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Ita, come decollerà (senza cargo) dopo Alitalia nella giostra degli advisor

Altavilla

La nuova Ita spiccherà il volo il prossimo 15 ottobre con una flotta dimezzata di 52 aerei e con soli 2.800 dipendenti rispetto agli attuali 11mila. E non solo. Fatti, numeri, analisi e scenari

 

Addio Alitalia (ma non il marchio), avanti tutta Ita (presidente esecutivo sarà Alfredo Altavilla, già top manager Fiat).

Il passaggio delle consegne tra vecchia e nuova compagnia avverrà tra il 14 e il 15 ottobre, quando Alitalia cesserà le operazioni e passerà il testimone ad un vettore che nasce in totale discontinuità con quello precedente, assicura il governo.

I NUMERI DI ITA

La nuova Ita spiccherà il volo il prossimo 15 ottobre con una flotta dimezzata di 52 aerei e con soli 2.800 dipendenti rispetto agli attuali 11mila. Ma, subito dopo, punterà a crescere e a riguadagnare posizioni, tanto che già il prossimo anno conta di assorbire 5.750 dipendenti della vecchia compagnia.

ITA VISTA DAL SOLE 24 ORE

Ita, la società che rileverà le attività di volo dai commissari di Alitalia con una trattativa diretta, ha ufficializzato che decollerà con 52 aerei il prossimo 15 ottobre (venerdì) e avrà tra 2.750 e 2.950 dipendenti, con un nuovo contratto di lavoro, con stipendi più bassi, ha chiosato il Sole 24 Ore.

LA TRATTATIVA CON BRUXELLES

Dopo una lunga trattativa sul dossier Alitalia, è arrivato l’accordo con l’Ue per l’avvio della nuova compagnia. E in contemporanea il nuovo consiglio di amministrazione approva il piano industriale. Protestano invece i sindacati che definiscono “inaccettabile” l’impostazione della nuova compagnia.

LA NOTA DEL MEF

La discussione con la Commissione Europea su Ita “ha consentito di giungere ad una soluzione costruttiva ed equilibrata, che garantisce la discontinuità necessaria al rispetto della normativa europea”, spiega il ministero dell’Economia. L’intesa consente ora – dice il Mef – di avviare le procedure relative all’aumento di capitale di Italia Trasporto Aereo. Dopo l’approvazione del Piano i soci potranno deliberare su un aumento di capitale da 700 milioni di euro. Servirà come dotazione finanziaria indispensabile per l’acquisizione degli asset. Già perché Ita potrà acquisire tramite negoziazione diretta con Alitalia gli asset del settore volo (“Aviation”), mentre il brand Alitalia sarà ceduto attraverso una gara pubblica, bandita e gestita da Alitalia, alla quale ITA parteciperà “in quanto ritiene il brand elemento imprescindibile”.

LE ATTIVITA’ DI ITA

Lo stesso vale per le attività di “Ground Handling” e la “Manutenzione”. La nuova compagnia partirà leggera ma sia la flotta che il personale cresceranno. Potrà contare – prevede il Piano approvato dal Cda – 78 aerei nel 2022 e 105 a fine 2025, 81 dei quali di nuova generazione (il 77% della flotta).

IL PERSONALE

Anche il personale è destinato ad aumentare: si parte con un numero di dipendenti per gestire l’Aviation pari a 2.750-2.950, che salirà a fine piano (2025) a 5.550-5.700 persone.

NO CARGO

Non ci saranno aerei solo cargo, che l’amministratore delegato Fabio Lazzerini aveva ipotizzato di stabilire a Malpensa, ricorda il Sole 24 Ore.

IL BRAND

Il marchio Alitalia, che Ita considera «elemento imprescindibile» per la realizzazione del piano industriale, andrà all’asta e a quel punto, se Ita se lo aggiudicherà (come tutti pensano) la nuova compagnia potrà chiamarsi Alitalia a pieno titolo, ha chiosato il Giornale.

IL PIANO

Il Piano nella parte economica prevede un fatturato che nel 2025 raggiungerà 3.329 milioni di euro e un pareggio operativo da realizzarsi entro il 3° trimestre del 2023.

LE ROTTE

Ita focalizzerà la propria attività sull’hub di Fiumicino e sull’aeroporto di Milano Linate. La compagnia servirà da subito 45 destinazioni con 61 rotte che saliranno a 74 destinazioni e 89 rotte nel 2025. All’avvio servirà 45 destinazioni con 61 rotte. Sul lungo raggio, già dal prossimo inverno volerà su New York, Tokyo, Boston e Miami. Dall’estate 2022 anche su San Paolo, Buenos Aires, Washington e Los Angeles. Europa e Mediterraneo: sono previsti collegamenti con Parigi, Londra, Amsterdam, Bruxelles, Francoforte, Ginevra, Madrid, Atene, Tel Aviv, Cairo, Tunisi e Algeri mentre saranno 21 gli scali nazionali serviti.

LA GIOSTRA DEGLI ADVISOR

Il piano è stato sottoposto a cinque advisor. Mediobanca e Kearney si sono aggiunti a Rothschild, Bcg e Ey.

LE PAROLE DEL MINISTRO GIOVANNINI

La nuova compagnia, sostiene il ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, “sarà in grado di competere sui mercati italiani e internazionali e si integrerà con il sistema del trasporto ferroviario”. Il ministero dello Sviluppo Economico ha posto l’accento sull’impegno a “vigilare” e a tutelare i cittadini che hanno acquistato i biglietti e i lavoratori della compagnia. I lavoratori Alitalia che “potrebbero essere assunti nella nuova compagnia sono 2800 nel 2021 e 5750 nel 2022”.

I COMMENTI DEI SINDACATI

Commentano i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl TA, “si prefigurerebbe lo spezzatino aziendale con nessuna certezza per le attività a terra di handling e di manutenzioni. La nuova compagnia partirebbe con una miniflotta con solamente 52 aerei senza prospettive sul lungo raggio. E’ inaccettabile che su 10.500 lavoratori vengano assunti solamente 2.750-2.950 il primo anno. Anche il brand messo a gara prefigurerebbe evidenti danni commerciali. E’ un piano debole anche in prospettiva ricavi fino al 2025. Sono errori gravissimi che rendono inaccettabile questa impostazione”.

L’ANALISI DEL SOLE 24 ORE

Ha scritto Gianni Dragoni del Sole 24 Ore: “Sarà una mini-Alitalia con metà della flotta e meno di un terzo dei dipendenti, rispetto agli oltre 10mila attuali. La flotta, che era prevista in 52 aerei nel piano approvato lo scorso 18 dicembre, successivamente ridimensionata a 47, torna a 52. Sono sette i jet «wide body» di lungo raggio, erano nove nel piano iniziale. Il nuovo piano è leggermente peggiorativo rispetto a quello di dicembre. Si prevede un fatturato che nel 2025 raggiungerà 3.329 milioni con un risultato operativo (Ebit) di 209 milioni (29 in meno della stima precedente) e «un pareggio operativo da realizzarsi entro il terzo trimestre del 2023». Ita continuerà a pesare sui contribuenti per almeno due anni. Inoltre poiché il terzo trimestre è la stagione migliore non è detto che Ita raggiunga l’utile operativo nel bilancio 2023”.

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