Sarà una estate rovente per Mercedes e una volta tanto il clima che pare impazzito e attanaglia il Vecchio continente in una morsa di calore definita da più parti eccezionale non c’entra nulla. Proprio ieri, venerdì 3 luglio, si sono infatti tenute numerose manifestazioni di fronte ai suoi stabilimenti più importanti, chiamate a raccolta dal potente sindacato Ig Metall deciso a contrastare il piano per uscire dalla crisi varato ai piani alti della Stella a tre punte.
LE MISURE CHE FANNO INFURIARE I LAVORATORI
L’Ig Metall, che ha straordinariamente accettato di buon grado il piano lacrime e sangue varato da Volkswagen nel 2024 (e che, pare, dovrà essere ulteriormente aggiornato stante l’aggravarsi della crisi in cui è impantanata Wolfsburg, con tagli frettolosamente passati da 30mila a 50mila unità e già si parla di 100mila), questa volta non sembra voler fare attraversare il Rubicone pure alla dirigenza Mercedes, che sostanzialmente ha chiesto ai propri dipendenti di lavorare di più a stipendio invariato per provare a rimettere i conti in ordine.
Non solo, Mercedes intende posticipare all’anno prossimo il pagamento del premio straordinario basato sui risultati annuali del 2025 e stabilito dal contratto collettivo: vale il 18,4% della retribuzione mensile tradizionale e riguarda la quasi totalità (90.000 dei 108.000) dei dipendenti in Germania. Anche in questo caso i rappresentanti dei lavoratori intendono opporsi con vigore. Da qui, appunto, la discesa in piazza per ricordare ai manager che la crisi attuale non può gravare solo sulle spalle dei lavoratori.
I NUMERI POCO BRILLANTI DI MERCEDES
Resterà da capire se ci sarà spazio per ulteriori correttivi. Dopo un margine del 15% nel 2024, lo scorso anno si è attestato poco sopra il dieci per cento. Anche il nuovo anno, inoltre, è iniziato in forte salita per il marchio di Stoccarda: nei primi tre mesi il fatturato consolidato è sceso del 5% a 31,6 miliardi di euro, l’utile operativo del 17% a 1,9 miliardi e i profitti del 17,2% a 1,43 miliardi, mentre i flussi di cassa delle attività industriali sono peggiorati del 21,2% a 1,86 miliardi di euro.
Se si guarda poi alla sola divisione Mercedes-Benz Cars si deve allora fare i conti con ricavi in flessione del 5,3% a 22,96 miliardi dovuta al forte rallentamento delle vendite globali del 6% a 419.430 unità, colpa per lo più della perdita di terreno in Cina (dove il crollo è persino del 27 per cento).
IN CINA MERCEDES INSEGUE SOLO
Secondo quanto riportato da media cinesi e rilanciato in queste ore dalla testata di settore CarNewsChina, la nuova Mercedes Cla elettrica, per esempio, nel Paese del Dragone sarebbe ferma al palo con immatricolazioni mensili tra febbraio e maggio 2026 che non raggiungerebbero nemmeno le 5.000 unità complessive e il produttore starebbe perciò valutando la possibilità di sospenderne la produzione nell’attesa della ventura Glc Elettrica.
Segno che ormai quando i cinesi vogliono un’auto di lusso si rivolgono ai numerosi marchi autoctoni, da Byd a Nio, passando per Geely e Xiaomi. Ma questo era già emerso pure dal forte rallentamento nelle vendite subito da altre Case tedesche come Audi e Porsche, entrambe nel portafogli del Gruppo Vw.
Per l’anno in corso, il costruttore di Stoccarda ha annunciato che i risultati si attesteranno nuovamente al di sotto dei livelli dell’anno precedente. Secondo le analisi della società, la redditività rimarrà su livelli più contenuti.






