Mobilità

Alfa, Fiat, Jeep, Lancia e Maserati. Chi sale e chi scende in casa Fca nelle immatricolazioni

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Gruppo Fca, Tesla, Volkswagen, Bmw, Mercedes, Nissan: tutti i numeri e i confronti sulle immatricolazioni auto in Italia secondo i dati di ottobre 2019

Come va il mercato auto? Dopo la crescita a doppia cifra registrata a settembre 2019, nel mese di ottobre si registra un più 6,67%. Ma la notizia è buona solo a metà: il segno positivo riflette un ottobre 2018 davvero debole.

Il mercato fatica ad ingranare la marcia e le previsioni per il 2020 potrebbero essere riviste al ribasso. Andiamo per gradi.

I NUMERI DELLE IMMATRICOLAZIONI

Nel mese di ottobre 2019, la motorizzazione ha immatricolato 156.851 autovetture, per un più +6,67% rispetto ad ottobre 2018, durante il quale ne furono immatricolate 147.039.

Una variazione decisamente più piccola rispetto a quella registrata nel mese di settembre 2019, quando sono state invece immatricolate 142.388 autovetture, +13,59% rispetto a settembre 2018, durante il quale ne furono immatricolate 125.355.

UN RECUPERO APPARENTE

I segni positivi del mercato rappresentano una buona notizia, ma solo per metà. Il recupero, infatti, è solo apparente. Il segno positivo di ottobre nasce dal confronto con un ottobre 2018 debole, che fece registrare una diminuzione del 7,2%.

IMMATRICOLAZIONI GENNAIO-OTTOBRE

Nel periodo gennaio-ottobre 2019 sono state immatricolate 1.624.922 autovetture, -0,85% rispetto al periodo gennaio-ottobre 2018, durante il quale ne furono immatricolate 1.638.784.

FCA NUOVAMENTE IN CALO

Fiat Chrysler ha immatricolato 33.855 auto, con un -2,15, con Maserati che perde il 34,04% e Fiat il 4,70. Cresce, timidamente, Jeep (+0,80) e cresce Lancia/Chrysler (8,24).

Il segno negativo precede anche le vendite gennaio-ottobre: Fca ha venduto solo 389.210, il 10,57% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La quota di mercato scende al 26,56% al 23,95%.

CHI SALE NELLE  IMMATRICOLAZIONI AUTO IN ITALIA

Brinda il gruppo Volkswagen, che registra il più 30,90 nel decimo mese dell’anno. Volkswagen è cresciuta del 36,96 e Seat del 61,24. Lamborghini, invece, cala del 60,71%. Le immatricolazioni del gruppo, nei 10 mesi, sono salite del 9,07% e la quota di mercato è salita a 15,48%.

Bene anche il gruppo Renault, a più 18,77, ad ottobre 2019, con Dacia che registra il più 33,70%. Da inizio anno il gruppo cresce del 5,92%. Toyota segna un più 7,86%, Volvo un più 4,35% e Tesla (nel suo piccolo) cresce del 294,12%. Mese positivo anche per Bmw, +8,08.

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CHI SCENDE NELLE IMMATRICOLAZIONI AUTO IN ITALIA

Psa, gruppo con cui Fca dovrebbe presto fondersi, perde l’1,55% di immatricolazioni ad ottobre 2019, con Opel che lascia per strada il 26,11% delle immatricolazioni. Il gruppo Daimler scende dello -0,49%, con Mercedes che registra il -4,21. Nei primi 10 mesi, però, la casa auto tedesca cresce, seppur poco (0,04).

Nissan ancora in caduta libera: il gruppo perde il 5,64%. Meno 22,88% se si guarda al periodo gennaio-ottobre.

CRESCONO LE AUTO IBRIDE ED ELETTRICHE

Mentre prosegue l’espansione delle vetture a benzina che crescono del 17,6% e le vetture diesel perdono il 13,3% delle immatricolazioni, le autovetture ibride toccano le 12.500 unità nel mese di ottobre 2019, in crescita del 42% al 7,9% di quota. Nel cumulato salgono del 29,4% a quasi 95,000 unità, con una quota del 5,8%.

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Estremamente positiva la performance delle auto elettriche (+59% l’incremento dei volumi a ottobre, + 108% nel periodo gennaio-ottobre). La quota nel mese è dello 0,6% mentre è dello 0,5% nei 10 mesi.

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PREVISIONI AL RIBASSO PER IL 2020?

“In un quadro macroeconomico con persistenti incertezze sia economiche sia geopolitiche, le previsioni sul mercato auto nel 2020 rischiano di dover essere rivista pesantemente al ribasso, alla luce della recente proposta del Governo di inserire nella Legge di Bilancio l’aumento, per tutti i dipendenti, del valore ai fini fiscali delle auto aziendali in fringe benefit, che potrebbe risultare raddoppiato o addirittura triplicato”, ha commentato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere. “La proposta, vessatoria nei confronti dei dipendenti, danneggerebbe anche le aziende, già penalizzate nella competizione internazionale dai limiti solo italiani a deducibilità e detraibilità, ed escluse dal Superammortamento previsto per gli altri beni strumentali, con un impatto fortemente negativo sul mercato delle auto aziendali e sulla capacità di rinnovare il parco circolante. Già in questi giorni, infatti, si sta riscontrando il blocco degli ordinativi da parte delle aziende clienti, nell’assoluta incertezza del quadro normativo e fiscale”, ha detto Crisci.

“La recente, scottante e ancora aperta vicenda relativa ai provvedimenti in Legge di Bilancio sulle auto aziendali e sul Superammortamento – conclude il Presidente – dimostra una volta di più l’assoluta necessità si istituire finalmente, con estrema urgenza, una vera cabina di regia governativa per il settore auto. Dopo l’incontro al MISE del 18 ottobre, siamo ancora in attesa che vengano convocati i famosi tavoli operativi su domanda, offerta e infrastrutture. Nel frattempo, senza alcuna anticipazione in tal senso, senza alcuna interlocuzione con le associazioni di settore e nella totale assenza di un coordinamento interministeriale, si procede ancora una volta in ordine sparso con provvedimenti impulsivi, estemporanei e di quantomeno dubbia legittimità. Una convocazione dei principali attori della filiera, ad un tavolo dove il Governo sia rappresentato nella sua collegialità, non è davvero più rinviabile, se si vuole evitare che lo stato di sofferenza del mondo automotive diventi una crisi irreversibile”.

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