Mobilità, Mobilità elettrica

Helbiz, Seat, Xiaomi e non solo: chi sono le aziende che sfrecceranno in Italia per i monopattini elettrici

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Tutti i dettagli sul decreto micromobilità firmato dal ministro Toninelli, la sperimentazione, il ruolo dei comuni e le aziende attive nel settore.

Al via la sperimentazione nelle città italiane della cosiddetta micromobilità elettrica, ovvero di hoverboard, segway, monopattini elettrici e monowheel.

Il decreto sulla micromobilità anticipato nei mesi scorsi diventa infatti ufficiale: la firma del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli (M5S), avvia un periodo di sperimentazione all’interno di uno dei trend del futuro prossimo, il trasporto di persone intermodale. (qui il testo del decreto)

SI PARTE CON UNA SPERIMENTAZIONE DA PARTE DELLE CITTÀ CHE LA CHIEDERANNO

Il decreto ministeriale – che attua la norma della legge di Bilancio 2019 – specifica sia le caratteristiche dei mezzi sia delle aree e strade oggetto della sperimentazione. La sperimentazione potrà prendere avvio da quest’estate e permetterà la circolazione in città di questi mezzi non previsti dal Codice e dunque fino ad oggi vietati.

Non si tratta però di una liberalizzazione totale ma di una fase di test che servirà per redigere una regolamentazione ufficiale. Spetterà infatti alle amministrazioni locali il compito di avviare le sperimentazioni con i diversi enti: i sindaci delimiteranno le aree dedicate, ad esempio, allo sharing e le modalità di utilizzo, seguendo alcuni paletti come l’ambito strettamente urbano (niente extra-urbano) e il tipo di infrastruttura stradale.

HOVERBOARD, SEGWAY E MONOWHEEL POTRANNO CIRCOLARE IN AMBITO URBANO, PREVIA DELIBERA COMUNALE, SU AREE PEDONALI, PERCORSI PEDONALI E CICLABILI

Nel decreto viene stabilito che monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel potranno circolare in ambito urbano, previa delibera comunale, su aree pedonali, percorsi pedonali e ciclabili, piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata, zone a 30 Km/h e strade con limite di velocità di 30 km/h. La sperimentazione, che dovrà essere chiesta dalle singole città entro un anno dall’entrata in vigore del regolamento del Mit, potrà durare minimo un anno e massimo due.

I LIMITI DI POTENZA E LA VELOCITÀ: TUTTE LE REGOLE

La parte tecnica prevede limite alla potenza del motore (nominale massima di 500 watt per i dispositivi non auto-bilanciati) e la presenza di un segnalatore acustico per i segway e di illuminazione: bianca/gialla fissa sull’anteriore, catarifrangenti o luce rossa sul posteriore. I mezzi privi di segnalatori luminosi potranno comunque circolare di giorno, a meno che non ci siano condizioni di scarsa visibilità e comunque fino a mezz’ora dopo il tramonto.

È previsto inoltre l’obbligo di giubbotto o bretelle retroriflettenti di sera/notte (in “zona 30” o su pista ciclabile) e l’introduzione di alcuni accorgimenti elettronici: ad esempio i dispositivi in grado di superare i 20 km/h dovranno avere un regolatore di velocità mentre nelle aree pedonali la velocità massima sarà di 6 km/h; nelle piste ciclabili, corsie riservate e “zone 30” saranno ammessi solo monopattini e segway con velocità tra i 6 e i 20 km/h. Esclusi quindi i monowheel e gli hoverboard; i veicoli potranno essere solo da maggiorenni o da minori in possesso di patente AM; nessun obbligo di casco.

I COMUNI SI OCCUPERANNO DI SEGNALETICA, DELIMITAZIONE DELLE ZONE E ASSICURAZIONI

In corrispondenza dell’inizio del centro abitato, i Comuni che avviano la sperimentazione dovranno inoltre installare il segnale sperimentale che indica le zone in cui possono circolare i mezzi oggetto della sperimentazione. I comuni che istituiscono o affidano servizi di noleggio dei dispositivi in condivisione, con obbligo di coperture assicurative per l’espletamento del servizio stesso, dovranno provvedere a definire le aree per la sosta dei dispositivi, in particolare nei punti di scambio più elevato, per garantire una fruizione più funzionale dei dispositivi ed evitare l’intralcio di marciapiedi e aree pedonali.

TORINO È PRONTA

“Torino è pronta!”, ha scritto il sindaco pentastellato Chiara Appendino subito dopo l’annuncio del decreto. “Già tempo addietro, come vi avevamo parlato, abbiamo iniziato i confronti con aziende interessate e con altre Città italiane. Ora faremo in modo di poter concretizzare queste sperimentazioni nel minor tempo possibile. I bandi son pronti. Verosimilmente entro due o tre mesi i primi monopattini elettrici saranno già sulle nostre strade”, si legge sul Blog delle Stelle.

HELBIZ, SEAT, XIAOMI E NON SOLO: ECCO LE AZIENDE CHE VEDREMO SULLE NOSTRE STRADE

Attivo in questo ambito – come ha scritto di recente il Sole 24 Ore – è il costruttore Seat che ha intenzione di diventare un punto di riferimento per il gruppo Volkswagen nel settore della micro mobilità con l’eXS Kickscooter, un monopattino elettrico sviluppato in collaborazione con Segway, azienda attiva per le soluzioni di micro mobilità elettrica. EXs è un monopattino basato sulla piattaforma del modello KickScooter Es2 con sospensioni anteriori e posteriori, ruote da 8 pollici e capace di una velocità massima di 25 km/h (45 km con l’ausilio di una batteria al litio supplementare).

C’è anche Xiaomi con un monopattino che ha il sistema frenante a disco sulla ruota posteriore. La velocità massima è sempre di 25 Km/h e un’autonomia che raggiunge i 24 km.

È pronta, invece, al doppio debutto borsistico a Wall Street e a Piazza Affari l’azienda per la micromobilità elettrica, Helbiz Inc: una start-up americana, fondata da imprenditori italiani, che punta a sviluppare globalmente soluzioni in sharing e nuove modalità di trasporto cittadino, che permette agli utenti di noleggiare monopattini elettrici dall’applicazione mobile Helbiz, ha scritto oggi il Sole 24 Ore. Con sede centrale a New York, Helbiz è il primo operatore attivo sul mercato italiano, con competenze a livello locale e nazionale, e ha piani di espansione delle attività di business per competere nel mercato internazionale dello sharing dei monopattini e, più in generale, della micro-mobilità. La società ha attualmente monopattini elettrici che operano a Milano e Malaga, con programmi pilota in Italia (Roma, Torino, Firenze e Pisa) e Spagna (Madrid, Marbella, Vitoria-Gasteiz e Palma de Mallorca).

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