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Fincantieri, tutti gli scazzi tra Fiom, Fim e Uilm

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Fincantieri

Fiom si rifiuta di siglare l’accordo sulla proroga della cassa integrazione per i lavoratori di Fincantieri firmato da Fim e Uilm

Da una parte Fim e Uilm, dall’altra Fiom. I sindacati si dividono su Fincantieri: la Fiom ha deciso di non firmare, a differenza delle altre due sigle sindacali, la proroga della cassa integrazione al 17 maggio prossimo e del prosieguo dello smart working.

La mossa sorprende Fim e Uilm, dal momento che lo smart working erano contemplati negli accordi sottoscritti solo poche settimana fa e che trovavano tutti d’accordo. I dettagli.

LA SORPRESA DI FIM E UILM

“Con nostra sorpresa, la Fiom ha preso la decisione di non sottoscrivere l’accordo con cui la Cig viene prolungata al 17 maggio prossimo”, scrivono in una nota Fim e Uilm al termine di un incontro in via telematica avuto con la Fiom e i rappresentanti di Fincantieri dedicato alla ripresa dell’attività produttiva.

Le sigle sindacali sottolineano che “i contenuti dell’accordo che Fim e Uilm hanno deciso di sottoscrivere sono identici a quelli sottoscritti unitariamente solo due settimane fa” (qui i dettagli).

SERVE TUTELARE I LAVORATORI

“Confermare la disponibilità come organizzazioni sindacali – proseguono – vuol dire dare continuità al percorso avviato dalle parti, per la tutela della salute di tutte le lavoratrici e lavoratori e permettere la gradualità necessaria nella ripresa delle attività”.

Fim e Uilm non bocciano l’idea del confronto con Fincantieri, ma chiedono a Fiom “una partecipazione attiva e costruttiva, per superare questa grave emergenza che mette a rischio non solo la salute delle persone ma anche il nostro futuro”.

SCONGIURARE IL RIENTRO DI MASSA

Prolungare la cassa integrazione, per Fim e Uilm è una scelta necessaria per evitare il “rientro in massa di tutti i dipendenti alla data del 4 maggio 2020, vanificando di fatto, tutti gli sforzi messi in campo fino ad oggi che hanno consentito la necessaria gradualità nei rientri come convenuto tra OO. SS. ed azienda”.

“Invitiamo con forza la Fiom a riflettere su questa scelta e a riprendere un percorso unitario, ricordando che il nemico da combattere è uno solo: il Coronavirus Covid-19”, scrivono Fim e Uilm.

EMERGENZA NON E’ UNA SCUSA

“Riteniamo che l’emergenza non possa essere la scusa per eludere complessivamente il confronto sindacale su temi di vitale importanza per le lavoratrici e per i lavoratori che operano nei cantieri e nelle sedi di Fincantieri”, ha detto Fiom.

COSA NON APPROVA FIOM

Il sindacato non approva il fatto che “Fincantieri ha deciso invece di procedere unilateralmente o, peggio, ha effettuato deroghe al Ccnl come nel caso degli orari di lavoro, ricercando accordi separati con una sola parte delle Rsu. Il protocollo del 24 aprile, allegato al Dpcm, non prevede la possibilità di sottoscrivere intese separate. Queste, oltre a non essere conformi alle norme, hanno significato in concreto scaricare la gestione della crisi sui lavoratori mettendo a dura prova l’organizzazione familiare e il salario. Questo è inaccettabile per la Fiom”.

IL NUOVO ACCORDO NON RISOLVE I PROBLEMI

“Per queste ragioni come Fiom – spiega il sindacato – abbiamo deciso di non sottoscrivere un accordo che non risolve i numerosi problemi aperti, specificando che non è in discussione il ricorso agli ammortizzatori sociali quando questo è necessario, ma che è inaccettabile il sistema di relazioni sindacali messo in atto dall’azienda. Su questioni di fondamentale importanza vanno infatti ricercate soluzioni condivise in grado di tutelare realmente i lavoratori”.

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