Novità per i vertici del gruppo Ferrovie dello Stato. Il succo, al di là delle dichiarazioni ufficiali, è il seguente, come sintetizza il Corriere della sera:”Treni in ritardo, lavori sulla rete: Salvini costringe l’ad di Ferrovie Donnarumma a lasciare”.
LA NOTA DEL MINISTERO DI SALVINI SU DONNARUMMA
“Salvini – fanno sapere dal dicastero delle Infrastrutture – ha ringraziato l’amministratore delegato per il lavoro svolto e gli oltre 90 mila dipendenti Fs che ogni giorno svolgono una funzione essenziale. Entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell’azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall’interno”.
DIMISSIONI PUNTUALI PER TRENI IN RITARDO?
Termina così la corsa di Stefano Donnarumma alla guida del Fruppo Fs. Un epilogo che a seguito della riunione di 48 ore fa al ministero retto dal vicepremier leghista pareva essersi di colpo allontanato ma che molti osservatori giudicavano comunque scontato non solo perché il top management aveva iniziato a sfarinarsi con l’uscita del Cfo Fabio Paris preceduta nei giorni scorsi, ricorda il Fatto Quotidiano, dalle dimissioni di due consigliere, tra cui Tiziana De Luca, dirigente del Tesoro e vice capo di Gabinetto del ministro Giancarlo Giorgetti, ma anche per via dei tanti disservizi patiti in questi roventi giorni di inizio estate dai passeggeri dell’Alta Velocità, con Federconsumatori che è arrivata a contare solo 6 giorni su 30 senza disagi e dunque treni “puntualmente” in ritardo.
“Secondo fonti informate, ci sarebbe stata anche una discussione nelle scorse ore sulla buonuscita del manager, che da contratto si aggirerebbe intorno agli 1,5 milioni, ma le richieste sarebbero più alte”, ventila il quotidiano diretto da Marco Travaglio.
I MAL DI PANCIA NELLA MAGGIORANZA
“Era stato Salvini a volere il manager, ex Acea e Terna, alla guida del gruppo due anni fa. Nelle scorse settimane non gli è riuscito il tentativo di approdare a Fibercop, la società della rete ex Tim. E’ un nuovo scossone in una partecipata dopo la mancata conferma in Leonardo dell’ad Roberto Cingolani” riportano sempre dal Fatto. Che poi aggiunge: “Il dicastero non sarebbe soddisfatto delle operazioni societarie della gestione Donnarumma”.
I DOSSIER DELICATI
Allo stesso modo su Repubblica si pone l’attenzione sulle “insistenti critiche che influenti ambienti della maggioranza gi rivolgono da mesi”. In particolare non sarebbero state digerite “le acquisizioni di Firema e Pizzarotti” e nemmeno “la prestigiosa alleanza col fondo americano Certares immaginata per portare il Frecciarossa sotto la Manica”.
CHI POTREBBE SOSTITUIRE DONNARUMMA?
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, riporta l’Ansa, punta ad una “fase due” per Fs, “chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr,”. Ovvero – si vocifera – vorrebbe far salire nel locomotore del Gruppo Fs Gianpiero Strisciuglio.




