Mobilità

Che cosa farà la belga Punch Group a Torino per auto ibride e a idrogeno

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Punch

GM saluta l’Europa: addio anche al centro di ingegneria torinese che passa ai belgi di Punch. I piani per auto ibride ed elettriche. Le tesi delle società. E le reazioni dei sindacati

General Motors dice addio all’Europa. Dopo la cessione dell’Opel ha venduto anche l’ultimo presidio che aveva nel vecchio continente: il centro di ingegneria e sviluppo Global Propulsion Systems di Torino. A subentrare è la multinazionale belga Punch Group.

Considerato una eccellenza a livello mondiale nella ricerca e sviluppo di propulsori diesel e sviluppo di centraline, il centro è presente a Torino da 15 anni e occupa circa 700 lavoratori, in larga prevalenza ingegneri e tecnici. Dal 2005 ha avviato numerosi progetti di ricerca con il Politecnico di Torino che per ora non verranno interrotti.

Adesso si cambia pagina perché oltre al diesel si guarderà alle motorizzazioni ibride, ma soprattutto all’idrogeno. La transazione tra le due società include un accordo sulla fornitura di servizi di ingegneria per supportare lo sviluppo di prodotti globali Gm per i prossimi 2 anni.

Nella sede del centro di ingegneria verrà costituita una nuova società che si chiamerà Punch Torino Spa e di cui sarà presidente Pierpaolo Antonioli, già amministratore delegato di Gm. “Questo accordo è stato veramente voluto e lo vedo nella maniera più positiva possibile. Abbiamo creato sul nostro territorio una nuova società che riporta in Europa e in Italia le sue radici. Eravamo molto esposti sugli Usa e sulla Cina ma avevamo perso la presenza in Europa e in Asia. Così abbiamo creato una società con un gruppo che crede che i motori diesel dureranno ancora nel tempo soprattutto in applicazioni legate alle vetture commerciali. Svilupperemo motori ibridi combinati per fornire un prodotto moderno, completo e che rispetta le necessità dei nostri clienti”, spiega Antonioli.

“Sono la persona più felice del mondo — ammette il manager —  questo accordo è stato veramente voluto. Avere il capoluogo piemontese nel nome della società non è banale, Torino diventa un brand riconosciuto. Voglio diventare l’ambasciatore di una Torino che si innova nel mondo”.

Inoltre non sarà più un centro di ingegnera pura ma avvierà una produzione di motori di propria creazione. Il legame tra il gruppo belga e Gm parte da lontano: Punch, infatti, aveva giù acquisito nel 2013 dagli americani lo stabilimento di Strasburgo facendo investimenti importanti sulle linee.

Antonioli assicura: “È una acquisizione in cui credo e la storia di Strasburgo insegna. Non c’è nessuna volontà di fare spezzatini ma lo scopo è investire e garantire ancora più progetti”. Per Guido Dumarey, fondatore e Ceo di Punch Group, “l’aggiunta al nostro portfolio globale del centro torinese aiuterà il gruppo a realizzare la sua vision, ovvero posizionarsi come azienda leader nell’integrazione e produzione di sistemi di propulsione. L’obiettivo — aggiunge — sarà fornire servizi di ingegneria di alto livello così come lo sviluppo di nuovi motori e applicazioni”.

Un passaggio che è guardato con attenzione dai sindacati. “La cessione, al di là delle formali rassicurazioni pubbliche, ci preoccupa per il numero di lavoratori coinvolti così come per la qualità delle attività di ricerca e sviluppo tecnologico che svolge il Centro, a cui viene assicurato il proseguimento dei programmi per Gm per soli due anni”, sottolinea Edi Lazzi, segretario della Fiom di Torino.

Dello stesso avviso anche Marco Secci, della segreteria Uilm Torino. “Abbiamo richiesto — conclude — un incontro urgente all’azienda presso l’Unione Industriale di Torino per i dovuti approfondimenti”. Un passaggio, quindi, sorvegliato attentamente. “C’è attenzione — conclude Federico Bellono, ex segretario Fiom e ora nella segreteria della Cgil Torino — più che preoccupazione. Ma è bene che questo cambiamento sia tenuto sott’occhio da tutta la città e dalle istituzioni proprio per l’alto valore del centro”.

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