Mobilità

Autostrade, che cosa dicono concessionari e sindacati sui prossimi pedaggi made in Art

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Tutti i dettagli sulla consultazione dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) sui nuovi meccanismi per stabilire i pedaggi. La voce dei concessionari autostradali Aiscat e dei sindacati nell’approfondimento di Alessandro Sperandio

La delibera dell’Art che fissa i nuovi criteri per determinare i meccanismi alla base degli incrementi tariffari basandoli su un price cap uguale per tutti – in aggiunta a tagli programmati per costringere gli operatori a ridurre i costi e a “tagliare” ulteriormente quando i profitti superano le previsioni – ha chiuso la consultazione pubblica lo scorso 29 marzo e il provvedimento definitivo è atteso per il 28 giugno. Ma dalle analisi dei documenti depositati (e visibili sul sito di Art) emerge un coro quasi unanime di critiche da parte dei concessionari e di diverso tenore da parte di sindacati e consumatori.

SINDACATI E CONSUMATORI PUNTA SU QUALITA’ DEI SERVIZI E TRASPARENZA DEI DATI DI GESTIONE

Partendo da questi ultimi, per le organizzazioni sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL,UILTRASPORTI-UIL, SLA-CISAL e UGL Viabilità e Logistica “nella definizione di un sistema tariffario relativo alle concessionarie autostradali” per quantificare i meccanismi di penalità/premi con riferimento alla valutazione della qualità dei servizi, devono “essere considerati tra i servizi offerti anche le aree tematiche” (come Punti Blu e centri servizi, presidi di ausiliari al traffico, presidi fisici 24 ore al giorno) “per garantire all’utenza adeguati livelli di servizio e standard di sicurezza. A tale proposito – aggiungono i sindacati – nel ritenere imprescindibile la presenza di personale addetto h24 in tutte le stazioni, anche al fine di controllare gli accessi e intervenire in caso di turbative/problematiche al traffico, si ritiene che il sistema free-flow sia in contraddizione con quanto asserito. Peraltro, l’interoperabilità dei sistemi di pagamento del pedaggio a livello comunitario è già garantita dagli attuali sistemi di esazione”. Federconsumatori, nel documento depositato, esprime invece “nel complesso apprezzamento”. Le uniche osservazioni riguardano “una maggiore trasparenza dei dati di gestione, da realizzarsi sia tramite la definizione di un ‘Piano di accesso al dato’” sia “tramite il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nella fase di monitoraggio dei parametri definiti nella concessione del servizio”.

LE CONCESSIONARIE SBUFFANO E PUNTANO IL DITO SULLE STESSE NOTE DOLENTI

A riassumere quasi tutti i giudizi delle concessionarie ci pensano invece Aiscat, l’associazione delle concessionarie, e la principale azienda di settore Autostrade per l’Italia che, come già evidenziato in un articolo di Start Magazine criticano ‘a monte’ la delibera: Aiscat ha contestato il contenuto denunciando “vizi di incompatibilità costituzionale e comunitari” e l’“incompetenza e carenza di potere” dell’Autorità, parlando esplicitamente di una “revisione unilaterale” del sistema tariffario, di un “profilo di grave illegittimità” nell’ampliamento dell’ambito oggettivo di applicazione e rivolgendosi all’Authority, di aver “ecceduto i limiti dei propri poteri consultivi”. Mentre Autostrade per l’Italia ha impugnato la delibera davanti al Tar. Se si va a ‘piluccare’ qui e lì tra i documenti depositati ci si accorge, infatti, di una sostanziale uniformità di giudizi tra le varie aziende. Le concessionarie, in sostanza (15 in tutto), sono quasi tutte allineate nel giudizio negativo sulla delibera ad eccezione di Strada dei Parchi e Concessioni autostradali lombarde (Cal).

(1.continua; nei prossimi giorni la seconda parte)

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