Mobilità

Come si elettrizzano Airbus e SAS Scandinavian Airlines

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Airbus e Sas Scandinavian Airlines avvieranno ricerche congiunte per portare nei cieli aerei ibridi ed elettrici

Il mondo dell’aviazione, come quello automobilistico, guarda all’elettrico e all’ambiente.

In questa direzione, per esempio, si inserisce il Memorandum of understanding siglato tra Airbus e SAS Scandinavian Airlines. Le due società studieranno ed analizzeranno l’impatto di questi veicoli e delle infrastrutture necessarie a questi connessi.

Anche al Mit si lavora per far volare aerei green, ma la sfida non è facile.

L’ACCORDO TRA AIRBUS E SAS

Secondo la lettera d’intenti, siglata da Grazia Vittadini, Chief Technology Officer di Airbus, e da Göran Jansson, Vicepresidente EVP Strategy & Ventures di Scandinavian Airlines, le due realtà avvieranno una ricerca congiunta “per migliorare la comprensione delle opportunità operative e infrastrutturali e delle sfide legate all’introduzione su larga scala di aeromobili ibridi ed elettrici rispetto al modus operandi dei vettori”, spiega una nota diffusa da Airbus.

5 AMBITI DI LAVORO

La collaborazione, che inizierà a giugno 2019 e proseguirà fino alla fine del 2020, si concentrerà su 5 ambiti di lavoro diversi, con l’obiettivo di analizzare l’impatto delle infrastrutture di terra per la ricarica, l’autonomia, le risorse, il tempo e la disponibilità negli aeroporti.

ALLA RICERCA DI ENERGIA RINNOVABILE

Non solo. Come per la mobilità, una filiera davvero green prevede la produzione di energia rinnovabile per alimentare i veicoli e i veivoli. Ed è per questo che Airbus e SAS Scandinavian Airlines si impegneranno a coinvolgere nel progetto anche un fornitore di energia rinnovabile, garantendo che vengano valutate le operazioni a zero emissioni di CO2.

“Questo approccio multidisciplinare, dall’energia alle infrastrutture, si propone di affrontare l’intero ecosistema delle operazioni aeronautiche al fine di supportare al meglio la transizione del settore dell’aviazione verso l’energia sostenibile”, ha spiegato Airbus.

SI LAVORA ANCHE AL MIT

A lavoro per cambiare il comparto anche esperti e scienziati del MIT. Yet-Ming Chiang e Venkat Viswanathan, ingegneri dei materiali, hanno avviato una ricerca che punta ad ottimizzare le prestazioni delle batterie agli ioni di litio, con l’obiettivo di sviluppare accumulatori in grado di alimentare un aereo per 12 persone con un raggio di copertura di 644 chilometri (sufficiente per effettuare ad esempio viaggi come da San Francisco a Los Angeles).

UNA DIFFICILE SFIDA

I due scienziati puntano anche alla realizzazione di un aeroplano elettrico in grado di trasportare fino a 50 persone. Ma la sfida prefissata non è certo semplice: il sistema d’accumulo, infatti, dovrebbe essere in grado di fornire non solo una densità di energia sufficiente per il viaggio, ma anche sprigionare rapidamente un’enorme quantità di energia in fase di decollo.

UN PASSO NECESSARIO

Difficile o meno, la ricerca in questo senso è necessaria, dal momento che è previsto un raddoppio del traffico aereo nei prossimi 20 anni. E se è vero che oggi gli aeromobili consentono un risparmio di carburante di circa l’80% per ogni passeggero rispetto a 50 anni fa, è anche vero che bisogna fare di più per pensare, dal 2020, di poter lavorare ad una crescita a emissioni zero dell’industria aeronautica nel suo complesso, riducendo le emissioni nette del 50% entro il 2050 (rispetto al 2005).

TAXI ELETTRICI VOLANTI A GUIDA AUTONOMA

Non solo elettrico. Il settore potrebbe presto essere rivoluzionato dall’avvento dei velivoli a guida autonoma. Sia Airbus che la concorrente Boeing sono a lavoro per il taxi volante senza conducente. Proprio ad inizio 2019, Boeing ha completato il primo test di volo di NeXt, il suo aerotaxi senza pilota. NeXt ha eseguito decollo in verticale, volo statico e atterraggio al fine di testare le funzioni di guida autonoma e l’efficacia del controllo da terra.
Anche Airbus ha effettuato i suoi primi test, già nei primi mesi del 2018 all’interno del progetto Vahana Flight One.

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