia una discussione con le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori, incolpevoli di questa situazione e che rischiano il posto di lavoro e sono senza la corresponsione della retribuzione da parte della società”.

“Stiamo assistendo ad una situazione surreale, dove da una parte ci sono iniziative indipendenti e unilaterali senza che le stesse consentano una vera soluzione positiva della vertenza” ha aggiunto il sindacalista Fiom-Cgil.

L’AUSPICIO DI FIOM-CIGL

Pertanto, Fiom-Cigl invoca l’apertura di un tavolo istituzionale per ottenere garanzia della continuità lavorativa per i dipendenti.

“Serve, al posto di iniziative spot e unilaterali, l’apertura di un tavolo istituzionale che sia volto a trovare soluzioni di prospettiva vere dal punto di vista occupazionali e industriale, con il coinvolgimento indispensabile di Leonardo One Company che attualmente detiene il 10% delle quote ma che ad inizio della Joint Venture deteneva quote pari al 51%. Questa secondo la Fiom appare l’unica soluzione praticabile, per evitare la dismissione annunciata di una realtà industriale importante per il territorio e il Paese”, conclude Gonzato.

IL TAVOLO ANNUNCIATO DAL MINISTRO ORLANDO

Infine, pare che a livello istituzionale il messaggio sia arrivato. Il 12 maggio il ministro del lavoro, Andrea Orlando, ha avuto un colloquio con l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, per fissare un incontro nei prossimi giorni. Così da cercare di risolvere la questione di Superjet International.

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