Mobilità

Fincantieri, tutte le baruffe sindacali su nave Trieste

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Che cosa ha provocato il trasferimento della lavorazione della nave Trieste dallo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia a quello di Muggiano (La Spezia)

Burrasca in casa Fincantieri. Meglio: allo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia, dove i lavoratori hanno deciso di fermarsi un’ora in protesta contro la decisione dell’azienda di trasferire in anticipo la lavorazione della nave “Trieste” da Castellammare di Stabia a Muggiano, in provincia di La Spezia.

LA DECISIONE DI FINCANTIERI

Fincantieri ha confermato alle rappresentanze sindacali l’intenzione di trasferire la nave militare “Trieste” da Castellammare di Stabia a Muggiano a gennaio prossimo, con sei mesi di anticipo (la data prevista per il ritiro era giugno).

IMPIANTO NON ADATTO?

Il trasferimento, ha fatto sapere il gruppo Fincantieri guidato da Giuseppe Bono, si deve a ragioni “di natura esclusivamente tecnico-programmatica”.

A spingere l’azienda verso una scelta come questa, in realtà, sarebbero le carenze infrastrutturali evidenziate e già denunciate per lo stabilimento stabiese.

CENTINAIA DI LAVORATORI IN DISOCCUPAZIONE?

Motivazioni a parte, secondo le prime stime dei sindacati, a causa del trasferimento ci sarà una riduzione delle ore di lavoro e questo significherebbe mandare in disoccupazione alcune centinaia di lavoratori dell’indotto.

LE RASSICURAZIONI DI FINCANTIERI

L’allarme lanciato dai sindacati, però, non sarebbe giustificabile da parte di Fincantieri, che ha fatto sapere: “Sono state fornite ai lavoratori ampie garanzie sul carico di lavoro del cantiere, che ad oggi ha già un orizzonte temporale che arriva almeno fino al 2022”.

LO SCIOPERO ALLO STABILIMENTO DI CASTELLAMMARE

Per protesta, ieri mattina gli operai hanno scioperato per un’ora dalle 11 alle 12. E per la giornata di oggi, 26 settembre, è stata indetta un’assemblea di un’ora. Sabato e domenica il lavoro sarà bloccato durante gli straordinari.

INTERROGAZIONE PARLAMENTATE

A muoversi, a favore dei lavoratori dello stabilimenti di Castellammare di Stabia, è il deputato del Gruppo Misto, Catello Vitiello, che ha annunciato una interrogazione parlamentare.

“Trasferire la nave Trieste con sei mesi di anticipo rispetto alla programmazione originaria rappresenterebbe un grave vulnus lavorativo per circa 1000 dipendenti dell’indotto, in quanto l’ordine di trasferimento della nave, che doveva essere completata nello stabilimento stabiese, azzererebbe le migliaia di ore di lavoro previste a Castellammare che avrebbero dato respiro in termini occupazionali almeno fino a giugno 2020”, ha detto il deputato Vitiello.

LA NAVE TRIESTE

Protagonista della vicenda è l’unità anfibia multiruolo della Marina Militare “Trieste”. La nave, lunga 214 metri, con una velocità di 25 nodi, dovrà essere consegnata alla Marina nel 2022, dopo il completamento delle installazioni a bordo, a cura di Leonardo (ex Finmeccanica), del sistema di combattimento e delle predisposizioni per l’eventuale installazione di sistemi missilistici di difesa aerea.

La nave è stata varata e battezzata il 25 maggio scorso alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E proprio in quella occasione, Luigi Di Maio, allora ministro del Lavoro, aveva assicurato allo stabilimento di Castellammare una solida continuità lavorativa.

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