Mobilità

Airbus, Psa, Tesla, Waymo e Volkswagen: a che punto siamo con la guida autonoma?

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Fatti, test, progetti, accordi e novità nel settore della guida autonoma. Con Airbus che ieri ha annunciato un accordo con ZF.

La tecnologia avanza, i test aumentano e anche gli accordi, ma l’auto a guida completamente autonoma è ancora un’utopia. Almeno per i cittadini comuni.

I passi avanti, comunque, ci sono e i big di settore sono a lavoro per portare sul mercato veicoli che non hanno bisogno di conducente: mentre Waymo ha lanciato un servizio di taxi autonomi, Airbus Defence and Space e ZF Friedrichshafen AG hanno siglato un accordo per perfezionare il sistema di bordo ZF in funzione della guida autonoma. Volkswagen ha iniziato a testare veicoli a guida autonoma di livello 4 nel traffico urbano di Amburgo, mentre il gruppo Psa ha iniziato la sperimentazione dei veicoli con funzioni di guida autonoma di Livello 3. Andiamo per gradi.

I LIVELLI DI GUIDA AUTONOMA

Partiamo dalla definizione. La SAE – Society of Automotive Engineers (ente internazionale di normazione nel campo dell’industria aerospaziale, automobilistica e veicolistica) ha stabilito sei livelli di guida autonoma.

Livello 0. Si tratta di auto dotate di sistemi di sicurezza che ci avvertono di alcuni aspetti della guida e di certe condizioni della strada, ma che in nessun caso possono prendere il controllo dell’auto.

Livello 1. In questa categoria rientrano le auto dotate almeno del sistema di mantenimento della corsia, ovvero di un sistema che interviene con piccole correzioni dello sterzo per mantenere l’auto in corsia, e di controllo della velocità adattivo.

Livello 2. Si tratta di auto dotate di sistemi che permettono al guidatore di togliere le mani dal volante momentaneamente, senza però che distolga l’attenzione dalla strada.

Livello 3. La vettura procede autonomamente, senza intervento umano, su tratti stradali mediamente controllati come autostrade e superstrade. Il sistema di guida autonoma in questo caso deve essere attivato espressamente dal guidatore, che deve prestare sempre attenzione.

Livello 4. L’auto può fare a meno dell’attenzione del guidatore, ma solo quando la vettura può contare su tutte le informazioni necessarie sull’ambiente circostante e sul percorso. Si tratta del livello dei modelli più avanzati attualmente in fase di prove, come quelli ad esempio di Google e Uber.

Livello 5. Nessun prototipo ancora di vetture di questo tipo: il veicolo non dipende in nessun caso dall’intervento umano e i passeggeri a bordo dell’auto possono disinteressarsi completamente del percorso.

GOOGLE: L’APRIPISTA

A credere fin da subito nella tecnologia a guida autonoma è stato Google, che lavora e testa le driveless car da diversi anni. Mountain View ha anche creato una società ad hoc: Waymo, che a dicembre 2018 ha lanciato il primo servizio di taxi a guida autonoma. Tutto è ancora in fase di test: il servizio, infatti, è attivo esclusivamente nell’area metropolitana di Phoenix, in Arizona, ed è riservato ad un numero riservato di utenti.

Le auto sono Chrysler Pacifica.

L’ACCORDO TRA AIRBUS E ZF

A voler accelerare l’avvento della guida autonoma sono anche il colosso aeronautico Airbus e ZF Friedrichshafen AG, azienda che fornisce sistemi per la mobilità. Le due realtà hanno deciso di unire le proprie forze per arricchire e integrare il sistema di bordo ZF, allo scopo di perfezionare la guida autonoma attraverso l’utilizzo di informazioni derivate dai satelliti Airbus.

L’obiettivo è offrire una soluzione end-to-end affidabile per i veicoli a guida autonoma. Per rispondere agli elevati livelli di precisione richiesti, Airbus fornisce i propri punti di controllo di terra (Ground Control Points – GCP), unici e ad alta precisione, elaborati utilizzando immagini da satelliti attrezzati con radar, per supportare l’unione dei dati forniti dai sensori ZF, come Lidar e Radar.

NUOVE MAPPE HD

L’impegno di Airbus non si esaurisce qui. La società lavora alla generazione di mappe ad alta definizione (mappe HD) basate su un approccio aereo e spaziale, così da integrare le carte semantiche ZF.

“Le mappe HD sono fondamentali per assicurare il percorso di guida, in quanto creano un importante collegamento tra i dati derivanti dalla mappatura mobile e i sistemi di posizionamento globale”, spiega l’azienda in una nota diffusa.

VOLKSWAGEN E LA GUIDA AUTONOMA

Anche Volkswagen lavora alla tecnologia. La casa tedesca ha iniziato a testare veicoli a guida autonoma, di livello 4, per le strade urbane di Amburgo, dove è stato deciso un percorso prestabilito  di tre chilometri.

Sono state testate cinque e-Golf, equipaggiate con 11 scanner laser, 14 telecamere, sensori a ultrasuoni e sette radar. Entro il 2020, i chilometri diventeranno 9 e le infrastrutture stradali saranno incrementate con tecnologia che supporti la guida autonoma.

I TEST DI PSA

Il gruppo Psa è impegnato nella sperimentazione delle auto a guida autonoma di livello 3 per le strade francesi. La società ha anche ottenuto, a gennaio, l’autorizzazione ad effettuare i test su strade aperte in Cina .

TESLA PUO’ FARE LA DIFFERENZA

A fare la differenza, però, potrebbe essere Tesla. Tesla, dal 2014 ad oggi ha raccolto i dati di miliardi di chilometri effettuati con l’autopilot. Le auto hanno operato in diverse condizioni stradali e meteorologiche, in tutto il mondo. Si tratta di un vantaggio non di poco conto, che avrà contribuito senza dubbio all’aggiornamento dell’Autopilot Hardware 3.0 che verrà presentato nei prossimi giorni.

TAXI VOLANTI

La guida autonoma contagia anche i velivoli. Sia Airbus che la concorrente Boeing sono a lavoro per il taxi volante a guida autonoma. Proprio ad inizio 2019, Boeing completato il primo test di volo di NeXt, il suo aerotaxi senza pilota. NeXt ha eseguito decollo in verticale, volo statico e atterraggio al fine di testare le funzioni di guida autonoma e l’efficacia del controllo da terra.

Anche Airbus ha effettuato i suoi primi test, già nei primi mesi del 2018 all’interno del progetto Vahana Flight One.

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