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Fincantieri vincerà la gara per le nuove corvette della Marina ellenica?

Fincantieri Corvette

Tutto sulla gara per le corvette greche che vede Fincantieri in competizione con la francese Naval e l’olandese Damen Schelde. L’analisi di Giovanni Martinelli

 

Il complesso e articolato processo di ammodernamento/rinnovamento della Marina ellenica, in fase di pieno sviluppo dopo la stasi determinata dalla pesante crisi economico-finanziaria dello scorso decennio, continua a riservare importanti novità. E a questa sorta di regola non scritta non fa certo eccezione quanto sta accadendo in merito a quella che potremmo definire la seconda fase di tale processo, incentrata sulla selezione di nuove corvette.

Si ricorda infatti che la conclusione della prima si era sostanzialmente avuta il 28 settembre scorso quando, al termine di un’accesa competizione tra numerosi cantieri europei e non, a prevalere erano stati i francesi di Naval Group con la proposta basata sulle Frégate de défense et d’intervention (Fdi); già scelte anche dalla Marina francese. Una decisione quella di Atene dettata sicuramente da esigenze operative (perché le piattaforme in questione sono moderne nonché capaci) ma, anche, politico-diplomatiche.

Di fronte infatti alla crescente minaccia rappresentata dall’assertività del “nemico storico” (ovviamente, la Turchia), la Grecia ha chiaramente adottato una politica di sicurezza improntata alla definizione di solide alleanze con alcuni partner privilegiati. E, tra questi, c’è la Francia; non caso, protagonista nell’attuale processo di riarmo delle Forze armate elleniche e, al tempo stesso, dichiaratamente schierata a fianco di Atene.

Ora però, come detto, è il turno delle corvette. E a fare il proprio ingresso nella competizione è Fincantieri. Un ingresso significativo, contrassegnato da un’offerta molto completa in quanto imperniata non solo sulla fornitura di 4 piattaforme di questo tipo ma, anche, su uno specifico programma di aggiornamento delle altrettante fregate della classe Hydra (già in servizio con la Marina ellenica).

Nel dettaglio poi, le 4 corvette in questione sarebbero derivate dal progetto a suo tempo elaborato per la classe Doha destinata alla Marina del Qatar. Allo scopo di contenere i costi e di soddisfare le esigenze operative greche, queste unità sarebbero perciò oggetto di alcune modifiche rispetto alle versione originale.

E proprio quello dei costi è un fattore determinante; si ricorda infatti che Atene aveva messo a disposizione uno stanziamento di 5 miliardi di € per l’intero programma; ora che 3 (circa) di questi sono stati destinati all’acquisto delle fregate, ne rimangono 2 da impiegare per le nuove unità e per l’aggiornamento delle altre.

Ebbene, la proposta del gruppo cantieristico italiano rispetterebbe in pieno il budget previsto. Per le corvette si parla infatti di 1,5 miliardi in totale; mentre l’ammodernamento delle Hydra è stimato in 300 milioni complessivi. Anzi, gli 1,8 miliardi risultanti garantirebbero perfino un certo margine per far fronte a costi maggiori. C’è però da aggiungere che altre fonti riferiscono di costi maggiori, sia pure sempre entro il budget previsto.

Ma oltre all’aspetto tecnico e a quello finanziario, tale proposta potrebbe essere vincente anche su quello industriale; è infatti risaputo che Atene punta a ottenere le più ampie collaborazioni/ compensazioni industriali possibili da queste commesse militari. Ebbene, secondo indiscrezioni di stampa, l’intera operazione sarebbe legata all’interesse comune di Fincantieri e Onex shipyards, nell’acquisizione dei cantieri Ggreci Elefisina.

In questo modo si concretizzerebbe la possibilità di realizzare localmente 3 delle 4 corvette (la prima verrebbe comunque costruita in Italia), insieme all’aggiornamento delle 4 fregate. Una prospettiva potenzialmente allettante per la Grecia.

Adesso però Fincantieri se la dovrà vedere con Naval Group e Damen Schelde. Entrambi i soggetti offrono prodotti che hanno già raccolto numerosi ordini da diversi Paesi. Per il gruppo francese si parla delle piattaforme note come Gowind 2500; mentre per quello olandese la proposta si basa sulle Sigma 10514. Entrambe comunque modificate per le esigenze del cliente.

Dunque, una concorrenza temibile; che deve perciò consigliare prudenza rispetto alle possibilità di successo da parte Italiana. Anche perché, alla fine, su questa stessa competizione aleggia una sorta di “sospetto”. E cioè che il vincitore, in realtà, sia già stato deciso (Naval Group, per ragioni di comunanza logistica con le Fdi ma non solo…) e che la gara per l’appunto avviata serva alla Grecia solo per stimolare la concorrenza e ottenere condizioni economiche migliori.

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