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Che cosa sta studiando l’aviazione Usa

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Sotto l’etichetta di “Agility Prime”, l’iniziativa dell’Aviazione Usa mira a coagulare interesse e capitali pubblici e privati per propiziare uno sviluppo tecnologico che rivoluzionerebbe la nostra stessa idea di trasporto

I VEICOLI VOLANTI DELL’AIR FORCE

Gli appassionati di letture o film di fantascienza alla “Blade Runner” popolati di veicoli che si libravano nell’aria potrebbero presto vedere queste fantasie trasformarsi in realtà.

Come fa sapere la rivista Air Force, tra il 27 aprile e il 1 maggio l’Aviazione Usa organizzerà un evento speciale durante il quale, alla presenza di esponenti del governo e del settore privato, il tema delle auto volanti sarà discusso in lungo e largo con tanto di presentazioni virtuali dei primi esemplari.

Sotto l’etichetta di “Agility Prime”, l’iniziativa mira a coagulare interesse e capitali pubblici e privati per propiziare uno sviluppo tecnologico che rivoluzionerebbe la nostra stessa idea di trasporto.

Alle aziende interessate, l’Aviazione a stelle e strisce metterà a disposizione, oltre che una cospicua dotazione di fondi, anche disegni di modelli di “veicoli a mobilità aerea avanzata” concepiti per essere impiegati in missioni di soccorso o per il pronto intervento in caso di disastri.

I prototipi studiati sinora dall’Air Force vantano un’autonomia di 100 miglia e un’ora di volo e possono viaggiare a velocità superiori alle 100 miglia orarie trasportando da tre a otto persone.

Il primo test è previsto il 17 dicembre e, in caso di successo, il programma prevede di dotarsi entro il 2023 di un certo numero di esemplari di “ORB” (acronimo di “organic resupply bus”).

Ma il vero auspicio dell’Aviazione è di innescare una piccola rivoluzione anche nel settore civile, introducendo nel mercato veicoli il cui costo inizialmente ingente potrà abbattersi man mano che procederà la loro commercializzazione e diffusione.

“Agility Prime – si legge nel documento dell’Air Force – “mira anche a mettere insieme le comunità dell’industria, degli investitori e del governo per stabilire standard di sicurezza e accelerare la commercializzazione di questa tecnologia rivoluzionaria”.

Una tecnologia alla quale, aggiunge il documento, stanno già lavorando “oltre duecento aziende in tutto il mondo”, impegnate a sviluppare prototipi di veicoli a “decollo verticale” che poi “potranno avere una propulsione elettrica non tradizionale o ibrida”, essere con o senza pilota e dunque guidati “da remoto o con controllo autonomo”.

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