Mobilità

Come le francesi Renault, Atos, Dassault, Stm e Thales sterzano sulla mobilità intelligente

di

Renault

In Francia Renault, Atos, Dassault Systèmes, STMicroelectronics (dove c’è anche il Tesoro italiano) e Thales lavoreranno allo sviluppo di sistemi avanzati di mobilità intelligente

 

“Software république” è anzitutto uno stabilimento di 12mila metri quadri presso il Tecnocentro di Renault Guyancourt, vicino a Versailles, a sud est di Parigi. Si tratta di un grosso laboratorio in cui 5 grandi aziende intendono sviluppare sistemi avanzati di mobilità intelligente.

Insieme, muovono quasi cento miliardi di volume d’affari annuale. Oltre a Renault (fatturato 55,5 miliardi) ci sono infatti Atos (digitale, cloud, calcolo, fatturato 11 miliardi nel 2019, 11mila dipendenti in 73 Paesi), Dassault Systèmes (software house del gruppo Dassault, fatturato 3,4 miliardi, seconda in Europa dopo la tedesca SAP), STMicroelectronics (componenti elettronici, 9,5 miliardi di fatturato nel 2019) et Thales (aerospaziale, difesa, trasporto terrestre- segnalazione ferroviaria, fatturato 18,4 miliardi nel 2019). STMicroelectronics è italo-francese, con Mef al 50%, sede legale nei Paesi Bassi e 11mila addetti in Italia.

Queste imprese si sono fatte un ragionamento che riporta a uno studio del Boston Consulting Group del 2018: nei prossimi 10-15 anni, il mercato mondiale della mobilità crescerà del 60%, fino a 11mila miliardi di euro nel 2035. La quota delle componenti smart nella mobilità pesava per il 5% e salirà al 45%.

La trasformazione tecnologica è centrale nel progetto delle 5 aziende e riguarda la connettività, l’elettrificazione (da cui le gigafactory), nonché la guida autonoma (diciamo “molto assistita” più che “completamente autonoma”).

Al tema tecnologico dell’auto si aggiungono i cambiamenti urbani e di comportamento sociale (condivisione dei mezzi di trasporto, lavoro agile, città e strade intelligenti) nonché le normative verdi. Nelle città stanno cambiando le regole della mobilità, con mezzi leggeri, o collettivi, o limitazioni di accesso. Più in generale arrivano leggi per la riduzione di Co2 e polveri, come nella recente Strategia per la mobilità sostenibile e intelligente della Commissione europea del 9 dicembre 2020, o le misure che saranno necessarie per esempio per la qualità dell’aria nella pianura padana.

Quindi, dentro alla scatola della “Software république” di Guyancourt si svilupperanno sia le conoscenze, hardware e software per l’auto sia i dati della mobilità. Questo secondo caso riguarda i sistemi intelligenti per i dati, che saranno utilizzati sia dalle persone per spostarsi, sia dagli enti pubblici per gestire meglio i flussi (anche in caso di eventi pubblici o urgenze), sia dagli urbanisti per adattare il futuro delle città.

Per l’auto in senso stretto, si tratterà di sviluppare sistemi intelligenti per connettere in sicurezza (al riparo di attacchi) il veicolo con l’ambiente circostante, fisico (cioè la strada reale i suoi limiti materiali) e digitale (cioè le antenne di interscambio di dati, e si parla in 5G). Inoltre, il centro interaziendale di Guyancourt progetterà un sistema di ricarica automatizzato per veicoli elettrici, cioè senza intervento umano per mettere la spina.

Nella presentazione delle cinque aziende, si parla di eco-sistema perché il progetto prevede un fondo di investimento insieme al sostegno a start up innovative e ai progetti delle università, con tanto di “Data Challenge”, cioè una sfida aperta a diversi partecipanti su una problematica accompagnata dai dati corrispondenti.

Considerata la diversa natura e complementarietà dei partecipanti, è chiara l’interconnessione dell’automotive con i settori che le aziende portano con sé, dalla difesa (anche solo per i mezzi di trasporto militari o per la comprensione del territorio o per l’automazione di processi) alla componentistica, agli stessi sistemi di segnalazione ferroviaria con i relativi flussi, alle applicazioni sul trasporto aereo o aerospaziale.

Ognuno proseguirà con le proprie ricerca e innovazione, ma certamente la piattaforma di “Software république” costituisce una relativa novità sia rispetto al piglio prevalentemente ambientale della Commissione europea sulla mobilità, come si legge nella Strategia di dicembre, sia rispetto allo stile un po’ passato dell’Associazione dei produttori automobilistici (Acea), anche lei ferma al dibattito sul raggiungimento o meno degli obiettivi verdi entro il decennio.

Per quanto sulla carta, “Software république” mette inoltre in rilievo, almeno dal punto di vista delle volontà, una certa creatività d’impresa, che non si legge per esempio nell’ingranaggio industriale di Volkswagen. Essa va in considerevole parte ricondotta al Ceo di Renault, Luca De Meo, di cui si ricordano il passato in Fiat con Sergio Marchionne, poi in Volkswagen e alle origini nella stessa Renault. Inoltre “Software république” è iscritto nell’autonomia strategica europea-francese per l’intera filiera dell’auto: per dirla in modo semplice, si cerca di fare da sé, senza attingere alla produzione cinese.

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