Caro direttore,
credo proprio che la mia nuova occupazione sia ormai quella di leggere le pubblicità che appaiono sui giornali, che trovo molto più interessanti e foriere di notizie degli stessi articoli, che quasi salto a piè pari.
E così, dopo aver portato alla tua attenzione quella che Webuild ha realizzato per sfotticchiare gli scettici della gronda di Genova, oggi te ne sottopongo un’altra.
Adoro infatti farmi gli affari degli altri e ficcanasare su come gruppi e associazioni spendano i loro soldi, finanziando testate in costante perdita di lettori e – diciamolo – ormai alla canna del gas (a tal proposito: dato che la tiratura continua inesorabilmente a calare, chi è il vero destinatario di queste lenzuolate promozionali? Ah, saperlo…).
Oggi la mia attenzione, durante la consueta rassegna al bar sotto casa facendo colazione (come sai, pure io come molti connazionali ho smesso da un pezzo di acquistare quotidiani), è caduta sulla pubblicità che l’Aci, l’Automobile Club italiano, ha fatto per… festeggiare la vittoria di Kimi Antonelli.
Ohibò. Ce ne era bisogno?
E che c’entra l’Aci con Kimi? Il pilota sarà forse un tesserato?
Sì, lo so cosa starai per dirmi: l’Automobile Club d’Italia è un ente pubblico non economico, senza scopo di lucro, a natura associativa, che non grava sul bilancio dello Stato. Quindi fattacci loro come spendano i loro soldi.
Anche perché sappiamo tutti che, con tutte le partecipate, l’Aci avrà pure un bel gruzzolo a disposizione e qualcosa destinerà immancabilmente alla comunicazione. Perfetto, non li giudico per questo.
Tuttavia sento il dovere di dirmi quantomeno scettico di pagare un’intera pagina per scrivere “Grazie Kimi – Le tue vittorie guidano tutti noi” a caratteri cubitali. E poi: “Da quando eri un bambino con il kart hai gareggiato con passione, talento e coraggio. Oggi i tuoi successi ispirano l’intero movimento dell’automobilismo italiano. Il tuo esempio ci spinge a dare il massimo”. In un tripudio di tricolori e col loghino dell’Aci che quasi non si vede a piè di pagina.
Sarei quasi curioso di sapere cosa ne pensino gli iscritti.
Intendiamoci, siamo tutti felici che ieri abbia vinto un italiano, però è anche vero che il cuore di noi italiani batte anzitutto per la Ferrari, che è arrivata seconda con Lewis Hamilton, mentre il nostro Kimi corre su Mercedes, auto tedesca.
Salvo le quattro ruote, non vedo molti altri punti di contatto tra l’automobile di un tesserato Aci e la Formula 1, anche se so che i soci possono acquistare i biglietti d’ingresso a tariffe scontate per il Gran Premio d’Italia 2026 (e che lo stesso Club ha lavorato per mantenere il Gp a Monza fino al 2030), tuttavia mi chiedo se questa nuova lenzuolata tutta per Antonelli rappresenti una sorta di nuovo corso per Geronimo La Russa, presidente da quasi un anno dell’Aci e, leggo, Direttore Editoriale Aci Radio.
Considerato poi che, come anticipavo, i giornaloni oramai se li leggono in quattro gatti, questa strategia porterà nuovi tesserati? E, soprattutto, non c’era modo più utile di investire quei soldi?
Le testate comunque ringraziano.
Un dubbioso,
Francis Walsingham




