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Cina e Usa tamponano Bmw. Conti fuoristrada ma sprint in Borsa

Nel trimestre il gruppo ha consegnato ai clienti di tutto il mondo un totale di 565.780 autovetture tenendo in considerazione i tre marchi in portafogli (Bmw, Mini e Rolls-Royce) con una frenata del 3,5%. In Cina la Casa tedesca ha perso ancora terreno

Alla fine anche la Casa tedesca che pareva aver tenuto botta meglio delle rivali autoctone ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte all’infuriare dei dazi e al peggioramento delle proprie performance in Cina. Nel primo trimestre del 2026 l’utile ante imposte di Bmw è crollato del 25% e il margine operativo di base si è ridotto sensibilmente principalmente a causa dell’effetto dei dazi imposti dagli Usa e della difficile situazione di mercato in Cina.

LA PRIMA TRIMESTRALE DELL’ANNO

Nel dettaglio Bmw ha annunciato che gli utili ante imposte si sono attestati a 2,3 miliardi di euro nel primo trimestre contro i 3.1 milioni dell’anno precedente. Il fatturato del gruppo è diminuito dell’8,1% fermandosi a 31 miliardi di euro. L’ebit margin relativo al core business automobilistico della casa automobilistica si è attestato al 5% nei primi tre mesi dell’anno dal 6,9 di raffronto. L’utile al lordo del risultato finanziario è stato pari a 2.004 milioni di euro nel primo trimestre del 2026 (-36,2%). Il risultato finanziario è stato pari a 344 milioni di euro nei primi tre mesi dell’ anno (-29 milioni di euro).

I MERCATI DOVE BMW FATICA

Nel trimestre il gruppo ha consegnato ai clienti di tutto il mondo un totale di 565.780 autovetture tenendo in considerazione i tre marchi in portafogli (Bmw, Mini e Rolls-Royce) con una frenata del 3,5%. Le consegne sono aumentate del 3,1% nell’ area di vendita europea, trainate principalmente dal mercato domestico: in Germania ha registrato un aumento del 7,0%.

BMW IN CINA PERDE TERRENO

Numeri che non consentono alla Casa bavarese di affrontare a cuor leggero l’inchiodata in Cina, dove le consegne sono state inferiori al dato dell’anno precedente del 10%. Troppo forte la concorrenza autoctona in un mercato che va peraltro saturandosi, mentre sull’altra sponda dell’Atlantico a influire negativamente sulle Bmw alla spina è stata la sospensione dei sussidi per i veicoli elettrificati voluta da Donald Trump e avvenuta lo scorso 30 settembre.

Tuttavia, nonostante la doccia ghiacciata relativa alla prima trimestrale dell’anno, per il 2026 il gruppo conferma le previsioni anche se, ammette, il “mercato automobilistico globale registrerà una leggera diminuzione”. Anche per questo Bmw a metà mattina presentava un titolo in crescita del 7,20% alla Borsa di Francoforte imponendosi tra i migliori: nonostante la trimestrale in calo gli analisti paiono voler premiare il colosso bavarese che, anche attraverso la decisione di confermare l’outlook annuale, finora si è rivelata l’industria d’auto tedesca meno esposta all’attuale periodo di crisi dell’intero comparto.

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