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Auto A Guida Autonoma

Chi scommette ancora sull’auto a guida autonoma

Il progetto dell'auto a guida autonoma pareva destinato ad arenarsi, frenato dalle difficoltà tecniche e scalzato dalla necessità di investire nell'elettrico. Invece sembra aver trovato un nuovo alleato: l'intelligenza artificiale che attrae investimenti a tutto spiano.

Sono temi duri per l’auto a guida autonoma. Le Case automobilistiche hanno passato buona parte degli ultimi tre lustri ad acquisire startup e investire sul tema, convinte probabilmente che nel 2020 avremmo già avuto auto senza piloti in strada.

La realtà si è dimostrata ben diversa, la tecnologia assai più limitata del previsto e il ban dei motori a scoppio nella Ue ha portato i marchi a mettere i propri soldi altrove, ovvero sulla transizione energetica.

Per tacere poi delle continue indagini dei vari enti nei Paesi in cui è possibile sperimentare questi sistemi, l’americana National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa) su tutte che ha appena rimesso sotto la lente Tesla e Ford. Il panorama per l’auto a guida autonoma s’è fatto così fosco che persino un gigante come Apple ha deciso di tirarsene fuori.

L’AUTO A GUIDA AUTONOMA ACCELERA NEGLI INVESTIMENTI?

Eppure c’è chi ancora nell’auto a guida autonoma crede e investe. Come dimostra la realtà hi-tech britannica Wayve, scaleup che ha appena annunciato di aver chiuso un round Serie C da 1,05 miliardi di dollari.

Secondo la reportistica di TechCrunch tale cifra rappresenta l’aumento di capitale più grande mai registrato in Gran Bretagna nell’ambito dell’intelligenza artificiale, permettendo all’operazione di figurare nella top 20 dei mega round a livello globale sempre per ciò che concerne questa tecnologia di frontiera di cui si parla quotidianamente.

Una operazione che fa rumore, tanto che il Primo ministro britannico Rishi Sunak alle prese con un Paese che ancora si lecca le ferite per le conseguenze della Brexit, ossessionato dalla necessità di attrarre capitali esteri, ha commentato: «Sono incredibilmente orgoglioso che il Regno Unito sia la patria di pionieri come Wayve, che stanno facendo passi da gigante nello sviluppo della prossima generazione di modelli di intelligenza artificiale per le auto a guida autonoma».

Fondata nel 2017 a Cambridge, la società ha allenato al propria tecnologia di guida autonoma proprio nella città inglese, installandola a bordo anche dei veicoli per la consegna a domicilio della spesa di Ocado (anch’essa investitrice nell’azienda con oltre 13 milioni).

DA SOFTBANK A INVIDIA FINO A MICROSOFT: CHI STA INVESTENDO

Già, ma chi scommette nel software per il pilota automatico britannico? A guidare il round Serie C da oltre 1 miliardo di dollari in Wayve è SoftBank, fondo di investimento giapponese noto in tutto il mondo. Tra gli investitori nuovi e già presenti compaiono Nvidia, Microsoft e soggetti come Yann LeCun, Head of AI di Meta.

DALLA CINA CON FURORE

Da tutt’altra parte del mondo, Momenta, startup cinese che nel 2021 ha chiuso un round da mezzo miliardo di dollari, starebbe sgommando per correre contro l’IPO negli Stati Uniti, almeno secondo fonti citate da Bloomberg.

IL TRAFFICO DI DATI TRA USA E CINA

L’entusiasmo attorno a Momenta pare crescere giorno dopo giorno, al di là e al di qua del Pacifico, ma sulla strada dell’auto a guida autonoma in questo caso si potrebbe presentare un ostacolo imprevisto: il difficile rapporto tra Usa e Cina, soprattutto per ciò che concerne la raccolta di quei dati essenziali per questa nuova tecnologia.
In tal senso potrebbe però incardinarsi il recente accordo tra Tesla e Pechino sull’Autopilot: dopo anni di divieti, la Cina ha infatti concesso a Elon Musk di portare in Texas i dati raccolti sulle sue strade per migliorare il proprio software di bordo. Chiaro che ora la Cina si aspetti dagli Usa reciprocità nei riguardi delle proprie aziende. Molto dipenderà però da chi si siederà al volante degli States dal prossimo novembre: Joe Biden o Donald Trump?
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