Nel settore dell’auto elettrica a stelle e strisce non c’è stata solo Tesla a sbandare nelle vendite nel corso del 2025: anche Rivian, la startup dei pick up alla spina che in un primo momento aveva attratto gli investimenti sia di Amazon sia di Ford (entrambe si sono allontanate piuttosto frettolosamente dal progetto di RJ Scaringe) si lascia alle spalle un altro anno piuttosto difficile e si affida al pronto debutto di un nuovo modello low cost nella speranza che le asperità appena vissute diventino sempre più piccole nel proprio specchietto retrovisore.
IL 2025 DI RIVIAN IN NUMERI
Nel 2025 Rivian ha consegnato 42.247 veicoli, in calo di circa il 18% rispetto all’anno precedente. Gli analisti si aspettavano 42.500 consegne per l’anno, secondo i dati di Visible Alpha, mentre il consenso medio era comunque negativo ma implicava un calo di circa il 17,6%.
Nel quarto trimestre conclusosi il 31 dicembre, Rivian ha prodotto 10.974 veicoli nel suo stabilimento di Normal, Illinois, e ne ha consegnati 9.745. A Wall Street si aspettavavano numeri leggermente maggiori: 10.050 consegne nel trimestre.
LA CASA BIANCA NON HA AIUTATO…
Rivian, alle prese con la necessità di migliorare la redditività nella vendita dei propri veicoli, ha sottolineato da parte sua le difficoltà incontrate da chi intende piazzare veicoli elettrici di fascia alta, problema comune tra le altre aziende del settore. Del resto l’ormai ex startup fa orbitare la propria gamma attorno al pickup R1T e al Suv R1S che vengono entrambi proposti a prezzi premium.
Colpa anche, almeno per ciò che concerne il mercato americano, dell’uscita di scena in anticipo lo scorso 30 settembre del credito d’imposta da 7.500 dollari a favore dei veicoli elettrici voluto dall’ex presidente Usa Joe Biden e velocemente cancellato dall’attuale inquilino della Casa Bianca Donald Trump. Con la fine degli incentivi, infatti, i prezzi dei listini sono tornati a impennarsi, risultando poco competitivi persino nel mercato Usa che, adducendo non meglio specificati motivi di sicurezza nazionale relativi ai sensori di bordo, s’è chiuso alle auto elettriche provenienti dalla Cina.
LE SPERANZE LEGATE AL MODELLO BUDGET
A differenza di Tesla, che non sembra avere fretta di contrapporre alle auto low cost cinesi il suo modello da 25mila euro al momento noto come Model 2, RJ Scaringe si prepara a iniziare la distribuzione del Suv R2, una variante a prezzo budget già nella prima metà del 2026. Lecito domandarsi se questa nuova versione sarà funzionale alla ricerca di miglioramento della redditività nella vendita dei propri veicoli.
L’azienda sta inoltre implementando misure di efficienza nello stabilimento dell’Illinois e sta semplificando i componenti per ridurre i costi dei materiali e della produzione, nel tentativo di ridurre le perdite senza affidarsi esclusivamente alla crescita dei volumi.







