Mobilità

Bmw, Psa, Fca e non solo: ecco chi festeggerà la nuova politica auto in Cina

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In Cina cadono i vincoli per le Case estere nella produzione delle auto elettriche e ibride. Nel 2021 cadranno i vincoli anche per le auto a trazione tradizionale. E nel frattempo vengono ridotti dazi su numerosi prodotti

Prove tecniche per la ripresa dell’economia. La Cina, sfiancata dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti, ha deciso di ridurre i dazi su un gran numero di prodotti tecnologici e alimentari. E, soprattutto, apre il mercato delle auto: le aziende straniere che intendono produrre auto elettriche nella Repubblica Popolare cinese non saranno più costrette a creare società al 50% con le aziende cinesi.

Un 2020, quello che si preannuncia per Pechino, aperto alla concorrenza. Andiamo per gradi.

NUOVE REGOLE PER LA PRODUZIONE AUTO ELETTRICHE

Partiamo da quello che rappresenta realmente una rivoluzione. L’ente statale cinese per la programmazione economica, cioè la National Development and Reform Commission (NDRC), ha fatto cadere il vincolo per i produttori di auto elettriche e ibride che vogliono aprire una fabbrica in Cina della join venture al 50% con aziende locali.

REGOLE ESTESE A TUTTE LE AUTO AL 2021

Pechino ha anche annunciato che il vincolo della joint venture cadrà nel 2021 anche per tutti i produttori di auto a trazione tradizionale.

La norma delle società al 50-50% per i produttori auto è stata introdotta nel 1994, ha imposto agli stranieri di dividere la proprietà delle proprie fabbriche in Cina o, in alternativa, di vendere auto in Cina importandole con dazi commerciali fino al 25% del prezzo finale dell’auto.

CHI FESTEGGIA LA NOTIZIA

Ovvio, tutti i produttori stranieri. Se Tesla, infatti, rappresenta l’eccezione ed è riuscita ad aprire una gigafactory a Shanghai, tutte le altre case auto sono state costrette a siglare partnership e joint venture per poter entrare nel mercato cinese.

A brindare sono le tedesche Bmw, Volkswaghen e Daimler, ma anche Fca e Psa che si apprestano a fondersi in una newco che con auto elettriche e non punta anche al mercato asiatico.

NON SOLO AUTO

Come riporta The New York Times, con l’obiettivo di spingere l’economia, Pechino ha promesso di aprire i suoi mercati del petrolio, delle telecomunicazioni e dell’energia ai concorrenti privati.

LA RIDUZIONE DEI DAZI

E sempre con l’obiettivo di risollevare l’economia, che negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con una estenuante guerra commerciale con gli Stati Uniti, la Cina ha deciso di ridurre i dazi su un gran numero di prodotti tecnologici e alimentari.

859 PRODOTTI INTERESSATI

La decisione interessa ben 859 prodotti, tra cui care di maiale, avocado, acciaio, ferro, inclusi in due liste. La prima lista include i prodotti i cui dazi si abbasseranno da gennaio 2020, la seconda include i prodotti che vedranno abbassare i dazi da luglio 2020.

AUMENTARE IMPORTAZIONI

Le modifiche tariffarie sono state apportate per “aumentare le importazioni di prodotti che si trovano ad affrontare una carenza interna relativa, o merci speciali straniere per il consumo quotidiano”, spiega il Governo.

LA TREGUA CON GLI USA

Intanto, è tregua nella guerra commerciale con gli Usa. Il rappresentante commerciale statunitense, Robert Lighthizer, ha dichiarato che la Cina ha accettato di acquistare beni e servizi statunitensi per un valore di 200 miliardi di dollari nei prossimi due anni. Se tutto dovesse procedere come i piani, allora, ci sarà un enorme salto nelle esportazioni statunitensi in Cina.

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