Mobilità

Gioia e dolori dell’orario estivo del Tpl

di

tpl

L’intervento di Marco Foti

 

Ci siamo. Con la chiusura delle scuole il trasporto pubblico locale automobilistico, tranviario, metropolitano e ferroviario riduce il proprio servizio. Gli studenti, che coprono una significativa quota della domanda di mobilità soddisfatta, godono delle meritate vacanze, mentre la restante quota di mobilità sistematica continua ad utilizzare il mezzo pubblico.

La progressiva “riapertura” delle Regioni, avendo raggiunto lo status di zona bianca, consente maggiori libertà di spostamento. Finalmente aggiungo.

In tutti i territori, è inutile nascondersi dietro un dito, è ragionevole aspettarsi un incremento degli spostamenti con il mezzo pubblico, già a partire da metà giugno, in special modo nei centri in cui la mobilità turistica è predominante. Penso alle città d’arte, ai centri urbani situati lungo le coste, nelle isole maggiori e minori.

Occorre ripensare nuovamente all’assetto del Tpl in quanto il culmine della domanda, previsto a settembre con la ripresa delle attività produttive e didattiche in presenza, è domani.

Per cui è necessario ripensare e rivedere il piano di capacità di carico ed il load factor del sistema Tpl con largo anticipo. Anzi, siamo in ritardo giacché le lezioni a scuola terminano la settimana prossima e le aziende di trasporto pubblico si apprestano ad erogare il servizio estivo, significativamente ridotto rispetto all’orario invernale tradizionale.

La stessa Asstra lancia un grido di allarme evidenziando che “senza un aumento della capacità di carico avremo difficoltà soprattutto nelle città metropolitane e nelle aree ad alto afflusso turistico a soddisfare la domanda di trasporto delle persone. In particolare nelle grandi Città servite da metropolitane, vi è un’oggettiva impossibilità fisica nella sostituzione di tali sistemi di trasporto massivo con gli autobus aggiuntivi”.

Ripristinare la totalità del carico a bordo dei bus è possibile per una serie di motivi che nell’arco di questo ultimo anno e mezzo sono emersi con grande trasparenza:

  • come ricorda Asstra, “recenti analisi a cura dei Nas dell’Arma dei Carabinieri hanno accertato che nel 96% del campione costituita da 732 verifiche su tutto il territorio nazionale, non sono stati accertati agenti virali Covid-19 a bordo dei mezzi di trasporto, a riprova della sicurezza dei mezzi e dell’efficacia delle sanificazioni e igienizzazione che quotidianamente svolgono le aziende del sistema del Tpl in Italia”;
  • studi recenti e non, come quello presentato dall’Università di Genova, evidenziano la bassa probabilità di contagio all’interno del bis se in presenza di una persona contagiata;
  • i mezzi di trasporto automobilistici, i classici bus urbani, permettono il ricambio dell’aria grazie alla presenza diffuse delle aperture (porte e finestrini, e tal volta bocchettoni superiori).

È fuor di dubbio che il permanere delle limitazioni imposte dal Protocollo sottoscritto con le associazioni di categoria e le Linee guida per il Tpl, allegati ai Dpcm del 3 dicembre 2020, oggi sono penalizzanti per tutto il sistema: aziende, utenza, Enti locali e centrali.

Nonostante Regioni e Province autonome, dopo aver ricevuto a titolo di anticipazione 195 milioni di euro per il finanziamento dei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico, riceveranno in dote ulteriori 450 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili attraverso il Dl “Sostegni bis”. Risorse che saranno destinate per il 2021.

Autobus al 50% con orario estivo ridotto e permanenza dei servizi aggiuntivi con esclusivi posti a sedere potranno soddisfare le esigenze di mobilità?
Difficile se pensiamo alle montagne del Trentino o della Valle d’Aosta, alle città metropolitane poste sul mare (Palermo, Cagliari, Reggio Calabria, ecc), oppure alle grandi mete turistiche di Roma, Firenze, Venezia e via dicendo.

I luoghi turistici italiani, dopo aver attraversato un periodo buio di incassi, hanno necessità di certezze, per svolgere al meglio la stagione estiva, legate anche alla disponibilità di un sistema di trasporto capace di rispondere adeguatamente alla domanda di mobilità.

Il mio personale suggerimento, in vista di una ripresa normale delle attività, è presto detto: riabilitare i mezzi pubblici alla totalità della capacità di carico, prevedendo sempre a bordo la presenza dei dispositivi di sicurezza (mascherina).

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