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Ecco i veri conti di Fca Italy

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Come vanno i conti di Fca Italy (controllata della holding Fca Nv) che ha chiesto un prestito a Intesa Sanpaolo con garanzia Sace (garanzia statale prevista dal decreto Liquidità)

 

Un’ampia riduzione delle perdite ma ricavi in calo nel 2019 per Fca Italy, la controllata di Fiat Chrysler Automobiles Nv che ha chiesto a Intesa Sanpaolo un prestito di 6,3 miliardi di euro con garanzia Sace fino all’80% grazie al decreto Liquidità.

RICAVI, PATRIMONIO E INVESTIMENTI

Come si diceva, la società guidata da Mike Manley ha chiuso l’esercizio 2019 con una perdita di 384,2 milioni di euro, in forte calo rispetto al rosso di 1,26 miliardi fatto segnare nel 2018. Ha giocato a favore l’effetto combinato di una minor svalutazione delle partecipazioni e i proventi da consolidato fiscale da esercizi precedenti per 504 milioni.

Segno meno, invece, sul fronte dei ricavi, scesi a 24,37 miliardi di euro dai 27,2 miliardi del 2018. In flessione pure il valore della produzione, a quota 25,15 miliardi di euro contro 27,79 miliardi dell’anno precedente.

Lo stato patrimoniale di Fca Italy al 31 dicembre 2019 supera i 19,3 miliardi con un patrimonio netto di oltre 9,7 miliardi aumentato soprattutto “per effetto del conferimento dell’azionista unico di 3 miliardi di euro iscritto nella riserva per versamenti effettuati dai soci”.

Fca Italy, che nel nostro Paese impiega direttamente 55 mila dipendenti e può contare su 16 stabilimenti produttivi e su 26 poli di ricerca e sviluppo, lo scorso anno ha effettuato investimenti per un totale di 844 milioni di euro. E’ stato poi avviato il programma che prevede investimenti per 5 miliardi di euro a favore degli stabilimenti italiani in cui si sono cominciati a produrre diversi progetti nel triennio 2020-2022.

Da ricordare, a livello di indotto, che il 40% del fatturato annuale del settore italiano della componentistica per auto è legato alle attività produttive di Fca Italy.

LA SITUAZIONE DEBITORIA

Per quanto riguarda lo stato debitorio della società, dalla lettura del bilancio si evince che al 31 dicembre 2019 i debiti superano i 7,7 miliardi di euro a fronte di 9,3 miliardi al 31 dicembre 2018. Il calo dei debiti è dovuto soprattutto alla riduzione dell’esposizione verso Fiat Chrysler Finance, controllata da Fca Italy, “per passività finanziarie inerenti la gestione accentrata di tesoreria che chiude l’esercizio 2019 con un saldo positivo per 949 milioni di euro mentre l’esercizio 2018 riportava un debito per 1.367 milioni di euro”. Nello specifico i debiti verso le banche scendono da quasi 7 milioni a quasi 3 milioni.

Per quanto riguarda le disponibilità liquide la società può contare su 19,5 milioni a fronte di 14,5 milioni al 31 dicembre 2018 con i depositi bancari e quelli postali che sono pari a oltre 17 milioni a fronte di poco più di 13 milioni.

IL PRESTITO CON GARANZIA SACE

Come prevede il decreto Liquidità, il prestito pari a 6,3 miliardi di euro è stato chiesto e ottenuto a Intesa Sanpaolo non per rifinanziare un debito esistente o per distribuire i dividendi per il 2020 ma per effettuare investimenti. Le risorse hanno la garanzia pubblica, attraverso Sace, fino all’80%.

Nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Sace, Pierfrancesco Latini, è stato ascoltato in commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato. L’ad ha detto che Fca ha “direttamente concordato” con il ministero dell’Economia e delle Finanze e con il ministero dello Sviluppo economico “impegni aggiuntivi” in merito al finanziamento richiesto e che è stata prodotta “una specifica lettera di impegni”.

“E’ stato definito un livello di investimenti aggiuntivi pari a circa 5 miliardi connessi al piano di investimenti sul territorio italiano per progetti di implementazione di nuove tecnologie legate alla elettrificazione, alla connettività e al contenimento di emissioni per la realizzazione dei modelli elettrici del gruppo – ha spiegato Latini -. Impegni che rimangono ovviamente anche post fusione. Impegni che verranno contrattualizzati nel contatto di finanziamento con Intesa e a cui verrà associato un meccanismo di rendicontazione periodica a seguito del quale, in caso di inadempimento, partirà un processo di ‘rimedio’ che può arrivare fino alla accelerazione del rimborso dell’intero finanziamento”. Gli ulteriori impegni presi da Fca Italy “sono legati alla non delocalizzazione e, connessi agli investimenti, al mantenimento dei livelli occupazionali con riduzione dell’utilizzo della cassa integrazione nello stesso periodo di realizzazione degli investimenti. Questo è il meccanismo previsto dall’accordo – ha concluso -, peraltro da contrattualizzare esplicitamente nel contratto di finanziamento tra Fca e Intesa”.

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