Mobilità, Mobilità elettrica

General Motors si alleggerisce per viaggiare elettrico

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General motors

In vista della trimestrale di mercoledì, General Motors ha iniziato il suo piano di ristrutturazione: licenziati in settimana almeno 4mila dipendenti nel Nord America

Lunedì nero per 4.250 dipendenti della General Motors in vista della trimestrale di mercoledì. L’azienda automobilistica di Detroit aveva già anticipato a novembre che a inizio 2019 avrebbe dato il via a un processo di ristrutturazione. Da oggi, saranno licenziati 4250 dipendenti che diventeranno circa 8mila entro la fine di febbraio. Previsti anche tagli agli stipendi e chiusure di alcuni stabilimenti.

IL PIANO DI GM

La ristrutturazione prevede un taglio di spese per circa 2,5 miliardi di dollari nel corso del 2019, che dovrebbero arrivare a 6 miliardi di dollari entro la fine del 2020.

Molti dei tagli sono previsti negli stabilimenti negli Stati Uniti e in Canada che producono berline e auto compatte, veicoli che non sono stati molto venduti in Nord America, mentre l’attenzione dei clienti è rivolta sempre di più a camion, veicoli sportivi e crossover.

RIMPOLPARE LE CASSE

Si prevede che i tagli di General Motors faranno risparmiare alla Casa fino a 6 miliardi di dollari entro il 2020, con la metà raggiunta entro la fine del 2019. Come riporta Cnbc, a metà gennaio i dirigenti hanno riferito agli investitori che i risultati per l’intero anno 2018 hanno superato le aspettative del gruppo e le previsioni per il 2019 sono positive.

VERSO ELETTRICO E GUIDA AUTONOMA

Dal momento che ha ridimensionato la sua gamma di berline e ha abbandonato le attività meno profittevoli, GM ha intenzione di iniettare denaro nelle nuove tecnologie di mobilità, in particolare nella guida autonoma e veicoli elettrici.

LA DELUSIONE DI TRUMP

Quando a fine anno GM ha annunciato i tagli, il presidente degli Stati Uniti non si è risparmiato su Twitter dichiarandosi assai “deluso”.  In particolare il tycoon ha ricordato quanto l’amministrazione Usa abbia fatto in precedenza per General Motors e ora questo sarebbe il ringraziamento. È molto probabile che Trump promuoverà la spinta della sua amministrazione alla produzione americana nel suo discorso sullo Stato dell’Unione questa settimana.

MUSK CI HA MESSO GLI OCCHI

Gli stabilimenti dismessi in Nord America della General Motors potrebbero non rimanere inattivi a lungo. Il ceo della rivale Tesla, Elon Musk, ha dichiarato in una recente intervista a Cbs che prenderebbe in considerazione l’acquisto di alcune di queste fabbriche chiuse. Non sarebbe la prima volta. Nel 2010, Tesla ha acquistato la Nummi, una fabbrica di automobili di proprietà congiunta di General Motors e Toyota a Fremont in California, per soli 42 milioni di dollari poco dopo la sua chiusura. Tornando alle sforbiciate alla forza-lavoro, General Motors non è l’unica a iniziare l’anno con i tagli al personale. Due settimane fa anche Tesla ha seguito la rivale di Detroit annunciando un taglio equivalente al 7 per cento dell’organico a tempo pieno.

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