Mobilità

Come cambierà l’accordo tra Fca e Psa

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fca psa stellantis

Il tempo smentisce John Elkann: cambiano alcuni termini dell’accordo tra Fca e Psa per la nascita di Stellantis. Ecco perché Borsa, analisti e soci di comunque applaudono

“I termini dell’accordo con Psa sono scritti nella pietra e vincolati”, sosteneva John Elkann nella conference call del 20 maggio scorso con gli analisti sui conti del 2019. Poi è arrivato il Covid-19 e la crisi economica.

E così, il 15 settembre 2020, Fca e Psa hanno cambiato alcuni termini del Combination Agreement 50/50 per la creazione di Stellantis, il quarto gruppo automotive mondiale.

Festeggia Fca in Borsa, mentre gli analisti sono positivi. Tutti i dettagli.

COSA CAMBIA

A cambiare è il dividendo speciale che sarà distribuito da Fca ai suoi azionisti prima del closing. Con i nuovi termini, questo è fissato a 2,9 miliardi di euro, contro i 5,5 miliardi fissati precedentemente.

AZIONISTI FCA E PSA IN FAURECIA

Non solo. Secondo i nuovi termini, la quota del 46% detenuta da Groupe Psa in Faurecia sarà distribuita a tutti gli azionisti di Stellantis subito dopo il closing dell’operazione. Gli azionisti di Fca e Groupe Psa riceveranno una uguale partecipazione in Faurecia pari al 23%, che ha una capitalizzazione di 5,867 miliardi euro al 14 settembre 2020.

IL COMMENTO DEL SOLE 24 ORE

Lo schema dell’operazione, di fatto, subisce poche modifiche, quello che cambia – ha sottolineato il Sole 24 Ore – sono i termini finanziari pre fusione sia per i soci di Fca, partendo da Exor a cui fa capo il 29%, sia per gli azionisti della casa francese, nel cui libro soci compaiono la famiglia Peugeot al 13,6%, lo Stato Francese (Bpifrance) e il socio cinese Dongfeng al 12% ciascuno. Il blocco transalpino dunque è proprietario del 37,6% di Psa.

UNA DISTRIBUZIONE OPZIONALE

Fca e Psa valuteranno in base all’andamento delle società anche una distribuzione, potenziale, “di € 500 milioni agli azionisti di ciascuna società prima del closing o, in alternativa, una distribuzione di € 1 miliardo da corrispondere successivamente al closing a tutti gli azionisti di Stellantis”, si legge nella nota di Fca.

PERCHE’ FCA E PSA MODIFICANO I TERMINI DELL’ACCORDO

A spingere Fca e Psa a smentire quanto detto da John Elkann è la crisi da Covid. I nuovi termini, infatti, hanno l’obiettivo “di affrontare l’impatto in termini di liquidità che la pandemia da COVID-19 ha sull’industria automobilistica, preservando il valore economico”.

I CALCOLI DEL SOLE 24 ORE

“Un assegno di 2,6 miliardi. A tanto ammonta il “prezzo” che pagano i soci di Fca e Psa alla luce della revisione del grande accordo di fusione – ha calcolato oggi il Sole 24 Ore – Un costo che, nei fatti, gli attuali azionisti di Fca e Psa versano al futuro gruppo di cui diventeranno soci, Stellantis, quarto al mondo nell’auto. Il colosso che nascerà dalla fusione potrà infatti contare su un tesoretto di liquidità di 2,6 miliardi in più”.

FCA VOLA IN BORSA

La notizia della modifica dei patti è stata accolta positivamente dal mercato. Ieri in Borsa il titolo di Fca, nella giornata del 15 settembre, è balzato dell’11,7% a 11,14 euro. L’accordo, infatti, è ritenuto più favorevole per gli azionisti del gruppo italiano americano.

AUMENTANO SINERGIA

Da sottolineare anche il fatto che le sinergie annue stimate, a regime, di Stellantis sono aumentate ad “oltre € 5 miliardi, rispetto ai € 3,7 miliardi originariamente stimati. Anche i costi totali stimati una tantum di implementazione per raggiungere queste sinergie sono aumentati da € 2,8 miliardi sino ad un massimo di € 4 miliardi”, spiega il gruppo italiano.

EQUITA: MAGGIORI SINERGIE COMPENSANO NUOVI TERMINI

Proprio questo punto ha colpito gli analisti di Equita, che sottolineano come “le maggiori sinergie industriali più che compensano ogni revisione dei termini”. La futura Stellantis è “una delle poche storie di aggregazione con forte valenza industriale a livello europeo, in uno scenario che sta progressivamente migliorando rispetto ai minimi del secondo trimestre”, sostengono gli analisti.

UBS: NUOVI TERMINI SONO RIBILANCIAMENTO

Concordano in Ubs, dove si sostiene che la revisione dei termini è “un piccolo ribilanciamento” che non dovrebbe cambiare l’opinione degli investitori che considerano l’accordo più favorevole per Fca. “Le condizioni dell’accordo sono in gran parte invariate per gli azionisti di Psa, il potenziale delle sinergie dovrebbe attrarre di più e generare un attraente upside nel breve termine”, dicono in Ubs.

ANCHE AKROS E FIDENTIIS PROMUOVO INTESA

A promuovere i termini del nuovo accordo sono anche Banca Akros, che guarda al fatto che non c’è più incertezza sull’intesa, e Fidentiis, che considera superati i timori del mercato per una revisione penalizzante per Fca.

LA SODDISFAZIONE DI BPIFRANCE

Festeggia anche Bpifrance, azionista con il 12,2% di Psa e controllata della Cdp francese. Bpifrance “è pienamente d’accordo con i passi presi allo scopo di rafforzare la struttura del capitale di Stellantis”, afferma il fondo sovrano francese, secondo quanto riporta Bloomberg. “La conferma e la rivalutazione delle sinergie – afferma Bpifrance – permetterà al futuro gruppo di affrontare un contesto di mercato straordinariamente sfidante e di gestire le turbolenze con cui deve fare i conti nel lungo termine l’industria dell’automative”.

L’ANALISI DEL SOLE 24 ORE

In definitiva, si è deciso di tagliare il dividendo speciale che sarà distribuito da Fca ai suoi azionisti prima del closing: rispetto ai 5,5 miliardi inizialmente preventivati, la cedola cash scende a 2,9 miliardi, ha scritto il Sole 24 Ore: “Cambia anche il destino del 46% detenuto da Psa nella società di componentistica Faurecia, nel vecchio schema destinato allo spin off prima del merger e ora “inclusa” nella fusione. Quella partecipazione, detenuta da Psa e destinata a essere distribuita agli azionisti francesi, sarà ora girata a tutti gli azionisti di Stellantis subito dopo il closing dell’operazione. Il reciproco taglio delle cedole, sia per i soci Fca sia per quelli di Psa, genererà di fatto una liquidità aggiuntiva per Stellantis di 2,6 miliardi”.

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