Mobilità

Il dieselgate di Peugeot farà sbandare Stellantis?

di

Opel pegeout

Peugeot è stata condannata per dieselgate dal tribunale di Parigi. Anche Citroen e Fca Italy Spa (ora Stellantis) sono state citate a comparire davanti al giudice. Tutti i dettagli

 

Ritorna agli onori della cronaca la querelle del Dieselgate, mentre le case automobilistiche provano a programmare la fine dei motori a gasolio.

Protagonista, questa volta, è Peugeot, società interamente controllata da Stellantis, che secondo le accuse avrebbe manomesso i test sull’inquinamento durante l’omologazione dei veicoli utilizzando software che hanno sottovalutato il reale livello di inquinamento.

Tutti i dettagli.

LA PERFORMANCE IN BORSA

Partiamo dalle conseguenze. Stellantis, sulla scia della notizia dell’inchiesta in carico a Pegeout, frena a Piazza Affari: in mattina, scrive Il Sole 24 ore Radicor, le azioni della casa auto, che controlla l’azienda francese, hanno accelerato al ribasso, arrivando a cedere oltre il 2%. Attualmente, alle 11.40, il titolo perde l’1,74% a 16,93 euro.

LE ACCUSE A PEUGEOT PER IL DIESELGATE

La cattiva performance è dovuta al coinvolgimento della francese Peugeot nell’inchiesta giudiziaria riguardante diverse case automobilistiche iniziata nel 2016 e 2017. La casa auto è stata messa ‘en examen’ dal Tribunale Giudiziario di Parigi con l’accusa di aver falsicato, tra il 2009 e il 2015, i test sull’inquinamento durante l’omologazione dei veicoli diesel Euro 5 che sarebbero stati venduti in Francia.

OLTRE CINQUE ANNI DI INDAGINE SUL DIESELGATE

Le prime indagini sono partite nel 2015, anno in cui causa Volkswagen scoppiò in Germania il primo scandalo sul Dieselgate. In Francia, scrive Le Figaro, già nel 2017 un’inchiesta giudiziaria aveva condannato Volkswagen, Renault, Fiat e Psa. Poi, tutto si è fermato a causa del deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea da parte della giustizia francese.

La Corte Europea si è pronunciata solo nel dicembre 2020, affermando che “un produttore non può installare un dispositivo di invalidazione che migliori sistematicamente le prestazioni del sistema di controllo delle emissioni” dei gas inquinanti “durante le procedure di approvazione”.

GIUSTIFICAZIONE PRODUTTORI INSUFFICIENTE

Il tribunale europeo, con il suo pronunciamento, rigettava le giustificazioni portate da alcune case auto, secondo cui il dispositivo incriminato “ aiuti a prevenire l’invecchiamento”.

PENALE IN VISTA

Ora Peugeot dovrà pagare una cauzione di 10 milioni di euro, di cui 8 milioni per il potenziale pagamento danni e sanzioni e 2 milioni a garanzia la rappresentanza della società in tribunale, e dovrà fornire una garanzia bancaria di 30 milioni di euro dedicata al potenziale risarcimento di danni.

L’azienda francese è a lavoro su eventuali nuove opzioni di difesa.

NON SOLO PEUGEOT

Peugeot è solo l’ultima di una lunga serie ad essere condannata. Intanto, all’interno di Stellantis, anche Citroen S.A. e Fca Italy Spa sono state citate a comparire davanti al Tribunale Giudiziario di Parigi, rispettivamente il 10 giugno e nel mese luglio.

EQUITA CONFERMA IL BUY

Tutto questo non preoccupa gli analisti di Equita, che ribadiscono la raccomandazione di ‘Buy’ sulle azioni di Stellantis, indicando un target di prezzo a 20 euro.

“La notizia e’ ovviamente negativa, ma le dimensioni del rischio allo stato attuale appaiono modeste”. Sostengono gli esperti della sim.

BANCA AKROS: CONSEGUENZE FINANZIARIE LIMITATE

Anche Banca Akros, che ha confermato la raccomandazione di ‘Buy’ con target di prezzo a 18, sostiene che le conseguenze finanziarie dell’inchiesta siano limitate, per cui alla fine non impatteranno più di tanto sulle azioni.

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