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Ecco come l’Air Force One zavorra i conti di Boeing

Boeing

Boeing ha archiviato il terzo trimestre con un rosso di oltre 3 miliardi di dollari. Pesano i problemi nel programma Air Force One e nel business Difesa in generale

 

Il business della difesa affossa i conti di Boeing.

Negli ultimi tre mesi, il colosso dell’aerospazio americano ha registrato una perdita di 3,3 miliardi di dollari, o 6,18 dollari per azione, contro attese per un utile di 7 centesimi. I ricavi sono stati di 15,96 miliardi, inferiori ai 17,76 miliardi del consensus.

Boeing ha comunque generato quasi 3 miliardi di dollari di free cash flow, contro il -507 milioni di dollari dello stesso trimestre del 2021.

La perdita registrata è dovuta ai problemi di superamento dei costi relativi all’Air Force One e ad altri programmi nel settore della difesa, ha precisato il produttore di aeromobili statunitense. Boeing aveva già rivelato di aver perso più di 1 miliardo di dollari sul contratto per il nuovo aereo dell’Air Force One negoziato sotto l’ex presidente Donald Trump, osserva Cnbc.

Nonostante una trimestrale al di sotto delle attese, Boeing guadagna oltre l’1% nel premercato, segnala Radiocor.

Tutti i dettagli.

I RICAVI

La società aeronautica statunitense ha registrato un fatturato del terzo trimestre di 16 miliardi di dollari. Si tratta di una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2021 anche se resta sotto alle attese degli analisti per 17,8 miliardi di dollari.

I risultati del terzo trimestre riflettono l’aumento del volume commerciale e le perdite sui programmi di sviluppo della difesa a prezzo fisso.

SOFFRE IL BUSINESS DIFESA

I ricavi della divisione Difesa, Spazio e Sicurezza sono infatti diminuiti a 5,3 miliardi di dollari (-20%) e il margine operativo è sceso al -52,7%, principalmente a causa di 2,8 miliardi di dollari di perdite su alcuni programmi di sviluppo a prezzo fisso, guidati da costi stimati di produzione e catena di approvvigionamento più elevati, così come sfide tecniche.

COSA SUCCEDE AL PROGRAMMA AIR FORCE ONE

Boeing aveva già rivelato perdite per oltre 1 miliardo di dollari associate alla modifica di due jumbo jet 747 per fungere da Air Force One.

Nel luglio 2018, sotto l’amministrazione Trump, la società ha ricevuto un contratto da 3,9 miliardi di dollari per costruire due velivoli 747-8 da utilizzare come Air Force One, la cui consegna è prevista entro dicembre 2024.

Già l’anno scorso Boeing ha comunicato all’aeronautica americana che il prezzo dell’aereo presidenziale di prossima generazione potrebbe aumentare. Non solo, il produttore di aerei stava cercando anche di ottenere più tempo per consegnarlo, citando difficoltà dovute alla pandemia e a un subappaltatore.

Lo scorso aprile il ceo Dave Calhoun ha dichiarato che la compagnia non avrebbe più fatto offerte vicino ai costi stimati come ha fatto negli ultimi dieci anni per assicurarsi contratti di alto profilo, (come per il programma Air Force One) dal momento che ora devono affrontare spese crescenti. E mercoledì il numero uno di Boeing ha ribadito che la compagnia ha commesso un errore nell’accettare i termini aggressivi richiesti dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull’Air Force One, segnala Bloomberg.

Nel frattempo la società ha anche nominato un esperto di risoluzione dei problemi Steve Parker per aiutare a ribaltare i programmi in perdita nella sua unità di difesa, riferisce Reuters.

BENE L’UNITÀ COMMERCIALE

I problemi nel segmento militare si sono accumulati mentre l’unità relativa ai voli commercialI di Boeing si sta riprendendo dalla pandemia di Covid, favorita da un rimbalzo dei viaggi aerei. L’unità ha registrato infatti un rialzo dei ricavi del 40% a 6,26 miliardi di dollari. Nel terzo trimestre, consegnati 112 velivoli, in rialzo dagli 85 di un anno prima. Le consegne del suo 787 Dreamliner sono riprese ad agosto dopo una pausa per gran parte dei due anni precedenti per affrontare una serie di difetti di fabbricazione.

FLUSSO DI CASSA POSITIVO

Nel trimestre conclusosi il 30 settembre Boeing ha generato un flusso di cassa operativo di 3,2 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai deflussi di 507 milioni di dollari dell’anno precedente.

LA GUIDANCE

Ed è per questo che il colosso americano ha ribadito di prevedere un free cash flow positivo per il 2022.

“Continuiamo a fare passi da gigante nella nostra inversione di tendenza e rimaniamo concentrati sulle nostre prestazioni – ha affermato il ceo Dave Calhoun – Abbiamo generato una forte liquidità nel trimestre e siamo sulla buona strada per ottenere un free cash flow positivo per il 2022. Allo stesso tempo, entrate e utili sono stati significativamente influenzati dalle perdite sui nostri programmi di sviluppo della difesa a prezzo fisso. Siamo assolutamente concentrati sulla maturazione di questi programmi, sull’attenuazione dei rischi e sulla realizzazione per i nostri clienti e le loro importanti missioni”.

IL COMMENTO DEGLI ANALISTI

Mentre il flusso di cassa rifletteva l’aumento delle consegne di jet, è stato anche favorito da un rimborso fiscale, circa 1 miliardo di anticipi in contanti dai clienti del 737 Max, ha evidenziato l’analista di Vertical Research Partners Robert Stallard, ripreso da Bloomberg.

“Se questo trimestre ci insegna qualcosa, è che gli investitori non dovrebbero cadere nella trappola di vedere Boeing solo come una società” aerospaziale “, ha detto Stallard in una nota ai clienti. “C’è chiaramente un sacco di rischio anche nella divisione Difesa, che è stato probabilmente ampiamente sottovalutato”.

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