Mobilità

Adr, Sea e non solo. Ecco come decollano le tensioni fra Anac di Cantone e aeroporti

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Censimento impossibile sui concessionari aeroportuali come Adr (Aeroporti di Roma) e Sea (gestore degli scali di Linate e Malpensa) e non solo.

È quanto ha dovuto prendere atto l’Anac, l’Autorità anti corruzione presieduta da Raffaele Cantone.

Lo si evince dall’atto di segnalazione inviato il 2 novembre a governo e Parlamento in tema di affidamenti dei concessionari dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac).

Non soltanto concessionarie autostradali, dunque, al centro dell’attenzione del documento dell’Anac.

L’Autorità ha incrociato i dati forniti dagli enti pubblici concedenti e dalle società concessionarie su vari settori, dalle autostrade al gas, dai rifiuti agli aeroporti, ai sensi dell’art.177 del D.lgs. n. 50/2016.

Tuttavia, per i concessionari aeroportuali l’Autorità non è stata in grado di portare a termine l’attività di censimento.

CONCESSIONARI AEROPORTUALI NON PERVENUTI

Si legge infatti nell’atto che soltanto alcuni concessionari di servizi aeroportuali hanno inviato il modulo, anche se solo parzialmente compilato, pertanto non è stato possibile utilizzarne i dati indicati per l’attività di censimento di cui sopra.

LA GIUSTIFICAZIONE DI ASSAEROPORTI

Non erano tenuti. È stata questa la difesa mossa da Assaeroporti, l’associazione dei concessionari degli aeroporti italiani che ha precisato che i propri iscritti erano esentati dalla “compilazione del Modulo giacché l’art.177 del D.lgs. n. 50/2016 non troverebbe loro applicazione in quanto ricadenti nei settori speciali”.

LA PRECISAZIONE DELL’ANAC

Ma l’Autorità presieduta da Cantone ha ribadito che i settori speciali non potevano essere considerati esonerati in quanto, in questa fattispecie, non si trattava di attività di vigilanza in senso proprio ma di un censimento, benché la stessa attività di vigilanza poteva essere comunque esercitata ai sensi dell’art. 213, comma 3, lett. a), del D.lgs. n. 50/2016.

RICORSO PUR DI NON RISPONDERE

Non c’è stato proprio verso. Come riportato nel documento dell’Anac, lo scorso 12 febbraio, i concessionari dei più grandi o importanti scali italiani, hanno fatto ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro l’Autorità stessa per l’annullamento di due note di richiesta/sollecito di inoltro dei Moduli. Non è finita: il 4 giugno i concessionari aeroportuali hanno depositato al Consiglio di Stato una memoria in sede di esame delle linee guida n. 11 volt ad affermare l’inapplicabilità delle stesse ai gestori aeroportuali.

Tant’è che a oggi l’indagine sullo stato delle concessioni aeroportuali risulta non pervenuta per mancanza di dati.

LE LAMENTELE DI CANTONE

“Alcuni concessionari si sono rifiutati di collaborare e sono arrivati a impugnare il provvedimento con cui chiedevamo gli atti, in particolare i concessionari aeroportuali”. Lo ha raccontato lo stesso presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone in un’intervista al Fatto Quotidiano.

Tra i concessionari aeroportuali ad aver fatto ricorso contro il provvedimento dell’Anac anche Aeroporti di Roma, società che gestisce gli aeroporti romani di Fiumicino e Ciampino, controllata di Atlantia, la stessa holding che detiene il controllo di Autostrade per l’Italia. Proprio per Aspi, l’Authority presieduta da Cantone ha rilevato il massimo scollamento tra i dati economici comunicati dal Mit in quanto concedente e quelli comunicati invece dalle società concessionarie, che tendono a “sottostimare gli adempimenti a loro carico”.

“I concessionari sono soggetti che utilizzano beni pubblici – ha concluso il Presidente dell’Anac – Lo Stato decide di far gestire questi beni ai privati, ma alcuni si considerano ormai i veri proprietari. Abbiamo segnalato tutto a Palazzo Chigi e ai ministeri competenti. Speriamo intervengano”.

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