Mobilità, Mobilità elettrica

Ferrovie-Anas, il piano di Mazzoncini e il progetto M5S in Europa sulla mobilità elettrica

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Sintonie fra il piano M5S proposto in Europa per l’elettrificazione del trasporto merci su gomma e il progetto Ferrovie-Anas del filocarro? E’ la domanda che si pongono molti addetti ai lavori viste alcune convergenze che s’intravvedono tra il progetto lanciato dall’amministratore delegato di Ferrovie, Renato Mazzoncini, e quello del Movimento 5 Stelle così come presentato al Parlamento europeo.

IL PROGETTO DI FERROVIE

“Tra strade e ferrovie c’è una osmosi tecnologica, basti pensare agli esperimenti in corso all’estero e che potrebbero essere effettuati anche da noi dell’elettrificazione delle strade”, ha detto lo scorso gennaio l’ad di Ferrovie Renato Mazzoncini. “Ci potrebbe essere uno straordinario impatto dall’elettrificazione delle strade – ha proseguito -. Nel Nord Europa, in Germania e in Svezia stanno conducendo esperimenti partendo dalla considerazione che attualmente solo il 7% delle merci viaggia su rotaia e il 93% su strada, ma che la capacità di trasporto su treno è già a pieno regime e non c’è più spazio. Si studia quindi l’uso di camion elettrici con pantografi”.

LE PAROLE DI MAZZONCINI

Per l’elettrificazione delle strade, l’orizzonte temporale che si pone Ferrovie – dopo l’operazione di fusione per incorporazione di Anas . è di avere almeno un paio di anni di sperimentazione per poi far partire il progetto “seriamente”. D’altra parte anche in Svezia ci sono voluti due anni di sperimentazione ai pilot. Quindi “l’idea, che mi sembra replicabile, è dare la possibilità a più pilot di sperimentare” nell’arco di “un paio d’anni”, poi si decide qual è il sistema migliore e “si parte”, ha detto Mazzoncini

CHE COSA DICE IL M5S IN EUROPA

“Siamo molto contenti di aver ritrovato alcune delle nostre idee per il futuro della mobilità sostenibile nel progetto Ferrovie-Anas del filocarro – spiega a Start Magazine Dario Tamburrano, europarlamentare pentastellato autore dello studio svelato giorni fa da Start Magazine per l’elettrificazione del trasporto merci su gomma – E’ il principio del filobus applicato al trasporto merci sulla lunga distanza: autocarri alimentati dai cavi elettrici tesi lungo il percorso, ma in grado di sganciarsi dai cavi stessi e di completare le consegne fin nel più piccolo dei paesini grazie all’energia elettrica stoccata strada facendo o grazie ai tradizionali motori a scoppio”. Secondo Tamburrano, “è una soluzione che può essere alimentata dalle energie rinnovabili e che elimina sia le emissioni sia i limiti attuali dovuti alle batterie. La maggiore efficienza del trasporto elettrico permette un abbassamento dei costi ed un rapido recupero degli investimenti per l’infrastruttura e per i nuovi mezzi di trasporto. Non minaccia gli equilibri occupazionali delle imprese di trasporto e di logistica. La sperimentazione è in corso con successo in Svezia da alcuni anni: ci auguriamo di vederla presto attuata anche in Italia”.

L’ANALISI DI TAMBURRANO

“Questa tecnologia – aggiunge Tamburrano – permette, grazie alla maggior efficienza della trazione elettrica senza stoccaggio elettrochimico, un abbassamento dei costi di trasporto con un rapito recupero dei costi della infrastruttura e di nuovo vettori Sfrutta infrastrutture già esistenti, può essere alimentata ed energie rinnovabili (anche lungo i percorsi autostradali realizzando delle solar highway). Permette una logistica flessibile poiché i trolley truck possono trasportare le merci alimentati dalla infrastruttura elettrificata lungo le principali direttrici autostradali e poi sganciarsi da essa e terminare le consegne fino al più piccolo centro abitato, senza emissioni nelle città e senza dover cambiare vettore usando la trazione elettrica (con l’energia accumulabile lungo il percorso autostradale) o con dei generatori elettrici di bordo alimentati a gnl o anche dei tradizionali motori endotermici a combustibili. Tutela le categorie dei lavoratori già esistenti, guidatori e compagnie di trasporto in quanto apporta una innovazione senza stravolgere equilibri occupazionali”.

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