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Arsenali Militari

La Marina lancia l’allarme sugli arsenali militari di Taranto, Spezia, Augusta e Brindisi

Cosa è emerso sugli arsenali militari dall'audizione del Capo di Stato maggiore della Marina militare, Enrico Credendino, alla Commissione Difesa della Camera

 

Gli arsenali militari soffrono di un importante “debito manutentivo”.

È l’allarme lanciato dal Capo di stato maggiore della Marina militare italiana, Enrico Credendino, in audizione alla Commissione Difesa della Camera lo scorso 23 febbraio. Oltre alla necessità di più mezzi e più personale, il numero uno della Marina ha messo in luce la necessità e l’urgenza della manutenzione per gli arsenali militari.

“Abbiamo un parco di circa 3 mila infrastrutture con un importante debito manutentivo e per le quali abbiamo avviato differenti programmi di adeguamento, modernizzazione ed efficientamento energetico” ha illustrato l’ammiraglio Credendino.

“Gli arsenali sono strutture strategiche non tanto per la Marina, ma proprio per il Paese” ha evidenziato il capo di Stato maggiore. Ma con il sistema attuale si rischia di “non mantenere in efficienza il parco infrastrutturale della Marina”. Tuttavia, oltre a elencare le varie criticità, il vertice della Forza armata ha prospettato anche le possibili soluzioni.

Tutti i dettagli.

LO STATO DEGLI ARSENALI MILITARI A TARANTO, SPEZIA, AUGUSTA E BRINDISI

Gli arsenali militari “Nelle città in cui sono dislocati – soprattutto Taranto, Spezia, Augusta e Brindisi – sono un importante fattore di economia, ma sono afflitti da un grave debito manutentivo, hanno necessità di adeguamento tecnologico importante e hanno delle criticità rappresentate dai vincoli degli appalti pubblici” ha spiegato l’ammiraglio Credendino.

Insomma, “per realizzare un’impresa ci vogliono dai cinque ai sette anni” aggiunge Credendino citando l’esempio dell’Accademia Navale “che sta rinnovando tutto il parco degli allievi, un’impresa di 60 milioni di euro che avverrà in sei anni. Bene, questi lavori dovevano iniziare nel 2001. Io sono arrivato in Accademia e mi fu detto: «Stanno per iniziare questi lavori, sarà molto complicato». I lavori sono iniziati nel 2022. Questi sono i fatti”.

NECESSARIE PIÙ RISORSE ANCHE PER LE BASI NAVALI

Pertanto, “non riusciamo con questo sistema a mantenere in efficienza il parco infrastrutturale della Marina” ha precisato l’ammiraglio Credendino.

E “lo stesso vale per le basi navali che stiamo adeguando per garantire alle nuove navi di poter ormeggiare. Avremo un parco di basi navali moderno” ha osservato il capo di Stato maggiore della Marina.

SEGUIRE L’ESEMPIO FRANCESE

Dopodiché, l’ammiraglio prende a esempio il caso della Marina francese: “Io ho visitato di recente Tolone, la base navale francese, sembra di essere veramente su un altro pianeta rispetto a noi, ma ci stiamo adeguando. Anche qui non ci sono tutte le risorse che serviranno. C’è un grande piano di investimenti, ma serviranno più risorse e lo stesso vale per le basi aeromobili, soprattutto Grottaglie, dove verranno ospitati gli F-35 che è in corso di adeguamento”.

LE CRITICITÀ NEGLI ALLOGGI

Inoltre, oltre all’efficientamento del parco infrastrutturale, occorrono investimenti anche per gli alloggi della Marina.

“Abbiamo una criticità negli alloggi” ha evidenziato il capo di Stato maggiore della Marina. “Abbiamo il 35 per cento di alloggi inagibili e un 20 per cento di occupati sine titulo. Faccio un esempio: alloggi ad incarico ne abbiamo 1.676, di cui 500 necessitano di lavori e 316 occupati da sine titulo, quindi soltanto la metà disponibili per il personale”.

I VINCOLI IMPOSTI DAL CODICE DEGLI APPALTI

“Anche qui comunque stiamo lavorando e stiamo investendo” ha sottolineato l’ammiraglio Credendino, “ma le principali criticità della parte infrastrutturale sono i vincoli imposti dal codice degli appalti e i tempi espansi delle fasi di attraversamento dei procedimenti, come ad esempio acquisizione dei pareri e autorizzazione da parte degli enti preposti, prescrizioni dell’ANAC e la gestione del contenzioso che è molto importante”.

NOMINARE UN COMMISSARIO STRAORDINARIO PER LE GRANDI IMPRESE

Alla luce di tutto ciò, secondo il vertice della Marina militare “andrebbero individuate nuove soluzioni”.

Una di queste — spiega l’ammiraglio Credendino — è “prevedere un Commissario straordinario per le grandi imprese, come è stato fatto per il ponte di Genova, considerando appunto che vengono realizzate nell’interesse della sicurezza del Paese. Quindi, individuare quelle opere che vengono realizzate esclusivamente nell’interesse della sicurezza del Paese e per queste destinare un Commissario straordinario”.

“Noi abbiamo già individuato per la Marina tutte quelle imprese che possono essere eleggibili: un esempio il cinema dell’Accademia navale, che è chiuso e sta crollando, andrà ricostruito ma quello ovviamente non serve al Paese, non deve essere ristrutturato nell’interesse del Paese seguirà il codice degli appalti regolarmente, ci vorranno otto anni per averlo. Comunque sono tante le infrastrutture che abbiamo individuato e dove potremmo nominare un Commissario straordinario per velocizzare la ristrutturazione” ha concluso il capo di Stato maggiore della Marina militare.

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