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Così Renault, Nissan e Mitsubishi elettrizzano l’automotive

Renault - Nissan -Mitsubishi

Ecco i piani elettrici di Renault, Nissan e Mitsubishi

 

Come battuto dall’agenzia stampa Energia Oltre, Renault, Nissan e Mitsubishi, che assieme compongono un colosso industriale da 470.000 dipendenti, hanno intenzione di rinverdire la propria alleanza con un investimento comune di 20 miliardi per mettere in strada, entro i prossimi otto anni, 35 veicoli EV.

SECONDO MAXI INVESTIMENTO SULL’ELETTRICO

“Oggi l’Alleanza sta accelerando per guidare la rivoluzione della mobilità”, ha commentato il presidente Jean-Dominique Senard, sottolineando che si tratta di “investimenti massicci che nessuna delle tre società potrebbe fare da sola”. Per fare un raffronto, il colosso USA General Motors sull’EV programma di investire 35 miliardi di dollari, ma in meno tempo. Questa, comunque, nota come Alliance 2030, non sarà la prima operazione in tal senso dall’alleanza franco nipponica, che aveva già investito 10 miliardi sull’elettrificazione che le avevano consentito di fare arrivare sul mercato 10 modelli elettrici.

STORIA DI UN’ALLEANZA PARTICOLARE, ULTIMAMENTE IN AFFANNO

Dopo l’arresto dell’ex plenipotenziario Carlos Ghosn, accusato, tra le altre cose, di aver violato regolamenti finanziari relativi al suo compenso, non è certo un mistero che l’Alleanza, in piedi dal 1999 tra Renault e Nissan, dal 2013 con riferimento a Mitsubishi, abbia iniziato a traballare. Ghosn dal canto suo non ci sta a prendersi le colpe. L’ex manager, in un’intervista a Le Parisien, negli ultimi giorni ha anzi scandito il proprio J’accuse: “Ho fatto crescere la Renault per tredici anni, lo Stato francese era presente nell’azionariato della Renault, ho ottenuto risultati eccezionali e oggi c’è chi ha l’indecenza di dire che i pessimi risultati del 2019, del 2020 e del 2021 sono colpa mia? La verità è che un numero uno al mondo è diventato un produttore piccolo e fragile”.

GHOSN: “RENAULT OMBRA DI SE STESSA”

L’ex manager ha pronunciato parole destinate a riecheggiare tra i Palazzi della politica: “Mi addolora vedere che la Renault sia solo l’ombra di se stessa”. Quindi si è scagliato contro il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire: “È venuto a visitare tante fabbriche con me, ha lottato per il mio rinnovo, ma, con mia grande sorpresa, è colui che si è dimostrato più ostile nei miei confronti. È stato lui a ordinare la verifica fiscale. È stato lui a dare una chiara istruzione a due membri del consiglio di amministrazione della Renault: ‘Abbandoniamo Carlos Ghosn, non possiamo più sostenerlo”. Le lingue si scioglieranno col tempo e sapremo perché la Francia mi ha abbandonato”.

COSA PREVEDE L’ALLEANZA ELETTRICA NISSAN, RENAULT E MITSUBISHI

Il modello da seguire sarà quello che ha portato allo sviluppo della piattaforma comune per il segmento C e D, che sarà utilizzata per cinque modelli di tre marchi (Nissan Qashqai e X-Trail, Mitsubishi Outlander, Renault Austral). Il fulcro dell’alleanza tra Renault, Nissan e Mitsubishi sarà ovviamente le motorizzazioni elettriche, dato che tutte e tre hanno in programma una exit strategy dall’endotermico: il 90% dei nuovi veicoli in arrivo per il 2030 sarà basato su cinque piattaforme comuni: la Cmf-Aev, base della Dacia Spring; la Kei-Ev per veicoli elettrici ultracompatti pensati per il Giappone; la Lcv-Ev per i commerciali leggeri; la Cmf-Ev, della Nissan Ariya e della Renault Megane E-Tech Electric e che sarà la base per la costruzione di oltre 15 modelli entro il 2030; la Cmf-Bev, in arrivo nel 2024. Sulla Cmf-Bev in particolare l’Alleanza intende costruire 250 mila veicoli l’anno dei marchi Renault, Alpine e Nissan, tra cui la nuova Renault R5 e l’erede della Nissan Micra, che sarà sviluppata nel polo industriale Renault ElectriCity nel nord della Francia.

SVILUPPO DI BATTERIE, NUOVE TECNOLOGIE E SOFTWARE

L’alleanza ha in programma anche di collaborare, com’è ovvio, sul fronte dello sviluppo di batterie così da dotarsi di una capacità di 220 GWh e punta a ridurre i costi degli accumulatori del 50% nel 2026 e del 65% entro il 2028. Inoltre, da quanto si apprende, è stato affidato alla Nissan il compito di sviluppare le tecnologie per lo stato solido per produrre in serie batterie Assb entro la metà del 2028. Del resto Nissan è la Casa delle tre che ha investito più di tutte in materia e potrà utilizzare il proprio know-how. L’Alleanza investirà poi anche sull’IA e sul software proprietario, così da avere, per il 2026, più di 10 milioni di veicoli su strada, 45 modelli dotati di sistemi di guida automatizzata e 25 milioni di auto connesse alla piattaforma comune Alliance Cloud.

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