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Trasporti: i camionisti sbraitano per il green pass o per il caro carburante?

Camionisti

Carenza di camionisti, problemi logistici legati all’obbligo di Green Pass e aumento dei prezzi del carburante: cosa succede nel settore degli autotrasporti. Ecco dati e proposte delle associazioni di categoria

Trasporti in tensione: solo per il green pass?

Oltre alla carenza di autisti e ai malumori creati dall’obbligo di green pass, sul settore dei trasporti su camion sta pesando anche l’aumento dei prezzi del carburante.

Ecco fatti, numeri e commenti.

Secondo Paolo Uggè, presidente della Federazione Autotrasportatori Italiani (FAI), in Italia mancano almeno ventimila autotrasportatori. L’associazione spiega come l’età media di chi svolge questa professione sia di 54 anni, con mancanza di ricambio generazionale. “Sempre meno scelgono di fare questo lavoro, sempre di più lo abbandonano”, scrive il Corriere della Sera, con serie implicazioni per le aziende di trasporti italiane e per la filiera estesa.

I DATI SULLE AZIENDE DI TRASPORTI ITALIANE

Come ricostruito dal quotidiano, le imprese italiane “operano solo il 18 per cento dei viaggi”, mentre si registra una forte crescita degli operatori stranieri, principalmente dell’Europa orientale. La quota di mercato europeo delle imprese italiane è scesa al 4 per cento.

LE PROPOSTE DELLA FAI CONTRO LA CARENZA DI CAMIONISTI

Per colmare la carenza di camionisti, Uggè propone di abbassare a 18 anni (oggi è a 21) la soglia d’età minima per poter ottenere la patente da autotrasportatore. Pensa che siano necessarie anche delle misure per ridurre il costo del lavoro alle aziende che assumono giovani e per favorire il conferimento della cittadinanza italiana ai giovani extraeuropei che si trasferiscono in Italia per svolgere la professione per un periodo di almeno cinque anni.

IL GREEN PASS

Da domani, 15 ottobre, il Green Pass sarà obbligatorio in tutti i posti di lavoro in Italia. Non all’estero però: le aziende italiane – spiega la FAI – non sanno come comportarsi nei confronti degli autotrasportatori stranieri che arrivano nel nostro paese, la cui presenza nel settore dei trasporti su camion è molto forte.

La FAI, assieme ad altre associazione del settore (Confartigianato Trasporti, CNA Fita, ASSOTIR, UNITAI, FIAP) hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi e al ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, chiedendogli di trovare una soluzione in tempi brevi.

Nella lettera le associazioni sottolineano “la necessità di garantire l’omogenea applicazione della norma [il Green Pass sui luoghi di lavoro] su tutto il territorio nazionale a chiunque assicurandone il rispetto agli operatori nazionali e a quelli stranieri”. Il rischio, spiegano, è l'”alterazione delle condizioni di mercato che favorirebbero i vettori esteri che in caso di corretta applicazione della legge sarebbero de facto esentati dall’obbligo, cosa che alimenterebbe la concorrenza sleale nel settore”.

UGGÈ INVITA ALLO SCIOPERO?

In merito all’obbligo Green Pass, il presidente di FAI-Conftrasporto Uggè ha detto ieri all’ANSA che “si sta determinando una situazione per cui si rischia che il 15-16 ottobre il trasporto in Italia si blocchi”. “Se gli autotrasportatori esteri potranno venire in Italia senza il Green Pass e questo verrà invece imposto alle imprese italiane”, precisa, “stiamo valutando di invitare le imprese a fermare i camion. Ci auguriamo di no, ma ne stiamo discutendo”.

Dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, aggiunge, “non abbiamo risposte”. E propone, per garantire la sicurezza dal rischio di contagi sul luogo di lavoro, di “continuare con il protocollo sulla sicurezza” adottato nella prima fase della pandemia.

Per Uggè “è stato un errore applicare il Green Pass ora. Rischia di compromettere le vendite di Natale” e creare carenze nelle forniture di merci nei negozi. I camionisti, scrive il Corriere della Sera, sono favorevoli all’obbligo vaccinale ma a partire dal 2022 “perché la categoria adesso non è tutta pronta e la parte che non lo è non intende sottoporsi ai continui tamponi”.

NO CONTRARI, MA DIFFICOLTÀ LOGISTICHE

Il segretario generale della FAI, Andrea Manfron, ha specificato che “non siamo contrari al Green Pass, che è una misura di sicurezza per l’intera popolazione, ma ci saranno delle difficoltà di applicazione oggettive”. L’obbligo, aggiunge, “impatterà su una parte di autisti, sulla logistica e sul sistema economico, che rischia di non essere più supportato dalla supply chain. C’è poi il rischio di ritardo nelle consegne di materie prime con impatto sui cicli produttivi è concreto”.

L’AUMENTO DEL CARBURANTE

Oltre alla carenza di autisti e ai malumori creati dall’obbligo di Green Pass, sul settore dei trasporti su camion sta pesando anche l’aumento dei prezzi del carburante.

“Gasolio e soprattutto GNL”, ovvero gas naturale liquefatto, “hanno raggiunto prezzi insostenibili per le imprese di autotrasporto”, ha dichiarato Manfron. “Basti pensare che il prezzo del gas è più che raddoppiato in un anno. Per le imprese che hanno comprato mezzi a Gnl è la beffa: hanno effettuato investimenti consistenti in tecnologia ambientalmente sostenibile e ora si ritrovano con costi operativi non più ammortizzabili”.

Come riporta Il Sole 24 Ore, a settembre (il dato disponibile più recente) il prezzo del gasolio per l’autotrazione ha raggiunto il record di 1517,1 euro per mille litri, ovvero 179 euro in più rispetto allo scorso gennaio.

Il segretario della FAI invita il governo a istituire un sistema di monitoraggio del costo del gas per l’autotrazione, a promuovere l’inserimento di clausole sul fuel surcharge (il rincaro dei prezzi del carburante) nei contratti, e a individuare meccanismi per trasformare il caro GNL/gasolio, oltre certe soglie, in defiscalizzazione per le imprese”. Manfron propone anche un aumento negli sconti del pedaggio autostradale per le aziende che impiegano carburanti dal minore impatto ambientale come il GNL.

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