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Cosa faranno Fincantieri e Cantiere Navale Vittoria per le capitanerie di porto

Cantiere Navale Vittoria Fincantieri

Fincantieri e Cantiere Navale Vittoria si aggiudicano congiuntamente una commessa da 80 milioni per le capitanerie. Tutti i dettagli

 

Per le missioni d’altura la Guardia costiera potrà avvalersi di una nuova nave costruita da Fincantieri e Cantiere Navale Vittoria.

A fine ottobre il gruppo cantieristico di Trieste e l’azienda navale veneta si sono aggiudicati la costruzione di una unità d’altura multiruolo (più il relativo supporto, della durata di 5 anni) da parte del Comando Generale delle Capitanerie di Porto – Guardia costiera (Ccgc).

Il contratto, dal valore di 80 milioni di euro, comprende l’opzione per ulteriori due unità dello stesso tipo, servizi di supporto inclusi, riferisce Nordesteconomia.

Come riportano i media “sarà impiegata nelle acque del Mar Mediterraneo ma anche al di fuori di esse, comprese le zone tropicali incluse nel cosiddetto Mediterraneo allargato, arrivando fino alle Canarie o al Medio Oriente”.

Quindi la nave “e le sue probabili consorelle saranno in grado di intervenire persino in acque tropicali – ovvero negli spazi oceanici posti ben al di fuori del Mar Mediterraneo e dove da tradizione operano gli assetti della Marina” commenta Limes. Pertanto, secondo la rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo “la notizia va messa nel contesto del processo di costante incremento delle capacità alturiere del Corpo, che si sostanzia attraverso l’acquisizione di mezzi sempre più performanti e in grado di operare anche a lunghissimo raggio dalle basi nazionali”.

Tutti i dettagli.

COSA FA CANTIERE NAVALE VITTORIA

L’azienda veneta con sede ad Adria, Rovigo, è specializzata nella progettazione e realizzazione di imbarcazioni militari, paramilitari, da lavoro, commerciali e da trasporto fino a 100 metri di lunghezza.

GIÀ FORNITORE DELLA GUARDIA COSTIERA ITALIANA

Quest’anno il Cantiere Navale Vittoria aveva già fornito alla Guardia Costiera due unità di tipo “Sar” (Search and Rescue) CP 300, progettate e costruite nello stabilimento di Adria.

Lo scorso febbraio l’azienda di Rovigo ha consegnato al Corpo delle Capitanerie di Porto le prime due delle cinque moderne imbarcazioni da 10 milioni e 450 mila euro, inaffondabili e auto-raddrizzanti, destinate principalmente allo svolgimento delle operazioni di ricerca e soccorso in mare.

“Quelle che affidiamo al Corpo delle Capitanerie di Porto sono delle imbarcazioni moderne e innovative che ci consentono di ampliare un portafoglio costituito da oltre 80 unità Sar realizzate per diversi corpi di Polizia Marittima o Capitanerie del bacino del Mediterraneo, tra cui spiccano circa 65 unità classe 800 in servizio da oltre 20 anni alla stessa Guardia Costiera Italiana” aveva dichiarato Paolo Duò, presidente del Cantiere Navale.

COME SARÀ LA NAVE COSTRUITA DA CANTIERE NAVALE VITTORIA E FINCANTIERI

Secondo la documentazione di gara la nave dovrà avere lunghezza tra gli 80 e i 90 metri, pescaggio di 6 e sarà dotata di sistemi di posizionamento dinamico. Inoltre, potrà raggiungere una velocità massima continuativa di 14 nodi. Potrà accogliere un equipaggio tra le 65 e le 72 persone e il suo ponte ospiterà un’area di atterraggio per elicotteri.

LE ATTIVITÀ

Le sue attività includeranno il “comando e controllo in scenari complessi”, la “ricerca e soccorso con capacità di coordinamento mezzi superficie e mezzi aerei”, “operazioni di protezione civile” (per le quali l’unità svolgerà anche trasporto di rotabili e container), nonché la gestione dei flussi migratori, servizi di antinquinamento, di antincendio e rimorchio.

IL COMMENTO DI LIMES

Infine, secondo la rivista Limes, la notizia “conferma la rivalità latente con le altre forze marittime del nostro paese (la Marina e il servizio navale della Guardia di finanza) circa ruolo, risorse e compiti di ciascuna di esse, tanto più se alla vigilia dell’auspicata istituzione della Zee italiana (Qui l’approfondimento di Start su cosa cambierà per l’Italia con la Zee). È il frutto di un approccio disordinato alle onde: per esempio, quale istituzione o altro ramo dello Stato verifica se le politiche operative e industriali di un servizio non rischiano di entrare in collisione con quelle degli altri? Ciò conferma l’importanza di un centro di coordinamento nazionale per le attività marittime, a oggi fatalmente assente”.

“In secondo luogo – nota sempre Limes – si inserisce nel quadro di generale rafforzamento delle capacità operative delle guardie costiere, in essere da alcuni anni e a ogni latitudine del globo. Il riaccendersi della competizione fra grandi e medie potenze per il controllo e la tutela degli spazi marittimi ha infatti innescato anche la crescita capacitiva di corpi e servizi cui tradizionalmente erano affidati i compiti relativi agli usi civili del mare”.

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