Stellantis ancora una volta alle prese con gli airbag difettosi di Takata costati all’azienda giapponese il fallimento e ai suoi clienti (ovvero le principali case automobilistiche mondiali, da Audi a Ferrari, passando per Mazda, Land Rover, Mercedes, Lexus, Jaguar, Ford, Citroen, Dodge, Chrysler, Cadillac, Honda, Saab, Skoda, Subatu e Toyota… qui una lista elaborata da AlVolante) un innumerevole numero di richiami più o meno emergenziali ai quattro angoli del globo.
IN FRANCIA BLOCCATE 800MILA VETTURE
Dopo la stretta francese dello scorso anno che ha bloccato la circolazione a 800mila vetture voluta dall’esecutivo d’Oltralpe a seguito di un sinistro stradale nel quale una donna di 37 anni aveva perso la vita a bordo di una C3 del 2014 finendo col diventare la 18esima vittima contata solo sul territorio francese (Oltremare incluso), adesso è la magistratura italiana a muoversi, accogliendo le richieste della associazione di consumatori Altroconsumo. Ma andiamo con ordine.
PERCHÉ GLI AIRBAG TAKATA SONO POTENZIALMENTE LETALI
I dispositivi Takata hanno il proprio punto debole nella capsula di gas utilizzata per gonfiarli in caso di impatto soggetta – si è scoperto solo in seguito – a deterioramento dopo una prolungata esposizione al calore o all’umidità. In un buon numero di sinistri che si sono verificati finora l’esplosione della capsula ha rilasciato frammenti metallici che si sono irradiati all’interno della vettura come proiettili ferendo anche mortalmente gli occupanti.
La casistica sembra insistere soprattutto in parti del mondo particolarmente calde e umide (in Francia infatti il maggior numero delle vittime si conta nei territori d’Oltremare) ma col cambio del clima e anche semplicemente con il deterioramento dei modelli in circolazione da ormai diversi anni questi airbag potrebbero esplodere pure alle nostre latitudini, come testimonia il caso dell’estate 2025.
LA CAUSA ITALIANA
Secondo quanto riportato da SkyNews, le richieste presentate dall’associazione Altroconsumo in un ricorso cautelare relativo agli airbag Takata installati su alcuni veicoli Opel sono state accolte dal Tribunale di Torino, che ha ordinato al costruttore di procedere col richiamo.
Stellantis dovrà quindi attivarsi con una campagna informativa nazionale pubblicando avvisi su quotidiani nazionali e siti di informazione per dare massima visibilità alla campagna di richiamo. Il Tribunale ha imposto all’azienda l’obbligo di “contattare i proprietari delle auto coinvolte nello stop drive e non ancora riparate; spiegare in modo chiaro che l’auto non deve essere usata e non può essere guidata nemmeno per portarla in officina; garantire il trasporto con carroattrezzi a carico dell’azienda; mettere a disposizione, entro 7 giorni dalla richiesta, un’auto sostitutiva o un servizio alternativo come il car sharing; contattare via email o sms i consumatori già entrati in rapporto con l’azienda e cercare attivamente gli altri tramite Pra, raccomandata o Pec”.
I MODELLI OPEL INTERESSATI
Tra i modelli interessati dal richiamo figurano le Opel Corsa, Astra, Meriva, Zafira e Mokka.
E I MARCHI ITALIANI?
Non sembrano esserci airbag Takata a bordo di Fiat e Alfa Romeo di quegli anni perché si rifornivano da Autoliv o ZF che non utilizzavano il nitrato d’ammonio che si è rivelato instabile sul lungo periodo. Al contrario nella galassia Fca dell’epoca montavano dispositivi di sicurezza nipponici i marchi statunitensi Jeep, Dodge e Chrysler. Per questo motivo, Lancia Thema degli anni 2010, essendo una Chrysler 300, figura nelle liste dei veicoli che montano i Takata.





