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Boeing

Che combina Boeing?

Lo scorso gennaio la crisi del 737 Max, il cui portellone si era staccato durante un volo, ora i documenti relativi alle fasi di lavorazione che non si trovano e la misteriosa morte di un ex dipendente che aveva denunciato i problemi di sicurezza. Per Boeing i guai sembrano non finire mai...

 

Circa due mesi fa un Boeing 737 della Alaska Airlines perdeva un portellone al momento del decollo. Adesso, con un’indagine in corso, l’azienda dichiara di non essere in grado di trovare i documenti relativi alle fasi di lavorazione del pannello del portellone e i nomi dei dipendenti responsabili della messa in sicurezza dei quattro bulloni mancanti nel pannello scoppiato all’interno del velivolo.

Intanto, ieri è stato trovato senza vita un ex dipendente che aveva denunciato presunte irregolarità. E a Wall Street, riferisce Il Sole 24 Ore, il titolo di Boeing è arrivato a perdere il 4,4% ed è negativo del 25% da inizio anno.

LA MORTE DELL’EX DIPENDENTE BOEING

John Barnett, ex dipendente del colosso aerospaziale statunitense Boeing che aveva denunciato pubblicamente violazioni degli standard di sicurezza nei processi di produzione degli aerei di linea della compagnia, è stato ritrovato senza vita ieri. A darne notizia sono i media statunitensi, secondo cui il 62enne – un ingegnere con oltre trent’anni di carriera in Boeing, durante i quali aveva anche assunto il ruolo di responsabile della qualità – è morto sabato per una “ferita di arma da fuoco autoinflitta”.

In una breve nota, l’azienda si è detta “addolorata” per la morte dell’ex dipendente.

LE CONFESSIONI DI BARNETT

Pochi giorni prima della sua morte, Barnett era stato sottoposto a un lungo interrogatorio incrociato da parte degli avvocati di Boeing e del suo avvocato. Sabato si sarebbe dovuto presentare in tribunale per tornare a testimoniare in merito alle presunte irregolarità nell’azienda dove aveva lavorato.

Nel 2019, due anni dopo aver lasciato l’azienda, l’ex dipendente aveva denunciato all’emittente britannica Bbc che Boeing si affrettava a far uscire dalla linea di produzione i suoi aerei di linea 787 Dreamliner scendendo a compromessi con i requisiti di sicurezza.

Tra le altre cose, Barnett aveva denunciato l’impiego deliberato di componenti difettosi e che i sistemi di ossigeno di emergenza realizzati per i Dreamliner avevano una percentuale di guasti del 25%. L’uomo aveva inoltre dichiarato di essersi imbattuto in questi problemi già nel 2010, quando aveva iniziato a lavorare presso lo stabilimento di Boeing a North Charleston, e che le sue ripetute segnalazioni erano state ignorate dalla dirigenza.

I DOCUMENTI MANCANTI

Nell’ambito dell’indagine penale avviata dal dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti in merito all’incidente dello scorso 5 gennaio, Boeing – dopo aver dichiarato di non essere in grado di trovare i documenti relativi alle fasi di lavorazione del pannello del portellone – ha ipotizzato che “le registrazioni relative alla rimozione e alla reinstallazione del pannello sulla linea di assemblaggio finale del 737 MAX a Renton (Washington) non siano mai state create, anche se i sistemi della Boeing lo richiedevano”, si legge sul Sole 24 Ore.

Il quotidiano economico scrive inoltre che, durante l’audizione, la presidente della National Transportation Safety Board (Ntsb), Jennifer Homendy, ha dichiarato che Boeing si è ripetutamente rifiutata di identificare i dipendenti che lavorarono ai pannelli delle porte dei Boeing 737 e di fornire la documentazione sulla rimozione e la reinstallazione del portellone. “Questo – ha detto Homendy – solleva preoccupazioni sulla gestione della qualità e sui sistemi di gestione della sicurezza” dell’azienda.

CAMBI DI VERTICE IN BOEING

A seguito delle polemiche legate ai problemi di sicurezza che hanno interessato l’aereo di linea 737 Max, alla fine del mese scorso Boeing ha annunciato la sostituzione di uno dei suoi principali dirigenti. Ed Clark, vicepresidente per il programma 737 e direttore generale dello stabilimento dell’azienda a Renton, nello Stato di Washington, è stato infatti sostituito con Katie Ringgold, che in precedenza ha supervisionato le consegne dei 737 ai clienti.

Clark, che ha lavorato in Boeing per circa 18 anni, aveva assunto la direzione dello stabilimento di Renton nel 2021, mentre l’azienda cercava di riprendersi dai due gravissimi incidenti aerei che avevano coinvolto velivoli di linea 737 Max nel 2018 e nel 2019.

Ieri, inoltre, l’azienda ha annunciato anche la creazione di un nuovo ruolo dirigenziale per la supervisione del controllo qualità, che verrà affidato a un’altra vicepresidente dell’azienda, Elizabeth Lund.

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