La startup californiana Stripe e il gruppo di private equity Advent International hanno lanciato un’offerta congiunta per acquisire PayPal, società americana di servizi di pagamento digitale quotata sulla borsa di New York.
L’OFFERTA DI STRIPE E LA VALUTAZIONE DI PAYPAL
Stripe – proprietaria di un’infrastruttura per l’invio e la ricezione di pagamenti, guidata dai fratelli Patrick e John Collison – ha presentato un’offerta di 60,5 dollari ad azione che valuterebbe PayPal sui 53 miliardi di dollari. Considerato che oggi le azioni di PayPal, dopo essere cresciute del 19 per cento, si scambiano a 56,4 dollari l’una, quello offerto da Stripe è un premio notevole; solo un anno fa, però, la valutazione di PayPal era decisamente più alta, quando il titolo di scambiava sui 70 dollari.
Secondo le fonti del Financial Times, PayPal non si è mostrata granché disposta a discutere con Stripe e Advent: a questo prezzo, dunque, un accordo non sembra probabile.
COME VA PAYPAL
Rispetto al picco di 360 miliardi di dollari toccato nel 2021, il valore di PayPal è crollato dell’84 per cento – del 40 per cento solo nell’ultimo anno – e la sua crescita è rallentata: c’entra la competizione crescente nel mercato dei pagamenti, ad esempio da parte di Apple Pay, Google Pay, Klarna o Shop Pay.
Per allargare il suo settore di business, lo scorso dicembre la società aveva presentato una richiesta alle autorità statunitense per costituire una banca, chiamata PayPal Bank e specializzata nel credito alle aziende di piccole dimensioni.
Nel primo trimestre dell’anno le entrate di PayPal sono cresciute del 7 per cento a 8,3 miliardi di dollari, superando le aspettative degli analisti (8 miliardi). I volumi totali dei pagamenti sono aumentati dell’8 per cento su base annua, a 464 miliardi.
COSA FANNO STRIPE E ADVENT
Per Stripe, oggi valutata sui 159 miliardi di dollari e non quotata in borsa, l’operazione con PayPal le consentirebbe di accedere a una piattaforma con oltre quattrocento milioni di utenti.
Secondo Reuters, PayPal potrebbe venire gestita congiuntamente, con una ripartizione delle quote in parti uguali, da Stripe e da Advent. Il fondo, peraltro, ha già esperienza con le società di pagamento, avendo sostenuto la britannica Worldpay (acquisita nel 2025 da Global Payments) e l’italiana Nexi (è uscito dal capitale di quest’ultima lo scorso febbraio).






