Mobilità

La Gigafactory Italvolt sorgerà nell’area di Prelios di Palenzona e Micciché

di

Gigafactory italvolt

Italvolt, società fondata da Lars Carlstrom, vuole costruire in Italia la più grande Gigafactory d’Europa. Tutti i dettagli sul progetto

 

Anche l’Italia avrà la sua Gigafactory. E sarà la più grande d’Europa, secondo i piani di Lars Carlstrom.

Nascerà nell’area ex Olivetti di Scarmagno, nella Città Metropolitana di Torino e prevede investimenti complessivi per circa 4 miliardi di euro.

Ecco tutti i dettagli.

LA GIGAFACTORY

Partiamo dall’idea di progetto. Lars Carlstrom, imprenditore con 30 anni di esperienza nel settore automotive e già fondatore e azionista di Britishvol, grazie alla sua Italvolt intende costruire una gigafactory in Italia, un impianto per la produzione di batterie.

Lars Carlstrom, scrive il Sole 24 Ore, sarà il fondatore, ceo e principale finanziatore, con capitale proprio, della società.

PROGETTO E TECNOLOGIA

Ma non farà tutto in autonomia. L’impianto sarà progettato dalla divisione Architettura di Pininfarina, mentre Comau fornirà impianti e tecnologie.

SERVONO ALMENO 4 MILIARDI DI EURO

L’imprenditore, infatti, vuole dare vita ad una startup che possa intercettare e raccogliere fino a 4 miliardi di euro, tra capitali privati e pubblici, per dare vita all’impianto.

LA GIGAFACTORY PIU’ GRANDE D’EUROPA

Gli investitori potrebbero contribuire, almeno secondo i progetti, alla realizzazione della Gigafactory più grande d’Europa. Secondo il Sole 24 Ore Radiocor Plus, l’impianto impiegherà fino a 4.000 lavoratori diretti e potrà generare fino a 15.000 posti di lavoro legati alla supply chain.

La fabbrica delle batterie avrà una capacità iniziale di 45 gigawatt, con la possibilità di arrivare a 70 GWh.

UNA RISPOSTA AL MERCATO

L’impianto ha l’obiettivo di contribuire, in modo significativo, alla crescente domanda di batterie in Europa. Domanda in gran parte proveniente dall’industria automotive e “che entro il 2030 aumenterà a livello globale di 17 volte fino a circa 3.600 gigawatt (GWh), con una previsione di richiesta da parte dell’Unione europea di 565 GWh, dietro solo alla Cina, con un fabbisogno previsto di 1.548 GWh”, spiega una nota di Italvolt. 

IL CENTRO DI RICERCHE

Non solo. Accanto alla fabbrica, Italvolt prevede la nascita anche di un centro ricerche di 20 mila metri quadri, con l’obiettivo di poter contribuire alla nascita di una filiera europea per l’auto elettrica.

CHE COSA DICE CARLSTROM

L’operazione prevede, secondo quanto racconta Carlstrom al Sole 24 Ore oggi, un impegno finanziario diretto in una prima fase di avvio del progetto per poi eventualmente aprire la compagine sociale a soci privati e istituzionali.

DOVE SORGERA’ LA GIGAFACTORY

Il mega impianto per la costruzione di batterie sorgerà in un’area industriale dismessa che si estende per circa un milione di metri quadri. La Gigafactory, ha deciso Italvolt, butterà le sue fondamenta nell’area ex Olivetti di Scarmagno, a Torino. L’area è di proprietà del Fondo Monteverdi gestito da Prelios, sgr detenuta al 100% da Lavaredo Spa (gruppo Davidson Kempner Capital Management con sede nel Delaware) presieduta da Fabrizio Palenzona (vicepresidente di Prelios è l’ex banchiere di Intesa Sanpaolo, Gaetano Micciché).

LE MOSSE EUROPEE

La mossa di Italvolt, seppur nasce come investimento privato nel settore delle batterie, non è certo l’unica in tal senso. Anche l’Europa, con la guida di Francia e Germania, è a lavoro per la creazione di una vera e propria filiera (qui i dettagli).

Bruxelles ha approvato due diversi progetti Ipcei a sostegno della ricerca e dell’innovazione nella catena del valore delle batterie. Il primo a guida Francia ha mobilitato 3,2 miliardi prevede di attrarre fino a 5 miliardi di investimenti privati. Il secondo, a guida tedesca, prende nome di “European Battery Innovation”: i 12 stati coinvolti potranno sbloccare fino a 2,9 miliardi di finanziamento, con l’obiettivo di attrarre altri 9 miliardi di investimenti privati.

Diverse le aziende italiane coinvolte: Fluorsid, Green Energy Storage, Italmatch Chemical e Solvay; pManz, Midac, Fca, Endurance, Enel X, Fiamm Ftp Industrial, Engitec e Fiamm.

Articoli correlati