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Ecco come la guerra in Ucraina frena l’industria automobilistica

Cablaggio Ucraina

Senza cablaggio non è possibile assemblare un’auto e quindi, con il protrarsi della guerra in Ucraina, l’industria automobilistica si prepara a guardare verso nuovi orizzonti. Tutti i dettagli

 

Il settore auto europeo si ferma. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia costringe alcune tra le maggiori aziende, come BMW e Volkswagen, a chiudere gli impianti per carenza di cablaggio, di cui l’Ucraina è un grande produttore ed esportatore.

Ora, la possibilità di uno spostamento (non semplice) della produzione verso ovest rischia di dare un durissimo colpo al Paese già in grave difficoltà.

A COSA SERVE IL CABLAGGIO

“Non si può iniziare ad assemblare un’auto senza i cablaggi”, ha spiegato al Financial Times Alexandre Marian, un amministratore delegato della società di consulenza AlixPartners a Parigi. “Il problema dei cablaggi – ha aggiunto – è che sono fondamentali”.

Sono fondamentali per trasmettere all’auto gli input da un componente all’altro. I cavi elettrici infatti sono tenuti insieme dal cablaggio, un elemento relativamente economico che fino a oggi non aveva posto problemi ai produttori di automobili.

QUANTO NE PRODUCE L’UCRAINA

La nascente industria automobilistica ucraina poteva contare su 40 fabbriche, la cui produzione – riferisce il FT – rappresenta circa un quinto della fornitura europea di cablaggio, che proviene anche da altre parti dell’Europa orientale e dal Nordafrica.

Secondo un’analisi dei dati Comtrade 2020 della società di consulenza AlixPartners riportata da Reuters, i cablaggi sono stati il componente automobilistico più importante esportato dall’Ucraina nell’Unione europea, rappresentando quasi il 7% di tutte le importazioni di questo prodotto.

GLI INVESTIMENTI STRANIERI

I dati del governo ucraino forniti dall’agenzia di stampa mostrano che 22 aziende automobilistiche hanno investito più di 600 milioni di dollari in 38 stabilimenti, impiegando oltre 60 mila persone, manodopera qualificata e a basso costo per fornitori come i tedeschi Forschner, Kromberg & Schubert, Prettl, SEBN e il giapponese Yazaki.

LA CARENZA DI MANODOPERA DOVUTA ALLE LEGGI DI COSCRIZIONE

La guerra ha inevitabilmente costretto gli ucraini a interrompere la produzione di cablaggio sia per la devastazione dell’intero Paese provocata dai russi che per le leggi di coscrizione – ovvero l’obbligo di reclutamento previsto per gli uomini tra i 18 e i 60 anni -, le quali hanno portato le persone ha imbracciare le armi invece che gli strumenti da lavoro.

Si aggiunge poi la difficoltà di spedire i prodotti finiti dal confine polacco e ucraino verso gli stabilimenti automobilistici. I valichi di frontiera, scrive il FT, sono infatti affollati dai rifugiati e praticamente chiusi al trasporto commerciale tradizionale.

Inoltre, anche in questo caso, l’obbligo di andare a combattere provoca una grave carenza di autisti di camion, che non possono lasciare il Paese.

DONNE E PENSIONATI PROVANO A MANDARE AVANTI LA PRODUZIONE

Tuttavia, riferisce il quotidiano, alcuni fornitori ucraini hanno iniziato a riavviare le produzioni ma ad un ridotto tasso di capacità. Sono stati, infatti, coinvolti nella produzione i pensionati e le donne che non incorrono nelle leggi di coscrizione.

SPOSTARE LA PRODUZIONE

L’industria automobilistica europea ha dunque pensato di spostare la produzione in altri Paesi, ma oltre a rischiare di gettare ancora di più nel baratro l’Ucraina, non si tratta di un’operazione così semplice.

A differenza di altre parti che possono essere facilmente realizzate altrove, si legge sul FT, i cablaggi sono fatti su misura: ogni modello di auto ha il suo precisissimo sistema individuale in modo che i produttori possano inserire bene i cavi elettrici.

Portare la produzione fuori dall’Ucraina è molto ambizioso dal punto di vista logistico, ma l’industria dell’auto sta valutando delle possibili alternative, che vanno dallo spostamento delle attrezzature – praticamente impossibile vista la situazione ai confini – alla realizzazione del cablaggio stesso nelle proprie aziende. Un’operazione che richiede molti soldi e molto tempo.

Secondo le stime citate dal FT, infatti, il costo delle nuove attrezzature necessarie per costruire i cablaggi vanno da 100 mila a circa 2 milioni di sterline e richiedono da 3 a 6 mesi per costruirli.

WORK IN PROGRESS

Intanto, riferisce Automotive News Europe, BMW ha fatto sapere che sta avendo “intensi colloqui” con i fornitori per trovare fonti alternative, Stellantis ha detto che ha già spostato il suo approvvigionamento dall’Ucraina ad altre parti d’Europa (senza specificare quali) e Audi, del gruppo Volkswagen, sta guardando ad altri Paesi dell’Europa orientale, al Nordafrica, al Messico e “forse” alla Cina.

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