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Auto elettrica Fisker: 600 km di autonomia, con batteria al grafene

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Il grande ritorno di Fisker: la casa automobilistica lancia sul mercato un’auto elettrica da 600 km di autonomia

Fisker, l’azienda Californiana che nel 2013 ha dichiarato la bancarotta, è pronta al grande ritorno. La casa automobilistica, nata nel 2007 e specializzata nella realizzazione di vetture all’avanguardia tecnologia, si lancia nel mondo dell’auto elettrica, promettendo di render difficile la vita di Elon Musk e di Tesla.

Per far concorrenza alla Model S, Henrik Fisker ha già dato vita a due società, Fisker Inc. e Fisker Nanotech: la prima si occuperà di progettare e sviluppare la vettura a batteria e la seconda nasce dalla partnership con Nanotech (la società impegnata nella ricerca e nella creazione delle batterie di nuova generazione contenenti grafene).

Insomma, questa volta, Henrik Fisker sembra voler partire con il piede giusto. Anche l’approccio al mondo dell’auto elettrica sembra essere quello più giusto, a tutto tondo. La casa automobilistica non realizzerà solo vetture, ma proverà a fare in casa anche le batteria, proprio come fa Tesla.

Grazie al grafene, un materiale considerato un ottimo conduttore, l’auto elettrica che Fisker sta sviluppando (e le cui immagini arriveranno a metà 2017) dovrebbe vantare un’autonomia di 600km con una sola ricarica. La durata dei materiali, invece, sarà oltre il ciclo di vita della vettura stessa.

Henrik Fisker non si fermerà certo allo sviluppo di una berlina elettrica. Per conquistare le masse e far una seria concorrenza a Tesla, la casa automobilistica californiana dovrebbe lanciare sul mercato anche una vettura dalle prestazioni eccellenti e un prezzo al di sotto di 40.000 dollari.

Batterie auto elettrica al grafene, il materiale del nostro secolo

grafene

Henrik Fisker si affida al grafene per le sue batterie auto. Forte, leggero, sottile, (valido) conduttore: il grafene è uno dei materiali del nostro secolo. È estremamente resistente e rigido (100 volte più dell’acciaio), trasparente e flessibile ed conosciuto soprattutto per il suo impiego nel settore delle energie rinnovabili  (del fotovoltaico in particolare) e delle auto elettriche.

Se negli anni passati il grafene è stato appannaggio di università e centri di ricerca, le potenzialità e le numerose applicazioni di questo materiale lo rendono appetibile anche alle aziende private, sempre più interessate ad investire in questa materia: si spera quindi che si passi da una produzione pilota ad una più matura e meno costosa. Il grafene dovrebbe generare un mercato che vale 278 milioni di dollari entro il 2020, con un tasso di crescita di quasi il 43% tra il 2015 e il 2020. Alcuni settori, come l’elettronica, faranno registrare anche una crescita maggiore.

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