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Capitale Europea della cultura. La sfida social delle città italiane

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Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna e Siena: sei città  in gara tra loro per riuscire a essere il centro della cultura europea, mettendo in cantiere eventi, mostre e iniziative capaci di dare risalto alla ricchezza e alla molteplicità del patrimonio culturale europeo.

Il 2014 è l’anno nel quale una giuria composta da esperti indipendenti di esperienza provata nel settore culturale dovrà indicare la città raccomandata, sulla base di un processo di selezione complesso, che richiede una serie di passaggi e l’elaborazione di un progetto culturale di dimensione europea, basato, in primo luogo, sulla cooperazione culturale.

Noi di Start Magazine abbiamo voluto osservare i profili twitter delle sei città candidate per comprendere quanto l’uso di questo strumento sia utilizzato per comunicare e dialogare con i cittadini, per creare condivisione e partecipazione sul progetto di candidatura.

 

Abbiamo raccolto i dati, nella giornata del 2 luglio, per fare una fotografia di quanto le sei città siano presenti e guidino la competizione anche attraverso la capacità di creare interazione attraverso il social network.

È evidente come alcune città, tra cui Ravenna, abbiano iniziato da tempo a utilizzare twitter, con un numero alto di Tweet e foto; anche Matera è particolarmente attiva con il più alto numero di follower. Non è solo l’effetto vetrina a interessare, però: twitter, come altri social network, ma in misura maggiore, si presta a creare opportunità di scambio e di confronto con il contesto nel quale si agisce.

Un’occasione, per le città e i cittadini, per realizzare un dialogo e sperimentare forme innovative di open gov. Ecco quindi che twitter non diventa, in questo caso, una semplice bacheca dove pubblicare dei post ma uno dei luoghi dove rendere possibile la partecipazione dei cittadini, attraverso modalità social che richiedono, a chi amministra, la capacità di ascoltare e interagire.

La competizione tra le città per diventare Capitali europee della cultura può essere, quindi l’occasione per sperimentare qualcosa di nuovo, di strutturalmente diverso da un rapporto burocratico tra amministrato e amministratore: serve un’iniezione di social innovation e la capacità di accogliere, nell’organizzazione amministrativa, quelle competenze e quelle professionalità proprie del community manager, del social media administrator, … ma, soprattutto, un’idea di come costruire un rapporto più diretto con i cittadini.

Start Magazine continuerà a seguire questa competizione, perché siamo convinti che, per le città, si tratti di un’occasione unica per rafforzare il proprio profilo internazionale, collocandosi in un contesto europeo che è in grado di assicurare visibilità, rafforzando la capacità di attrarre il turismo e favorire una rinnovata vitalità alla vita culturale.

 

Andrea Ferraretto

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