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La Marina cinese accelera: avviata la costruzione della futura “super carrier” a propulsione nucleare

Il potenziamento della marina cinese non si ferma: è iniziata la costruzione della "Type 004", prima superportaerei a propulsione nucleare. L'approfondimento di Giovanni Martinelli

Da settimane ormai in Cina c’è un “osservato speciale”: i cantieri Dalian Shipbuilding Industry Company (DSIC), ubicati nella omonima città di Dalian. Lo sono da settimane e, c’è di che esserne certi, lo saranno anche nei prossimi anni. Il motivo di questa particolare condizione è presto detto; per quanto manchi ancora la certezza assoluta, diverse immagini satellitari e relative analisi lasciano intendere che proprio presso questi cantieri sia ormai iniziata a tutti gli effetti la costruzione della prima cosiddetta “super carrier” (o, per l’appunto, “super portaerei”) a propulsione nucleare per la Marina Cinese (PLA Navy o PLAN).

Nel dettaglio, le prime informazioni circa l’avvio della sua costruzione cominciano circolare intorno a febbraio dello scorso anno; tuttavia, allora accolte, in realtà, da un certo scetticismo. Dalla fine di settembre in poi però le cose cambiano; nella misura in cui si osserva un certo movimento presso un bacino di costruzione dei cantieri Dalian. Dopo un un lungo lavoro preparatorio, una serie di immagini ritraggono ora la posa di alcuni blocchi di una futura nave al suo interno.

Le loro dimensioni (importanti) rimandano subito all’ipotesi della costruzione di una portaerei e, aspetto ancora più interessante, la loro particolare configurazione finisce con l’avvalorare un’altra ipotesi; e cioè che quegli stessi blocchi siano quelli destinati a ospitare i 2 rettori nucleari previsti. Tutto a questo a conferma che le voci emerse nel febbraio scorso erano invece realistiche; nella misura in cui, evidentemente, le prime lavorazioni su questa futura piattaforma in effetti erano iniziate già a partire dal 2024 (se non prima), con i blocchi allestiti inizialmente all’interno dei capannoni del cantiere ora per l’appunto posati in bacino.

Del resto, sempre sul finire del 2024 era emerso un altro report di particolare interesse; secondo un’analisi condotta da un istituto di ricerca Americano, all’interno della “Base 909” (un impianto gestito dal Nuclear Power Institute of China e situato presso la città di Leshan) è stato realizzato proprio un reattore nucleare sperimentale, destinato poi alla propulsione navale. Insomma, l’intero quadro di informazioni ormai appare coerente; quindi, questo nuovo progetto futuro per la PLAN non è più una semplice suggestione ma un qualcosa di concreto.

COME SARÀ FUTURA SUPER-PORTAEREI DELLA MARINA CINESE

La realtà è che sappiamo pochissimo. Eppure, nonostante questo vincolo di partenza non banale, la quantità (e, tutto sommato, la qualità) delle poche anticipazioni fin qui elaborate restituiscono già un quadro a dir poco interessante. Anticipazioni che arrivano da diverse fonti e dalla elaborazione delle rare immagini fin qui “rubate”.

Nello specifico, la futura Type 004 (questo a oggi è il riferimento utilizzato per la sua identificazione) dovrebbe essere una portaerei lunga tra i 330 e i 340 metri e con una larghezza massima superiore agli 80 metri. Davvero impressionante il valore del dislocamento; alcuni lo indicano intorno alle 110.000 tonnellate ma altri si spingono fino a 120.000. Tutti valori che collocherebbero pienamente la Type 004 stessa allo stesso livello (se non un gradino sopra) delle portaerei Americane della classe Ford, a oggi considerate  il riferimento nelle categoria e che in termini di dislocamento si fermano ad “appena” 100.000 tonnellate.

Ma perché è così importante la questione delle dimensioni? Per una ragione molto semplice: le dimensioni di una portaerei influiscono in maniera diretta sulla consistenza del gruppo di volo imbarcato. Ora, sebbene anche questo aspetto non potrà che essere meglio chiarito in futuro, gli analisti concordano nel ritenere che la Type 004 sarà in grado di imbarcare un gruppo di volo composto anche da 90 velivoli totali; secondo altri, addirittura 100.

Anche in questo caso, sorge dunque spontaneo il confronto con le navi della classe Ford, il cui gruppo di volo è approssimativamente composto da 75 velivoli. In altri termini, da questo punto di vista, la Type 004 sopravanzerebbe le unità Americane. Oltretutto, c’è un altro fattore tecnico importante da considerare, e cioè le catapulte (rigorosamente elettromagnetiche, quindi quanto più moderno esista) necessarie a far decollare i velivoli imbarcati; sulla futura nave della PLAN si prevede che saranno almeno 4. Numero pari a quello delle Ford (sempre che, come ipotizzato qualcuno, non siano addirittura 5) e ampiamente sufficiente a garantire un elevato rateo di sortite degli aerei.

A proposto di questi ultimi, il possibile gruppo di volo impiegato dalla Type 004 sarà molto probabilmente costruito intorno a cacciabombardieri del tipo J-15T e J-35, a velivoli radar KJ-600, a elicotteri HZ-20 J e F nonché, in prospettiva, a “droni” imbarcati quali il GJ-11J e (forse) il HK-5000G. Salvo ulteriori sviluppi dei prossimi anni, dato che le tempistiche di realizzazione di questa nuova portaerei saranno inevitabilmente lunghi. Ipotizzando infatti che l’impostazione dell’unità sia appena avvenuta, ci vorrà almeno un decennio prima che essa possa entrare in servizio; se non di più.

L’altro tema centrale, anzi principale, è rappresentato dall’arrivo della propulsione nucleare anche sulle navi di superficie della PLAN; quest’ultima infatti era già presente (e da tempo) su alcuni suoi sottomarini, sia lanciamissili balistici che d’attacco. Ma, per l’appunto, mai si era andati oltre la componente subacquea. L’arrivo sulla Type 004 è invece un passo in avanti importante.

Piattaforme di quelle dimensioni e con quelle capacità difficilmente possono prescindere da essa; il ricorso alla propulsione convenzionale si trasforma infatti in un grave handicap dal punto di vista delle prestazioni, del supporto al gruppo di volo e dell’autonomia operativa della nave.

Tutto ciò verrà dunque superato, anche perché la PLAN nel frattempo non solo allestendo una flotta di superficie di navi da combattimento sempre più numerosa (e avanzata), anche al fine di disporre di un ventaglio di unità di vario tipo per la fondamentale missione di scorta/protezione delle proprie porterei; di più, essa sta aggiungendo anche una flotta di navi da rifornimento e supporto logistico altrettanto robusta. Consentendo così agli attuali e futuri gruppi navali della Marina Cinese di estendere notevolmente il proprio raggio d’azione.

E IN FUTURO?

Fino a ora l’analisi è stata declinata al singolare, “la” Type 004; in realtà, tutto lascia intendere che questa unità non rimarrà un “esemplare unico”. Secondo infatti il recente “Report to Congress on Military and Security Developments Involving the People’s Republic of China 2025” gli Stati Uniti ipotizzano che la Cina intenda costruire 6 nuove portaerei da qui al 2035.

In questo modo, a metà del prossimo decennio essa disporrebbe di ben 9 di questa unità. La PLAN infatti allinea già la Type 001 Liaoning e la Type 002 Shandong, unità dalle caratteristiche simili e che si contraddistinguono per la loro configurazione priva di catapulte. Oltre a queste, poi troviamo la Type 003 Fujan (nella foto), prima vera “supercarrier” Cinese, con un dislocamento ora fissato intorno alle 80.000/85.000 tonnellate, catapulte elettromagnetiche e gruppo di volo di oltre 50 tra aerei ed elicotteri.

Tuttavia, a voler essere onesti, occorre ammettere che qualcosa nella valutazione degli Stati Uniti non torna; sopratutto rispetto ai tempi. Perché mentre si parla già del prossimo avvio della costruzione (presso i cantieri Jiangnan Shipyard) di una nuova portaerei basata su un progetto leggermente modificato della appena ricordata Type 003 (non a caso identificato come Type 003A), visti però i tempi di costruzione necessari per realizzare simili piattaforme appare davvero difficile che la Cina possa materialmente costruire i numero di navi ipotizzate (6) in così pochi anni (10, per l’appunto).

 

Diverso invece sarebbe il discorso se quell’orizzonte temporale si allargasse, di almeno 5 anni; a quel punto sì che diventerebbe realistico un obiettivo di costruire un mix costituito da più Type 003/003A e da più Type 004, in modo da raggiungere le “fatidiche” 9 portaerei. A quel punto, la US Navy e le sue 11 “super carrier” sarebbe ancora più vicina; a un livello tale da mettere, definitivamente, in dubbio la sua storica supremazia se non su tutti i mari del pianeta quanto meno nella regione dell’Indo-Pacifico. Insomma, una svolta epocale!

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