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General Motors zavorrata dall’auto elettrica

Crollo nelle vendite a doppia cifra (-10%) per General Motors negli Usa, ma a ben guardare lo scorso anno era stata la paura per l'arrivo dei dazi trumpiani a spingere un innaturale baby boom. E proprio la scomparsa delle gabelle commerciali cassate dalla Corte Suprema americana permette alla Casa di Detroit di essere particolarmente ottimista sul proprio futuro

Pare proprio il caso di dire che General Motors, lasciata l’auto elettrica farsi sempre più piccola nello specchietto retrovisore, abbia visto i propri conti sprintare al di sopra delle attese.

COME PARTE IL 2026 PER GENERAL MOTORS

Il costruttore di Detroit ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi a 43,6 miliardi di dollari (-1% anno su anno) e un utile operativo adjusted (EBIT adjusted) a 4,3 miliardi (+22%), ben al di sopra delle stime degli analisti di 2,62 dollari per azione secondo LSEG.

Come era logico, si riverberano ancora sull’utile netto, che ha registrato una flessione del 6% attestandosi a 2,6 miliardi di euro, gli oneri straordinari da 1,1 miliardi di euro dovuti agli accordi di liquidazione con i fornitori a seguito dell’inversione a “U” nei programmi di produzione di auto elettriche.

Inversione decisa non solo per via della bolla del segmento, ma anche per soddisfare le nuove esigenze del mercato statunitense così come le ha ridisegnate Donald Trump, favorevole ai vecchi motori a scoppio e ben poco all’alimentazione a batteria.

TOLTA LA ZAVORRA DEI DAZI TRUMPIANI?

Sempre Donald Trump ha permesso, seppur contro la sua volontà, di essere ottimisti sul futuro di Gm dato che la Casa di Detroit sta rivedendo al rialzo di 500 milioni di dollari le previsioni di EBIT rettificato per l’intero anno, portandole a un intervallo compreso tra 13,5 e 15,5 miliardi di dollari, non dovendo più tenere presente i dazi che, come è noto, sono stati cassati dalla sentenza della Corte Suprema a febbraio. Proprio per questo il costo lordo stimato delle gabelle doganali per il 2026 scende ora a 2,5-3,5 miliardi dai precedenti 3,0-4,0 miliardi. L’EPS diluted adjusted tra 11,50 e 13,50 dollari.

Sempre i dazi di Trump aiutano a comprendere l’apparente inchiodata nelle vendite registrate dal costruttore americano nel mercato domestico, principale piazza per il gruppo: il calo è a doppia cifra (- 10%) perché l’anno scorso si registrò un baby boom tra i consumatori statunitensi che avevano anticipato gli acquisti per evitare i rincari legati alle tariffe doganali. Si segnala poi che il margine operativo è migliorato al 10,1% dall’8,8% di un anno fa. Infine in Cina, dove Gm è in ristrutturazione, l’equity income è salita a 165 milioni da 45 milioni.

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